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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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17/02/17 09:08

Napoli, gli ultimi saranno i primi

Il porto campano – che deteneva lo scomodo record di commissariamento più lungo – ha concluso prima delle altre AdSP la composizione del comitato di gestione, che ha già rilasciato le prime due concessioni

Napoli – Ha preso decisamente di petto il nuovo prestigioso ma impegnativo incarico, il presidente dell’AdSP campana (Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia) Pietro Spirito, che dunque è tornato da due mesi a fare il top manager nella sua città dopo varie esperienze fuori porta (a Roma con FS, ATAC e Invitalia, e a Bologna presso l’Interporto, segnatamente).

La sua fitta giornata di lavoro (afferma di fissare 15 incontri quotidianamente) comincia già alle 7.30, col primo appuntamento per l’intervista con Ship2Shore che, per guadagnare tempo, lui stesso avevo proposto in orario davvero inconsueto, a ridosso della mezzanotte precedente, dopo aver consumato una gustosa cena alla Lega Navale - insieme ad un gruppo di amici ‘tutti insieme appassionatamente’, guidati dal presidente dei Propellers Club italiani Umberto Masucci, lui stesso nella compagine alla guida dell’AdSP - al termine della partitissima Real Madrid-Napoli, un must ineludibile per qualunque partenopeo (l’altra sera la grande città si è letteralmente fermata in un silenzio e vuoto fisico irreali, durati per tre buone ore).

Spirito, che gioca praticamente in casa, essendo nativo (ma solo per un ‘caso ostetrico’) di Maddaloni, provincia di Caserta ma letteralmente a due passi dalla provincia di Napoli,  parte da una posizione indubbiamente privilegiata: l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale è stata infatti la prima in Italia a completare il percorso virtuoso di mettere insieme i ‘fantastici quattro’ del nuovo organismo di supporto alla presidenza, il tanto chiacchierato (dagli operatori rimasti fuori dalla ‘stanza dei bottoni’) Comitato di Gestione, formato nello specifico da delegati designati da Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Salerno, Direzione Marittima di Napoli. Ed ecco chi sono ‘tutti gli uomini del presidente’ napoletano per il quadriennio 2017-2020: Luigi Iavarone (Regione), Umberto Masucci (Città Metropolitana), Arturo Faraone (Direzione marittima) e l’ultimo arrivato Gaetano Criscuolo (Comune di Salerno).

Così la conclamata retrocessione dello scalo sotto il Vesuvio determinata dal vuoto di potere degli ultimi anni ha finalmente visto scrivere la parola fine, e la port authority di Molo Pisacane ha cominciato la sua vertiginosa risalita nel ranking nazionale, con l’obiettivo di recuperare la posizione di rango che le compete.

Con la nomina dell’ultimo membro Nino Criscuolo, designato dal sindaco di Salerno e dunque rappresentante di quel porto che, forse a ragione, almeno per ora si sente ‘figlio di un dio minore’ e perciò teme, dall’accorpamento deciso a tavolino dal gabinetto Delrio, di perdere decisamente importanza e dunque essere penalizzato nella sua rincorsa a conquistare posizioni di rilievo in alcuni filoni merceologici, proprio a danno del porto capolouogo, col quale - non è certo un mistero - è da tempo ingaggiata una rivalità infinita mirata alla leadership regionale.

Spetterà all’equilibrio politico e al carisma professionale del neo presidente l’arduo compito di ribaltare i convincimenti di essere bistrattati che allignano a Salerno; polemiche oltretutto per nulla sopite con la nomina di Criscuolo, visto che su di essa viene sollevato un velo di sospetto, alcuni avendo accusato le istituzioni politiche della solita designazione di comodo, a tutelare presunti interessi di parte. Il consigliere comunale dell'opposizione Roberto Celano ha infatti accusato la cosidetta ‘gang familiare’ dell’ex sindaco, e ora governatore, Vincenzo De Luca, di avere messo un proprio uomo di fiducia nell’organo portuale. “A seguito dell'incontro tra il Presidente Spirito, il Primo Cittadino di Salerno ed il Sindaco ombra, nonché assessore al bilancio Roberto De Luca, è del tutto evidente che l'amministrazione comunale ed il PD abbiano dismesso l'autonomia organizzativa dello scalo portuale. Per i De Luca ed aggregati l'importante è che il Presidente Spirito abbia nominato il loro indicato nel comitato di gestione dell'Autorità portuale. L'interesse della città non vale più di qualche posto per amici”.

