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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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03/07/17 18:24

Parisi torna terminalista a tutti gli effetti

Rilevata insieme a I.co.p la quota maggioritaria di GCT, concessionario dello Scalo Legnami di Trieste

Tettoie allo Scalo Legnami di Trieste

Il passaggio di mano della quota di controllo (96,75%) di GCT – General Cargo Terminal, la società concessionaria dei 180mila mq del terminal Scalo Legnami di Trieste, rappresenta almeno due momenti importanti per la portualità triestina.

Da una parte c’è l’uscita definitiva, dopo la cessione a Samer Seaports, l’anno scorso, del Trieste Terminal Frutta, del Gruppo Gavio dal terminalismo portuale triestino. Dall’altra il gruppo spedizionieristico Francesco Parisi, che a dicembre aveva ceduto la maggioranza di EMT - Europa Multipurpose Terminals (Molo VI) alla turca Ekol, torna a giocare un ruolo di primo piano sulle banchine triestine. Senza dimenticare che l’operazione tocca un altro protagonista della portualità di Trieste.

Il 96,75% di GCT, infatti, era fino a poche settimane fa controllato dal gruppo Ocean, della famiglia Cattaruzza, che, già socio, nell’ultimo anno aveva rilevato le quote di Argo Finanziaria (Gavio, 49,81%), Samer Seaports (20%), Friulia (finanziaria della Regione, 15%). Rimasta ad Access World (l’ex Pacorini Metals) la rimanente quota del 3,25%, Ocean ha ceduto il proprio pacchetto alla newco Docks Sanservolo, partecipata equamente da Francesco Parisi e I.co.p.

Quest’ultima è una società riconducibile alla famiglia di costruttori friulani Petrucco ed è partner di Francesco Parisi anche in Piattaforma Logistica Trieste, la società di scopo creata per la realizzazione dell’omonima nuova infrastruttura dello scalo giuliano. “L’operazione sullo Scalo Legnami, condivisa con l’Autorità di Sistema Portuale, è funzionale proprio alla sinergia fra i due terminal adiacenti” spiega Francesco Parisi, vertice dell’omonimo gruppo.

Per il momento le due concessioni non saranno unificate, anche perché la Piattaforma è in via di realizzazione (“il timing è lievemente slittato, da fine 2018 al primo semestre 2019”), ma a detta di Parisi anche l’Authority ha condiviso il disegno strategico della gestione unica delle due strutture, che insieme copriranno una superficie di circa 300mila mq: “L’integrazione dei due terminal comporta la possibilità di realizzare un unico e più efficiente raccordo ferroviario, abbiamo già avviato in proposito colloqui con l’AdSP e Rfi. E risolve inoltre un problema di lunghezza della banchina della Piattaforma, che così invece potrà ospitare due navi contemporaneamente”.

In ogni caso non sono previsti stravolgimenti per lo Scalo Legnami. Da un punto di vista formale Walter Preprost continuerà a svolgere la funzione di amministratore delegato e assumerà la carica di presidente, mentre Alberto Cattaruzza rimarrà in cda, dal momento che è prevista la possibilità per Ocean di entrare nell’azionariato di Docks Sanservolo. Da un punto di vista operativo “il terminal continuerà ad operare nel segmento general cargo, vocazione multipurpose che sarà esaltata dalla Piattaforma, su cui potremo operare anche lo-lo e ro-ro” ha concluso Parisi, spiegando come il progetto non sia conflittuale, bensì condiviso, con il socio turco in EMT.

D’altro canto il settore ro-ro, in cui Trieste primeggia da tempo, è in continua espansione (+2,18% nei primi 4 mesi dell’anno), mentre il progetto Teseco per la realizzazione di un nuovo terminal dedicato nell’area ex Aquila risulta ancora al palo. Intanto anche le merci varie (quelle movimentate dallo Scalo Legnami) sono in crescita: 5,2 milioni di tonnellate nei primi 4 mesi dell’anno, +7,18% rispetto al 2016, chiuso peraltro in rialzo (14,5 milioni di tonnellate, +1,92%). Non ancora depositato, invece, il bilancio 2016 di GCT, che aveva chiuso l’anno precedente con una lievissima perdita (95mila euro) a fronte di un fatturato passato da 3 a 3,5 milioni di euro.

Andrea Moizo

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