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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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06/11/18 18:53

Orizzonti cinesi per la Piattaforma Logistica di Trieste

China Merchants Group starebbe trattando l’ingresso nel capitale della società che sta realizzando e gestirà il nuovo terminal, destinato ad espandersi su Scalo Legnami e, forse, sulla Ferriera

Dopo lo sbarco a Ravenna in ottica oil&gas, il multiforme colosso cinese China Merchants Group starebbe pensando a posizionare un’altra bandiera in Alto Adriatico, questa volta in chiave logistico-portuale.

Il conglomerato statale (74,6 miliardi di euro di fatturato nel 2017) è infatti il soggetto con cui Piattaforma Logistica Trieste starebbe trattando una cessione di quote, da finalizzarsi nei prossimi mesi. Si tratta della società che sta realizzando l’omonimo progetto di un nuovo terminal multipurpose a sud dello Scalo Legnami triestino, un appalto da 132 milioni di euro (cui i privati hanno partecipato con circa 30 milioni) che dovrebbe essere completato entro il primo semestre 2019.

Negli ultimi mesi PLT ha raddoppiato il capitale sociale (portandolo a circa 12 milioni di euro) e modificato leggermente gli assetti azionari, con una crescita delle quote degli azionisti principali: il gruppo spedizionieristico Francesco Parisi è salito al 46,2% e la società di ingegneria civile Icop al 43%, mentre l’Interporto di Bologna ha ceduto quote (passando al 6,6%) e Cosmo Ambiente sin è fermata al 4,2%. Movimenti presumibilmente legati, anche se il riserbo è massimo, all’ingresso del nuovo partner.

Il quale, stando ai rumor circolati a Trieste, avrebbe un interesse per la nuova Piattaforma in sé, ma anche per la possibilità della sua espansione. Il terminal, infatti, sarà adiacente allo Scalo Legnami, che è in concessione a GCT – General Cargo Terminal, società il cui controllo è recentemente passato a Docks San Servolo, joint venture fra Parisi e Icop, nell’ottica manifesta da tempo di un’unione fra le due strutture.

Un passaggio che potrebbe concretizzarsi nella sottoposizione da parte dei due concessionari all’Autorità di Sistema Portuale della formale richiesta di riunire sotto un unico titolo il complesso da oltre 300mila mq, con lo scopo di un potenziamento dell’infrastrutturazione ferroviaria, oggi limitata, dell’area.

Potenziamento che in futuro – ed è l’altra possibilità di espansione di PLT – potrebbe coinvolgere, a sud, anche la Ferriera di Servola del gruppo siderurgico Arvedi (l’area a caldo o l’intero complesso), guadagnando quegli spazi che consentirebbero la realizzazione di un terminal ferroviario adeguato a sostenere il traffico del nuovo terminal container (Molo VIII) che il Piano Regolatore Portuale (approvato nel 2016) prevede, nel lungo termine, per questa zona dello scalo e che potrebbe ulteriormente giustificare, in ottica Via della Seta, l’interessamento di CMG.

A proposito di ferrovia, l’AdSP triestina con 6 progetti approvati (per quasi 6 milioni di euro di investimenti) ha recentemente giocato la parte del leone negli interventi di ultimo miglio portuale annunciati da RFI (da finanziarsi con le risorse residuali dello sconto tracce), frutto del focus sul rapporto banchina-rotaia messo dalla presidenza di Zeno D’Agostino, che all’uopo ha anche implementato all’interno dello staff dell’ente un’apposita Direzione Ferroviaria. Con 17 persone impiegate e risultati tangibili: 1,25 milioni di treni-km programmati in uscita nel 2018 (primo porto in Italia) per circa 10mila treni movimentati con una crescita prevista nel 2019 del 10%.

“Nessun allarme”, infine, sul fronte dell’implementazione del punto franco nelle aree retroportuali ex Wärtsilä di Bagnoli, progetto in fieri da diversi mesi col coinvolgimento dell’Interporto Fernetti e dell’AdSP. Nei giorni scorsi il produttore di televisori Seleco, che da tempo preconizza un investimento a Trieste, lamentava lungaggini e ritardi sulle colonne del quotidiano locale Il Piccolo, a latere della notizia dell’apertura di una procedura concorsuale a suo carico. “Stiamo lavorando bene con Dogana e Finanza, che stanno rifinendo la messa a disposizione delle risorse umane e materiali necessari, non c’è alcun ritardo. Nelle aree di Bagnoli il punto franco sarà come da programma operativo a inizio 2019” ha però ribattuto D’Agostino.

 

Andrea Moizo

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