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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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06/12/18 09:12

Livorno innesca l’incendio interno ad Assoporti sulle port authority Spa

Rixi chiede ai presidenti dei porti di fargli pervenire osservazioni sul tema ma non si placano i contrasti dentro e fuori l’associazione nazionale degli scali marittimi

Che dentro e fuori Assoporti le acque nel sistema dei porti italiani continuino a essere piuttosto agitate lo conferma la reazione scomposta di alcuni stakeholder a un articolo dedicato (fra l’altro) alla natura giuridica delle Autorità di sistema portuale pubblicato su Port News, house organ dell’AdSP del Mar Tirreno settentrionale. 

In questa intervista intitolata “I porti hanno anche troppi soldi, imparino a spenderli” il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, dice alcune cose significative e fra queste che Assoporti “deve ricucire al più presto lo strappo con i porti del sud (poi corretto in porti siciliani, ndr): il comparto ha bisogno di una rappresentanza forte e universalmente riconosciuta”. Poi aggiunge: “Non ha infatti alcun senso che singoli porti vadano in giro per il mondo a promuovere se stessi senza prima avere acquisito una visione strategica del sistema Paese”.

Sul tema poi della natura giuridica delle Autorità Portuali (ente pubblico non economico come è oggi oppure Società per azioni a controllo pubblico), Rixi sottolinea che “rimane aperto il tema della trasformazione delle Autorità Portuali in Spa. A maggior ragione oggi a causa della trattativa in itinere tra il Ministero e Bruxelles, che vorrebbe equiparare le AP a imprese commerciali e di servizi, quindi soggette al pagamento dell’Iva su ogni attività svolta”. C’è di più perché il viceministro rivela di volerne parlare “tranquillamente e in modo franco” con gli stessi presidenti delle port authority cui ha chiesto “di far pervenire al Ministero le proprie valutazioni al riguardo”. Salvo poi precisare che “non è ancora arrivato nulla…”.

Rixi conclude poi l’intervista all’house organ dell’AdSP livornese affermando, sempre a proposito del funzionamento delle port authority così come organizzate attualmente, che  sono realtà “decisamente ingessate nello svolgimento della loro attività”. Poi aggiunge: “Diciamola tutta: i porti hanno anche troppi soldi da spendere. Lo scalo marittimo di Genova è pieno di soldi ma non riesce a utilizzarli”. Per il viceministro l’obiettivo per ogni Autorità portuale rimane quello di riuscire ad appaltare tutte le opere: “Vorrei che alla fine dell’anno la condizione contabile di ciascuna fosse quella del pareggio di bilancio. Perché soltanto quando saremo in overcapacity di realizzazione, potremo cominciare a parlare di autonomia finanziaria”.

Affermazioni che hanno immediatamente innescato un botta risposta sui social network fra alcuni esponenti sia di Assoporti che di alcune AdSP. Su Linkedin è andato in scena uno scambio di vedute (i messaggi sono stati successivamente cancellati) fra l’addetta stampa dell’associazione nazionale dei porti e quello della port authority livornese, con  la prima che ha scritto: “Mi spiace deluderti ma Assoporti non ha problemi con i porti del sud, bensì con due AdSP della Sicilia. […] Il giornalismo si fa con dovere di precisione e le domande ai rappresentanti del nostro Governo anche. Soprattutto quando si fa comunicazione da dentro una struttura pubblica”. L’omologo dell’ufficio stampa livornese incassa e ringrazia per i consigli.

Ancor più significativo è stato lo scambio di battute andato in scena su Twitter fra Pietro Spirito, presidente dell’AdSP di Napoli e Salerno, e Pino Musolino, a capo dello scalo veneziano. Il primo ha commentato il contenuto dell’intervista di Rixi a Port News scrivendo: “Intanto AdSP Mar Tirreno (Centrale, ndr) è favorevole alla trasformazione in Spa”. Pronta la risposta ironica di Musolino che ha commentato l’uscita dicendo: “Tanto per non andare in ordine sparso…”. Altrettanto immediata la controreplica di Spirito che ha precisato: “Questa è la mia opinione che ho espresso in più sedi. Mica ho detto che è la posizione di Assoporti, che non c’è”.

Dopo questo articolo e le polemiche che ne sono conseguite la coesione interna ad Assoporti sembra aver subito un altro duro colpo. 

Nicola Capuzzo

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