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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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05/11/18 22:00

Ordinanza del Tar, a Civitavecchia finisce la tregua sui container refrigerati

Fissata a giugno l’udienza sul ricorso di CFFT. Salvo interventi ulteriori dell’AdSP anche lo scarico della frutta dovrà avvenire sulla banchina di RTC (gruppo MSC)

In primo piano il magazzino di CFFT e dietro l’RTC

Per il momento la soluzione prospettata poche settimane fa per sanare la vertenza sullo sbarco dei contenitori sorta fra l’impresa portuale (art.16) CFFT, l’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia e il terminalista (art.18) Roma Terminal Container (gruppo MSC) rimane un’ipotesi, mentre l’ordinanza del Tar adito dalla società del gruppo belga Noord Natie, emessa pochi giorni fa, è destinata a riaccendere la tensione sulle banchine laziali.

Il Tribunale, infatti, ha rimandato al merito, a giugno 2019 (non concedendo quindi la richiesta sospensiva), la valutazione sul ricorso che CFFT aveva presentato avverso le ordinanze con cui, in estate, l’AdSP aveva regolato la contesa. In sintesi RTC lamentava il fatto che CFFT utilizzasse la banchina pubblica 24 per scaricare container refrigerati (traffico di frutta) destinati al proprio magazzino, laddove la sua concessione ex art. 18 avrebbe dovuto garantirle l’esclusiva sul traffico di contenitori a Civitavecchia. Consultato anche il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’AdSP era intervenuta, disponendo che a partire da novembre tutto il traffico contenitori si svolgesse nell’area concessa a RTC.

A seguito di minacce e allarmi di CFFT sul rischio per lo scalo di una perdita di volumi, dovuta al fatto che la ‘merce’ non avrebbe sostenuto il costo di uno sbarco presso un terminalista diverso (RTC) dal soggetto gestore del magazzino refrigerato necessario (CFFT), per settimane si è cercata una soluzione di compromesso da adottarsi prima della fine della ‘tregua’. L’ultima prevedeva l’ampliamento temporaneo della concessione di RTC alla banchina 24 e una conseguente collaborazione più o meno forzosa con CFFT sulla sbarco-magazzinaggio dei contenitori).

Per ora, però, è rimasta a livello di rumor e il rischio, quindi, è che da oggi la tensione torni a salire.

 

Tensione anche sul bilancio preventivo dell’ente

A scaldare l’aria sulle banchine civitavecchiesi non è solo la vertenza relativa ai container refrigerati.

Nei giorni scorsi l’AdSP presieduta da Francesco di Majo ha approvato il bilancio preventivo 2019, collegandovi l’adozione, annunciata da mesi, di due decreti volti a modificare gli assetti tributari del porto (tasse portuali, sovrattasse, ancoraggio).

I documenti in questione, bilancio compreso, non sono ancora disponibili, ma l’ente ha sostenuto che i provvedimenti comporteranno “una riduzione del carico tributario di circa il 20% rispetto al precedente regime”. Di parere opposto il Comune (il cui rappresentante in Comitato ha votato contro bilancio e decreti tributari), secondo cui la modifica causerà fughe di volumi dallo scalo.

Ma al di là del municipio civitavecchiese, alle cui decisioni potrebbero non essere estranee dinamiche politiche (il sindaco Cozzolino è un esponente del M5S mentre a di Majo viene comunemente attribuita una vicinanza al PD) e contingenti (in relazione alla controversia sull’accordo decennale fra enti sottoscritto dal predecessore di di Majo), va rilevato come a valle del suddetto recente Comitato si sia diffusa voce (non smentita) delle dimissioni di Gabriella Baldini, membro del Collegio dei Revisori.

Una decisione che sarebbe appunto collegata al bilancio e in particolar modo al contenzioso dell’ente: oltre a quelli con TotalErg e col gruppo Gavio, preoccuperebbe anche quello con Grandi Lavori Fincosit, mandataria dell’ATI esecutrice dell’appalto (da circa 200 milioni di euro) per i lavori a nord dello scalo (Darsena Traghetti, Darsena Servizi e Antemurale Colombo), la cui seconda fase, peraltro, l’ente, fresco di finanziamento BEI, si appresterebbe ad appaltare.

A.M.

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