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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/09/18 09:19

La Regione Lombardia benedice Mantova porto ‘mediterraneo’

L’inaugurazione della Conca di Valdaro - opera essenziale attesa 40 anni – permette l’accesso diretto in Adriatico a navi fluvio-marittime maggiori e rilancia il distretto industriale e logistico mantovano

dal nostro inviato

Valdaro (Mantova) – Adesso che è finita la paziente attesa di circa 40 anni di studi, progetti e lavori, Mantova deve gettare la maschera: attivarsi con tutte le proprie componenti istituzionali, politiche (facendo sponda anche a livello di Regione Lombardia) e imprenditoriali, per intercettare il naviglio fluvio-marittimo sia nella componente merci sia in quella passeggeri, ovvero i flussi turistici (crocierismo tradizionale ma anche cicloturismo, sfruttando il territorio, ideale a questa emergente soluzione), a fianco di container e rinfuse solide e liquide.

L’inaugurazione ufficiale, sabato scorso, della Conca di Valdaro - infrastruttura che consente il collegamento via acqua con l’Adriatico dal porto commerciale mantovano direttamente al Canale Fissero-Tartaro, evitando il delicato passaggio nella riserva naturale della Vallazza (Parco del Mincio) – segna una data storica per il territorio; e chissà che, come la storia contemporanea del nostro paese insegna, non sia, ancora una volta in coincidenza con la data dell’8 settembre, una svolta epocale.

Con una lieve iperbole possiamo affermare che adesso Mantova diventa a tutti gli effetti un porto ‘mediterraneo’, finalmente e realmente connesso all’unico corso fluviale di rilevanza nel nostro Paese – in realtà al canale artificiale navigabile parallelo al Po - e di qui al Mare Adriatico.

Da oggi il distretto industriale storico di Mantova, che si fonda sulle imprese del petrolchimico, della carpenteria specializzata e delle cartiere (Versalis, IES/MOL; Belleli-Walter Tosto, Burgo-Lagarina) che insediandosi qua avevano scommesso su certe opportunità logistiche, è allacciato con l’idrovia che garantisce piena navigabilità tutto l'anno con standard europei di navi di V classe CEMT.

La Conca di Valdaro di fatto amplia la portualità di relazione di Mantova facendone un porto ‘marittimo’ interno di statura sicuramente nazionale, ma che deve assurgere ad un calibro internazionale.

La nuova opera serve alle imbarcazioni provenienti o dirette a Mantova per superare il dislivello esistente tra la quota delle acque del Mincio e quella del canale navigabile Fissero-Tartaro-Canalbianco, che collega Mantova a Venezia, deviando su una via d'acqua artificiale percorribile 365 giorni all'anno il traffico commerciale prodotto dai porti industriali privati presenti sui laghi di Mantova, che finora percorreva il corso inferiore del Mincio, con tutte le criticità connesse alla variabilità del livello del fiume; e consente anche al traffico turistico di raggiungere Mantova dal Po, bypassando il Mincio.

La UE ha definito la Conca di Valdaro-Canale Fissero/Tartaro uno dei progetti più interessanti nell’ambito dei CEF European Connecting Facility per lo sviluppo di una rete di trasporti all’altezza che possa supportare lo sviluppo socio-economico del mercato unico. Bruxelles ha già finanziato 26 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 e ne finanzierà 30 miliardi nel periodo 2021-2027; l’Italia ha beneficiato di 1,5 miliardi per 59 progetti, come ha ricordato in una sua missiva Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza della Commissione UE a Milano.

L’ulteriore nota lieta è che questa realizzazione – durata 9 anni nella sua duplice fase finale di concretizzazione fisica e costata quasi 22 milioni di euro – ha attuato una comunanza di intenti sinergica tra Provincia di Mantova, Regione Lombardia e AIPO Azienda Interregionale per il Po, radunati intorno ad un tavolo per dialogare di concerto.

Un grosso passo in avanti è stato certamente fatto, ma non ancora definitivo; adesso si chiede alla politica, a livello centrale prima di tutto, di deliberare la rimozione dei colli di bottiglia e delle strozzature ancora presenti (ponti ferroviari bassi, in primis) e di favorire lo sviluppo del naviglio tramite misure ad hoc (quali gli incentivi alla cantieristica fluvio-marittima) e assecondare l’operatività delle imprese tramite idonei sostegni; in questo senso, nel nostro Paese dopo marebonus, ferrobonus, ecobonus, perché non cominciare a ragionare di un fluviobonus?

La res pubblica si deve attivare, ma la componente privata non deve certo crogiolarsi; all’imprenditoria – sia sul fronte manifatturiero sia sul fronte dei trasporti e della logistica - si chiede il coraggio di accelerare gli sviluppi strategici e gli investimenti in itinere, facendo la propria parte.

Molto vasta e articolata la partecipazione alla cerimonia, che si è svolta in navigazione sulla confortevole imbarcazione Virgilio, un catamarano turistico messo a disposizione dalla compagnia di trasporto passeggeri Andes Negrini, allietata da un trio di fisarmonicisti del Conservatorio di Mantova.

