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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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12/01/21 16:48

Navettamento dei crocieristi, Medov vince ancora contro AdSP e Port Mobility

Il TAR del Lazio ribadisce l’illegittimità dell’assegnazione del servizio da parte dell’Authority di Civitavecchia, in quanto si estende al di fuori del territorio di competenza. L’Authority studia il ricorso

L’assegnazione del servizio di navettamento dei crocieristi alla società Port Mobility da parte dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale (porto di Civitavecchia) continua a essere illegittima. Lo ha ribadito il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio, che già nel 2019 era stato chiamato ad interessarsi della vicenda a seguito di un ricorso presentato dall’agenzia marittima Medov.

La sentenza dell’epoca aveva sancito il principio che le AdSP, quanto ai trasporti pubblici di linea su gomma, debbano “limitarsi al coordinamento delle attività amministrative esercitate dagli enti e dagli organismi pubblici nell'ambito dei porti e nelle aree demaniali marittime comprese nella circoscrizione territoriale”, senza ulteriori prerogative, tanto più se attinenti servizi svolti in parte fuori dal territorio portuale. In quella circostanza i giudici avevano anche constato come non si sia ottemperato a quanto da essi stessi previsto con l’ordinanza cautelare emanata nel luglio 2018, in base a cui si sottolineava la necessità che l’ente entro l’aprile 2019 avviasse “la procedura ad evidenza pubblica finalizzata alla aggiudicazione del servizio di navettamento”, come nell’autunno 2017 aveva sancito anche l’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

E infatti nel frattempo non è stata svolta alcuna gara, ma nel novembre del 2019 veniva emessa una nuova ordinanza che affidava di nuovo alla Port Mobility il servizio, negando quindi (anche) alla Medov “la possibilità di prelevare e rilasciare passeggeri da e per l’area portuale mediante mezzi su gomma adibiti a servizio pubblico”, ricostruiscono i giudici amministrativi”. Provvedimenti, quelli dell’AdSP impugnati nuovamente dall’agenzia, che “avevano avuto l’effetto di istituire un servizio di trasporto pubblico di linea comunale, in quanto avente le caratteristiche di cui agli articoli 2 e 3 della legge regionale n. 301998: ossia un collegamento fra il centro urbano ed il porto, svolto in modo continuativo o periodico, con itinerari, orari, frequenze e tariffe prestabilite, ad offerta indifferenziata, anche se i passeggeri costituiscono una particolare categoria di utenti (i passeggeri delle navi). Ciò in violazione dell’art. 6 della legge n. 84 del 1994, il quale limita territorialmente le competenze delle Autorità di sistema portuale, sia sotto il profilo strettamente territoriale che sotto quello funzionale, alla sola area del porto. Con i provvedimenti impugnati nel presente giudizio l’Autorità di sistema ha, nella sostanza, mantenuto tale assetto del servizio di c.d. navettamento. Esso, infatti, si svolge dall’interno del perimetro portuale verso l’esterno del medesimo (e viceversa), ossia verso l’area denominata largo della Pace”.

E, sempre nel corso del 2019, era stata ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) a rilevare come l’AdSP avrebbe dovuto “alternativamente, risolvere la concessione di Port Mobility per perdita del requisito di qualificazione del concessionario, oppure valutare la possibilità di ripristinare il requisito carente (ossia la presenza, nella compagine sociale, della società Rogedil e contestuale dismissione delle azioni a favore di società dotata dei requisiti previsti dall’art. 23 della legge 84/1994 (pregressa esperienza in ambito di servizi portuali), oppure ancora individuare un nuovo partner per mezzo di gara ad evidenza pubblica”.

Né la sentenza del TAR, nèi rilievi di ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) e di ANAC hanno dunque trovato accoglimento a Molo Vespucci, che ha di fatto ‘aggirato’ questi documenti con la nuova ordinanza, ora nuovamente annullata dai giudici amministrativi.

Esulta chiaramente la Medov: “Dal 2019 ad oggi, nelle querelle con la Medov, Port Mobility ha inanellato tre pronunce sfavorevoli del TAR Lazio, una del Tribunale Civile di Roma, una delibera dell’ANAC. Tutti concordi nel dire che Port Mobility sta facendo cose che non potrebbe/dovrebbe fare. Con questa sentenza il TAR Lazio ribadisce inoltre con vigore che l’Autorità di Sistema Portuale non è competente, né territorialmente né  unzionalmente, ai fini dell’istituzione di questi servizi di navettamento, facendo diretto riferimento alla precedente sentenza e censurando pertanto esplicitamente il tentativo di elusione portato avanti dall’AdSP. A questo punto è  definitivamente chiarito che le restrizioni imposte fino ad oggi dall’AdSP al mercato dei servizi sono sempre state illegittime e non potranno essere riproposte per il futuro”.

Dal canto suo Molo Vespucci ha fatto sapere di essere al lavoro sulla sentenza con i propri uffici “anche per procedere ad appellarsi nei tempi e nei modi garantiti dalla legge. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha da sempre agito legittimamente tutelando al massimo l’interesse del bene pubblico e soprattutto ha sempre lavorato in un'ottica di trasparenza e competenza, salvaguardando tutti gli operatori che lavorano nel porto di Civitavecchia”.

P.R.

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