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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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08/12/18 10:41

Palazzo San Giorgio: in porto opere per quasi 1 miliardo nel prossimo triennio

Oltre 500 milioni saranno stanziati direttamente dall’authority, che conta di precedere rapidamente con gli appalti grazie alle deroghe del decreto Genova

Genova - Grazie alle deroghe previste del Decreto Genova per la ricostruzione di ponte Morandi, estese anche al porto, e ai fondi stanziati dal Governo per il rilancio del sistema genovese, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale conta di riuscire ad appaltare, nel triennio 2019-2021, opere infrastrutturali per un valore complessivo che si avvicina al miliardo di euro.

Lo ha annunciato il Presidente dell’authority Paolo Emilio Signorini, al termine della seduta del Comitato di gestione durante il quale è stato approvato il bilancio previsionale 2019 e il programma delle opere dei prossimi tre anni.

La cifra esatta è pari a 922 milioni di euro, di cui 337,8 milioni preventivati nel 2019; 223,8 milioni nel 2020 e 360,3 milioni nel 2021. Si tratta, è bene precisarlo, del valore complessivo delle opere che si prevede di poter appaltare nei prossimi tre anni: “Oltre 500 milioni verranno garantiti direttamente dall’AdSP, mentre la parte restante sarà a carico dei privati a vario titolo coinvolti nei progetti” ha spiegato Signorini.

Le risorse di competenza di Palazzo San Giorgio, oltre mezzo miliardo, arriveranno da varie fonti, ma quasi la metà sarà garantita direttamente dal Governo di Roma, che – ricorda il Presidente dell’ente – “ha stanziato a favore del porto di Genova, dopo la tragedia di ponte Morandi, 64 milioni tramite il decreto Genova e altri 200 milioni nella legge di bilancio, in fase di approvazione in questi giorni”.

Di questi 264 milioni, 6 milioni serviranno ad abbassare le tasse portuali, 4 milioni sono destinati a misure di sostegno all'intermodalità ferroviaria e 6 milioni (2 milioni all'anno per 3 anni, a partire già dal 2018) andranno alla Compagnia Unica. Il resto sarà impiegato proprio per finanziare l'importante programma di investimenti infrastrutturali messo a punto per il triennio 2019-2021.

Già nel prossimo anno, “grazie alla possibilità di svolgere procedure negoziali dirette come effetto delle semplificazioni burocratiche previste per la ricostruzione di ponte Morandi, ed estese anche al porto, contiamo di appaltare opere per circa 318 milioni di euro” ha dettagliato il vertice dell’AdSP, precisando che la differenza tra i 338 milioni complessivamente preventivati per il prossimo anno e la stima di 318 milioni come valore complessivo delle opere che verranno appaltate, “è dovuto all’impiego di una parte delle risorse per i servizi di progettazione”.

Gli intereventi che Signorini conta di poter affidare, per l’avvio della realizzazione, già il prossimo anno, sono la sopraelevata portuale (previsti 3 anni di lavori), il viadotto di Voltri (2 anni), la galleria Ferroviaria Molo Nuovo (2 anni), la Torre Piloti (1-2 anni) e l'Hennebique (circa 2 anni) a Genova, per un valore di 205 milioni di euro, mentre a Savona sono la diga di Vado e gli interventi di riparazione dei danni causati dalle recenti mareggiate, per un valore complessivo di 112,8 milioni.

Signorini, concluso il capito relativo alle opere infrastrutturali, ha quindi commentato i dati di traffico del porto di settembre e ottobre, appena resi noti dall’ufficio statistiche dell’AdSP: “Ad  agosto la movimentazione di contenitori è calata del 16%, immediatamente dopo il crollo del ponte, mentre a settembre è diminuita del 3% e a ottobre del 6,3%. Battuta d’arresto che si è avvertita anche nella raccolta delle tasse portuali, che fino a luglio 2018 era in crescita del 9% rispetto ai primi 7 mesi dello scorso anno, mentre ora (gennaio-ottobre) è ferma al +4,2%. Questo vuol dire che ci siamo ‘mangiati’ buona parte dell’incremento” ha detto Signorini, che per il 2019 stima “un andamento dei traffici compreso tra 0 e -5%, e un calo del 5% nella raccolta delle tasse portuali”.

E’ chiaro quindi, secondo il numero uno di Palazzo San Giorgio, che la mancanza di un’infrastruttura come ponte Morandi “costituisce una criticità per porto. È altrettanto evidente, però, che è troppo presto per delineare in modo preciso quali siano gli effetti direttamente riconducibili al ponte e come essi interagiscano con problematiche già presenti nel porto di Genova”.

 

Francesco Bottino

TAG : porti
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