E non è stata solo una giornata per addetti ai lavori: merita di essere accennata l'iniziativa rivolta a tutti i cittadini delle tre crociere pomeridiane, molto partecipate anche da numerosi  cultori della materia, tra cui particolarmente affollata quelle iniziale in cui il Prof. Gianni. Andreottola - Ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale all’Università degli Studi di Trento - ha tenuto una prolusione sulle fonti inquinanti e i rimedi possibili attraverso interventi di bonifica delle aree del sito nazionale inquinato "Laghi di Mantova e polo chimico", mentre il battello portava in visita la cittadinanza ai nuovi impianti della Conca di Valdaro.

I vertici della Regione Lombardia hanno voluto fare sentire la loro vicinanza in un momento così topico: sono intervenuti il presidente Attilio Fontana, l’assessore alle infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi, l’assessore al territorio e protezione civile e componente del comitato di indirizzo AIPO Pietro Foroni, il direttore di AIPO Luigi Mille, il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli, il presidente della Provincia di Mantova Beniamino Morselli, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi e – last but not least - il sottosegretario di stato al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti con delega alla sicurezza Michele dell’Orco.

“Come Regione investiamo molto anche nel sistema dei porti interni fluviali costituito dai porti di Cremona e di Mantova, che nel corso degli anni sono diventati vere e proprie aree trimodali al servizio dell'economia locale, in cui è possibile la movimentazione e l'interscambio di merce tra trasporto fluviale, stradale e ferroviario” ha evidenziato l'assessore ai trasporti Terzi. “I dati sulle merci movimentate via acqua ultimamente sono in crescita: a Mantova l'anno scorso si sono trasportate per idrovia oltre 300.000 tonnellate, il doppio rispetto all'anno precedente, grazie al porto pubblico di Valdaro e alle banchine private, in particolare è in crescita il trasporto di carichi eccezionali verso il porto di Venezia. L'infrastruttura inaugurata, da tempo attesa dagli operatori, potrà dare un supporto determinante alla competitività del trasporto via acqua, anche nell'ottica di incrementare l'offerta turistica del territorio, tanto è vero che agenzie specializzate stanno già programmando per i prossimi anni crociere lungo la rotta Mantova-Venezia”.

Lesto a cogliere la palla al balzo il sindaco Palazzi. “Ora si tratta di guardare al futuro di un’infrastruttura che non interessa la sola città, ma l’intero quadrante padano, sia per il trasporto merci sia per il turismo, per il cui sviluppo occorrono molti investimenti; Mantova si trova in posizione centrale e strategica, propongo al presidente Fontana di svolgere a Mantova e non a Milano l’incontro delle regioni più sviluppate d’Europa” ha affermato il primo cittadino mantovano.

Il governatore nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dell’infrastruttura, “che si colloca in un'area della nostra regione bisognosa di infrastrutture. Quest'opera può essere considerata una prima risposta alle esigenze avanzate dal territorio” ha detto Fontana.

Dal suo canto il viceministro ai trasporti dell’Orco ha annunciato uno stanziamento di 35 milioni di euro per manutenzione e per la messa in sicurezza di 9 ponti sul fiume Po (peraltro pare fossero già stati annunciati in gennaio dal precedente governo, ndr). Stiamo valutando se mettere ulteriori fondi per ripristinare la funzionalità di molte altre opere, tra le quali due ponti sul Po che interessano Mantova” ha specificato il sottosegretario grillino.

Il presidente della Provincia, e padrone di casa, ha riassunto l’importanza del territorio con un intervento mirato. “È una grande soddisfazione inaugurare un’opera di grande rilevanza strategica, un segnale di un costante impegno collettivo nel dotare il nostro territorio di nuove infrastrutture e di nuove opportunità. Pur con tutte le difficoltà insite nella realizzazione di importanti opere pubbliche, che hanno indiscutibilmente pesato anche per questa, il nostro ruolo di amministratori e di classe dirigente ci impone di guardare al futuro e impegnarci quotidianamente per far progredire il territorio nella valorizzazione delle proprie potenzialità, che qui si concretizzano in tangibili opportunità turistiche e commerciali” ha esordito Morselli. “Questo importante investimento non sarebbe stato possibile senza le tante istituzioni e le tante persone che hanno contribuito nel portare a termine un lavoro che porta con sé tecnica, tecnologia e innovazione. In qualità di rappresentante della stazione appaltante è doveroso e gradito il compito di ringraziare il Ministero all’Infrastrutture e dell’Ambiente, la Regione Lombardia, A.I.P.O, il Comune di Mantova, Arpa, e l’A.t.s. e tutti gli enti che a vario titolo hanno contribuito e collaborato in questi anni per portare a termine l’impresa, oltre alle imprese che qui hanno lavorato, a partire dal Raggruppamento Temporaneo di Impresa Cooperativa Integra e l’impresa Reggiani di Mantova, unitamente ai dipendenti e funzionari della Provincia di Mantova, presenti e passati, coinvolti in questa straordinaria e complessa realizzazione, persone e professionisti di grande competenza che mettono passione e dedizione nelle loro funzioni”.

