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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/10/18 04:00

Mercitalia all’attacco di Genova: “Qualcuno ha interesse a puntare sulla gomma”

Gosso ha anche rivelato che il crollo del ponte Morandi è costato al Gruppo FSI 4 milioni di perdita e 600 treni merci soppressi

Marco Gosso

Genova – “A volte ho la sensazione che alcuni operatori del settore, al di là delle dichiarazioni d’intenti, non abbiano interesse a puntare sulla ferrovia. Qualcuno forse intende contribuire affinché siano mantenute determinate rendite di posizione del passato”. A descrivere quello che lui stesso definisce “un tema critico” è stato Marco Gosso, amministratore delegato di Mercitalia Logistics, parlando a Genova durante un convegno dedicato al Corridoio Reno-Alpi.

Il numero uno della divisione cargo del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane da tempo cerca di mettere in piedi collaborazioni per sviluppare maggiormente l’intermodalità da e per il porto del capoluogo ligure ma finora senza particolare successo. Da qui probabilmente lo sfogo secondo cui alcuni di quelli che, fra gli operatori a vario titolo coinvolti nell’economia portuale, predicano pubblicamente l’importanza della ferrovia, in realtà poi sostengono con le proprie azioni il trasporto su gomma. Sull’asse nord-sud “da tempo lavoriamo insieme a Hupac ma cerchiamo altri con cui collaborare” ha detto Gosso.

L’amministratore delegato di Mercitalia Logistics nel suo intervento ha anche rivelato quanto il crollo del viadotto Morandi abbia inciso sul bilancio del gruppo pubblico: “Quanto accaduto a Genova per Mercitalia è stato un disastro. Dal 14 agosto al 4 ottobre abbiamo soppresso 600 treni, effettuato 140.000 treni-km, è stato necessario percorrere 70.000 km in più per bypassare la linea interrotta, molti sono stati i clienti insoddisfatti e la perdita accumulata solo per il nostro business a Genova è stata di 4 milioni di euro”.

“Ciò nonostante stiamo tenendo duro” ha proseguito dicendo Gosso, concludendo che come Mercitalia rimangono “convinti che il collegamento fra Genova e la Pianura Padana sia fondamentali, così come lo sono dunque il Terzo Valico e il corridoio Reno – Alpi”.  

Nicola Capuzzo

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