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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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15/01/20 09:08

Passa a Sintermar (Grimaldi) l'area ex Trinseo

La transazione privata si è conclusa a Livorno. Ma sull'operazione restano pendenti la procedura finalizzata all'esproprio avviata dalla AdSP e il secondo grado della giustizia amministrativa

Il gruppo Grimaldi ha ufficialmente rilevato - tramite Sintermar, la joint venture tra il gruppo F.lli Neri e la Coifi, di cui è socio di maggioranza – le aree della ex fabbrica di Trinseo nel porto di Livorno.

Ad annunciarlo è stato Cushman & Wakefield, l'advisor che ha curato la transazione per conto della società produttrice di lattici e gomme, che nel 2016 aveva chiuso le attività produttive nello scalo.

Con l'operazione passa ufficialmente di mano una superficie di circa 84mila metri quadrati senza diretto accesso al mare ma dall'alto valore strategico per lo sviluppo dei traffici nel porto toscano della società terminalistica in quanto anche raccordata alla ferrovia, e nella quale Sintermar, che ne disponeva tramite un comodato d'uso, aveva iniziato a movimentare traffici di auto nuove.

Se la firma chiude un iter che era stato avviato già nel 2016 tra i due soggetti privati, con la sigla di un primo pre-contratto (che però ricomprendeva tutti i 113mila metri quadrati della ex fabbrica, a fronte di un corrispettivo di circa 15 milioni di euro), non si può dire però certo che la vicenda sia arrivata alla sua conclusione definitiva.

Sulla procedura restano infatti pendenti le iniziative della AdSP, che da subito si era opposta alla cessione a Sintermar e all'utilizzo che la società intendeva fare dell'area.

Dopo la cessazione delle attività da parte di Trinseo, nel 2016, la port authority livornese aveva infatti ipotizzato di poter usare l'intera superficie (precisamente estesa su 113.860 mq) per lo stoccaggio di ro-ro e auto nuove, e aveva quindi provato a rilevare l'area (privata ma ricadente nella 'giurisdizione' del PRP).  

Di fronte al rifiuto della società, che come detto già si era pre-accordata con Sintermar, l'ente aveva risposto avviando la procedura per l'apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree in questione e diffidando Sintermar, che aveva successivamente impugnato tale decisione innanzi il TAR. Il quale  le aveva poi dato ragione, ritenendo che la “movimentazione e lo stoccaggio di auto nuove” e gli interventi previsti da Sintermar fossero compatibili con il PRP, che ne prevedeva un utilizzo come "area multipurpose".

Il progetto della AdSP prevedeva invece il recupero dell’area con la sistemazione a piazzale dell’intera zona, ad eccezione di alcuni impianti esistenti e dei piccoli fabbricati, con in aggiunta l'opzione di costruire un silo auto per aumentare la capacità di stoccaggio veicoli. In particolare 35mila mq sarebbero stati dedicati al traffico di auto nuove e 90mila a quelli di rotabili.

Un progetto a cui anche ora l'ente non intende rinunciare. Palazzo Rosciano ha fatto sapere che con la firma dell'atto di vendita la situazione resta invariata e che la procedura di esproprio andrà avanti. Questo a prescindere anche dall’esito del contenzioso "tuttora pendente" su quell’area tra l’AdSP e Sintermar, lasciando intendere che la port authority sia intenzionata a presentare (o più probabilmente abbia già presentato) appello contro la sentenza di primo grado dei giudici amministrativi.

F.M.

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