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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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04/12/18 17:24

MIT e Rappresentanza Italiana: “Nessun provvedimento da Bruxelles”

Rientra l’allarme sul presunto verdetto negativo della Commissione sulla natura delle AdSP: “Dossier aperto, interlocuzione in corso, ma l’Europa non stravolgerà i nostri assetti”

Roma – “Sul dossier porti non c’è alcuna novità, si concluderà a breve ma da Bruxelles non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale”.

È la Rappresentanza Italiana presso la Commissione Europea a spegnere, poche ore dopo il suo divampare, l’incendio accesosi durante l’assemblea di Federagenti su una presunta chiusura di Bruxelles della procedura avviata sulla natura giuridico-fiscale delle Autorità di Sistema Portuale. A lanciare l’allarme di un possibile esito negativo – le AdSP sarebbero equiparate ad imprese private, rendendo quindi impossibile o complicatissimo il finanziamento pubblico di infrastrutture portuali – era stato il presidente di Assoporti Zeno D’Agostino, lamentando lo scarso dialogo sulla materia col Governo. Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e Trasporti con delega ai porti, si era dichiarato all’oscuro dell’iniziativa della Commissione, rimandando al capo di gabinetto del Ministro Danilo Toninelli, Gino Scaccia. Quest’ultimo non ha rilasciato dichiarazioni, ma è stata la Rappresentanza a chiarire che “l’istruttoria è in corso. Ci aspettiamo una conclusione tra fine anno e inizio 2019, ma per il momento tutto è fermo”.

Ulteriori conferme in tal senso sono poi arrivate direttamente dall’entourage di Toninelli, che, recatosi ieri a Bruxelles per discutere del Pacchetto Mobilità, ha però chiarito di non aver toccato l’argomento porti: “Non c’è stata nessuna decisione formale della Commissione. L’interlocuzione è in corso e il Ministero la sta conducendo ai suoi massimi livelli. Ferma restando la possibilità, in un secondo tempo, di una revisione degli assetti della nostra portualità – ma questa sarà eventualmente una decisione politica, che, se del caso, terrà conto delle indicazioni di Bruxelles ma in assoluta autonomia – a livello tecnico la nostra posizione è di difesa dello status quo. Una posizione argomentata ampiamente alla Commissione, con la quale stiamo approfondendo, forti dei dati raccolti nei nostri scali. Quel che è certo è che, se anche ci fossero imputate infrazioni, non accetteremo passivamente lo stravolgimento del nostro sistema, ma come fanno tutti i paesi tratteremo a lungo con la Commissione ogni eventuale correttivo, senza rivoluzionare gli schemi esistenti: alla Germania ogni anno vengono aperte dieci volte le procedure aperte all’Italia, ma le infrazioni che paga sono infinitamente minori”.

 

Andrea Moizo

 

 

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