Accuse anche grevi che peraltro lo stesso presidente dell’AdSP aveva preventivamente respinto al mittente: “Abbiamo convenuto con il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli (nomen omen? Nda) un percorso che parte dalla nomina di Nino Criscuolo all'interno del comitato di gestione, passa attraverso gli investimenti prioritari che servono a Salerno per potenziare la sua capacità di sviluppo dei servizi e dei collegamenti, per arrivare ad un progetto di crescita contenuto nel documento di piano triennale sul quale adesso cominciamo il confronto con le istituzioni e con il comitato di gestione” aveva sottolineato Spirito. “I porti della Campania possono traguardare obiettivi di incremento dei traffici a condizione che si generi un rapporto di forte collaborazione con le istituzioni territoriali e nazionali. In tal senso, dare vita alla Zona Economica Speciale tra i porti di Napoli e Salerno costituisce un tassello strategico di primario rilievo. Nessuno ha mai messo in discussione che questo scalo debba mantenere una natura polifunzionale; Salerno ha una configurazione geografica tale che, per poter crescere ancor di più, bisogna puntare su una retroportualità capace di migliorare e potenziare ciò che le banchine possono fare solo fino ad un certo punto”.

In ogni caso, con la squadra tutta schierata al fianco di Spirito, Napoli viene pienamente risarcita dello scippo di potere subito quando è stato, per circa tre anni e mezzo, sostanzialmente un porto acefalo, con un interminabile commissariamento che, nella misura in cui i poteri del commissario risultavano sostanzialmente limitati ad atti non decisori, non si era potuto portare avanti quasi nessun piano di sviluppo.

Anche sotto questo profilo, dunque molto densa è l’agenda del nuovo timoniere campano.

Oltre a sopire i focosi rancori sull’asse Napoli-Salerno, Spirito dovrà affrontare temi spinosi, alcuni a valenza generale e comune ad altri scali, altri di assoluta specificità territoriale.

Intanto proprio nella fatidica giornata di S.Faustino è andato in scena il primo comitato di gestione del 2017, dopo quello di fine anno scorso che aveva sancito la nomina del segretario generale Francesco Messineo, guarda caso un salernitano, proprio a testimoniare l’unità di intenti a rappresentare una gestione bipartisan della materia portuale nei due principali scali di riferimento della nuova AdSP.

Un esordio di 2017 celebrato con alcuni atti già di discreta rilevanza, a cominciare dalla ratifica dell’appointment di Criscuolo, che permette di completare i ranghi della governance dell’Autorità.

Non a caso in questa circostanza è stato sottolineato che “diventa necessario mettere a disposizione del porto di Salerno tutte le energie e le competenze dell’Autorità di sistema per garantire una continuità operativa adeguata, in attesa della formalizzazione del decreto sulla autonomia amministrativa, per dare impulso agli investimenti prioritari per la competitività”.

Nella stessa seduta del 15 febbraio il Presidente ha riferito sui confronti in corso con il Comune di Napoli e con la Sovrintendenza per giungere alla progettazione definitiva della prima fase funzionale del waterfront, che comprende la realizzazione della nuova Stazione Marittima al Beverello e la ristrutturazione degli ex Magazzini generali, nei quali saranno collocati gli spazi per l’attività accademica dell’Università Parthenope e il museo del mare e dell’emigrazione.

Il Comitato ha proseguito la discussione sul Piano Operativo, che sarà presentato alle forze economico-sociali e dopo, un passaggio con i soggetti istituzionali, sarà approvato nella prossima seduta del Comitato del 3 marzo.

Sono state infine analizzate le situazioni creditorie, per tenere sotto monitoraggio il rispetto degli impegni da parte dei soggetti concessionari, e sono state infine approvati i primi due atti concessori, con la decisione da parte del Comitato di inquadrare il percorso decisionale delle procedure in corso da lungo periodo per condurle a deliberazione conclusiva.

“Prosegue il lavoro dell’AdSP per dare impulso da un lato alle decisioni per il porto di Napoli, fermo da troppo tempo, e per consentire dall’altro al porto di Salerno di non perdere quel vantaggio competitivo che è stato acquisito dal buon lavoro svolto negli anni passati” ha chiosato lo stesso Spirito. “Entro le prossime due settimane completeremo il lavoro di approfondimento e di perfezionamento del Piano Operativo, per disporre di quel quadro di indirizzo strategico necessario a definire le priorità lungo le quali ci muoveremo nei prossimi anni.”

Nel precedente incontro di fine dicembre, all’ordine del giorno, oltre alla nomina del segretario generale, era finita l’approvazione del bilancio di previsione 2017 che – poi approvato all’unanimità - prevede investimenti per 18 milioni di euro e un risicato ma bene accetto avanzo economico (73.300 euro).

Angelo Scorza

TAG : porti
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