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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/09/18 16:30

Moby ci ripensa su Piombino

La linea cargo con Olbia sarà mantenuta, quella passeggeri destagionalizzata. PIM scarica il barile dei ritardi sull’amministrazione pubblica, AdSP ancora silente

Che sia stato o meno l’eco provocata, con tanto di intervento del sindaco, dall’annuncio di un paio di settimane fa, Moby ci ha ripensato: non solo manterrà la linea cargo fra Piombino e Olbia, ma il collegamento passeggeri, stagionale, con la Toscana sarà prolungato durante l’autunno/inverno.

“Dai primi giorni di ottobre non solo sarà ripristinata la linea merci, ma questa linea sarà arricchita anche da un collegamento per i passeggeri, con l’obiettivo sia di generare nuovo traffico da e per il territorio, sia di contribuire al processo di destagionalizzazione del turismo in Sardegna, che vede Moby e Tirrenia impegnate in prima linea” spiega infatti una nota del gruppo

“Ci rendiamo conto che Piombino ha subito e subisce le conseguenze di troppe promesse mancate e di troppi impegni disattesi. Il nostro gruppo non entra in questa lista delle illusioni” ha dettagliato Achille Onorato, il CEO di Moby che a Piombino è diventata recentemente anche terminalista per acquisizione, con riferimento al mancato conseguimento di tutti gli obiettivi fissati dall’accordo di programma del 2014 con cui sull’infrastrutturazione del porto furono investite ingentissime risorse pubbliche.

“Lo avevamo affermato già all’indomani della provvisoria sospensione del collegamento merci, lo confermiamo oggi con una scelta definitiva: Piombino sarà collegata con Olbia con una nave in grado di trasportare non solo merci ma anche passeggeri, affiancandosi così alle due corse aggiuntive giornaliere da Livorno per il porto sulle quali Moby ha deciso di investire” ha aggiunto l’armatore. “Con questa scelta si compie quell’ulteriore passo verso la realizzazione della nostra principale scommessa: l’allungamento della stagione a tariffe low cost, non solo da Livorno infatti ma anche da Piombino con questo nuovo servizio sarà possibile raggiungere Olbia usufruendo di promozioni speciali”.

PIM scarica il barile dei ritardi sull’amministrazione pubblica, AdSP ancora silente

Finita nel mirino del sindaco di Piombino Massimo Giuliani, che aveva parlato della sua banchina come “pista d’atterraggio per i gabbiani”, Piombino Industrie Marittime, joint venture fra San Giorgio del Porto di Genova e Fratelli Neri di Livorno, da due anni concessionaria della banchina est della nuova darsena piombinese, ha rigettato nel campo dell’amministrazione pubblica la palla della responsabilità del ritardo nell’avvio dell’attività.

“PIM) ribadisce il proprio totale impegno nello sviluppo del sito di Piombino dedicato alle attività di demolizione navale controllata e cantieristica navale. I soci fondatori credono fermamente nella solidità del progetto e lavorano affinché il cantiere possa diventare operativo nel più breve tempo possibile” spiega una nota, senza scendere nei particolari dei 14 milioni di euro investimenti che avrebbero dovuto esser impiegati entro fine 2017 creando oltre 200 posti di lavoro.

“I ritardi registrati nell’avvio delle attività presso il sito di Piombino non sono imputabili ad un disimpegno da parte di PIM, bensì al prolungarsi dell’iter autorizzativo del cantiere” aggiunge la nota, non precisando quali siano le amministrazioni responsabili. “Il progetto legato alle demolizioni navali resta valido, sebbene la mancanza di un chiaro quadro normativo non abbia consentito di avviare le prime attività previste dall’Accordo di Programma, legando pertanto lo sviluppo di questo segmento di business alla piena applicazione dei nuovi regolamenti di settore” si legge ancora, con probabile riferimento al travagliato iter (che dovrebbe esser a conclusione) per l’attività di demolizione.

Non l’unica prevista, anche se per quella di refitting PIM imputa i ritardi all’Autorità di Sistema Portuale: “Accanto alle attività di demolizione navale, è sempre stato previsto che PIM sviluppasse anche attività di manutenzione e costruzione navale che, infatti, l’azienda sta pianificando. Va segnalato che l’Autorità Portuale è tuttora impegnata a collegare l’area alle reti di erogazione dei servizi, quali l’alimentazione elettrica e la fornitura idrica, mentre alcune aree del cantiere non sono ancora state consegnate all’Azienda a causa del ritardo nel completamento dei lavori previsti”. Sul fallimento dell’accordo di programma 2014, nessun segno di vita, invece, dall’Autorità di Sistema Portuale. 

A.M.

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