Senza dilungarsi nell’illustrare cosa la nuova conca significhi per Mantova, per la navigazione e per gli operatori che sull’idrovia lavorano, danno occupazione e generano ricchezza, Morselli ha concluso con un messaggio costruttivo: “Non possiamo rassegnarci e fermarci di fronte alle innumerevoli difficoltà che comportano scelte e investimenti ma dobbiamo ritrovare sempre di più l’orgoglio, l’entusiasmo, il senso di appartenenza e la competitività di una terra che mi onoro di rappresentare, che ha molto da offrire e che ha dimostrato con la sua storia di rappresentare un punto di riferimento culturale, sociale ed economico. Oltre alle opportunità economiche, quest’opera ci ha permesso di bonificare un’importante parte del SIN di Mantova, anzi forse la prima bonifica certificata dal Ministero dell’Ambiente, inserita in una azione forte fatta dalla Provincia nei confronti soprattutto di Edison, individuata come responsabile dell’inquinamento di questa parte del fiume e non solo, e le recenti sentenze lo stanno a dimostrare. La realizzazione della Conca ha permesso inoltre di testare una tecnica innovativa a fare scuola per altre esperienze.

La Conca apre nuovi orizzonti al turismo mantovano, innesca opportunità che già vedono numerose imprese interessate a operare e a svolgere servizi nell’area portuale, ma permette anche di inserire un altro importante tassello al progetto Valdaro-Porto di Mantova, una delle scommesse più significative per il nostro eco-sistema produttivo: insieme al Comune stiamo sempre più impegnandoci per la valorizzazione degli investimenti realizzati, aprendo prospettive interregionali che hanno già iniziato a dare segnali importanti e che con la partecipazione da protagonista di Regione Lombardia sono sicuro saprà realizzare un sistema intermodale di eccellenza in un contesto che ci vede territorialmente inseriti nel quadrante nord est dei sistemi logistici intermodali, con il naturale percorso di integrazione con l’Autorità Portuale di Sistema di Venezia” ha concluso il Presidente della Provincia.

La descrizione puntuale dell’intervento effettuato è stata cura dei tecnici locali: Silvia Volpato, responsabile dell’Unità Organizzativa Infrastrutture per la navigazione, l’intermodalità e lo sviluppo territoriale Regione Lombardia, Gabriele Negrini e Anna Cerini della Provincia di Mantova, Salvatore Rizzo e Ivano Galvani di AIPO. La conca è realizzata in calcestruzzo e acciaio, dotata di due porte vinciane di servizio e una porta vinciana di sicurezza e di impianti elettromeccanici. Le dimensioni della conca sono: 110 metri di lunghezza, 12,50 metri di larghezza e 3,50 metri di profondità. Il costo totale dell’opera è stato di 21.840.000 euro. I lavori sono stati eseguiti in due stralci: dal 30 novembre 2009 al 31 luglio 2013 e dal 1° febbraio 2016 al 28 agosto 2018.

Il primo lotto da 16,4 milioni di euro fu appaltato nel novembre 2009 e i lavori iniziarono nel 2012 per concludersi nel 2014. Il secondo lotto da 8,8 milioni di euro fu appaltato un paio di anni dopo all’ATI raggruppamento temporaneo di imprese formato da Coop Integra di Bologna e Reggiani srl di Mantova. All’opera aggiunge rilevanza la bonifica realizzata nel Sito Nazionale Inquinato Laghi di Mantova e polo Chimico, contestuale alla realizzazione della vasca di concata, con bonifiche affidate a Unirecuperi.

La nuova Conca di Valdaro è un’infrastruttura idroviaria costruita da Regione Lombardia, AIPO e Provincia di Mantova con fondi statali, al fine di consentire alle navi di V classe europea Cemt di superare il dislivello esistente fra i Laghi di Mantova e l’Idrovia Fissero-Tartaro, lunga 137 Km, che nasce a Mantova e sfocia in Adriatico, attesa da molti anni dalla comunità mantovana e dalle imprese ai fini della rimozione di un collo di bottiglia antico che azzoppava l’intera rete del Sistema Idroviario del Nord Italia.

A Mantova, territorio dove sotto il profilo logistico si percepisce una certa vivacità e spirito di iniziativa imprenditoriale, quello che mancava – ma è un problema generalizzato italiano – era proprio tale genere di infrastrutture per consentire alla ‘gente di pianura, navigatori di città’ (come diceva la famosa canzone ‘Gente di mare’) di poter utilizzare l’acqua come elemento vitale nei trasporti.

Angelo Scorza

La trimodalità del ‘porto di Virgilio’

Il porto di Mantova viene formalmente istituito dalla Regione Lombardia, con legge regionale n. 1/1983, quale terminal intermodale acqua/ferro/gomma di tipo commerciale e industriale per la lavorazione, lo stoccaggio e la movimentazione delle merci, affidandone la gestione all’Azienda Regionale per i Porti di Cremona e Mantova. Con L.R. n. 30 del 27/12/2006, la Regione Lombardia ha soppresso l’Azienda Porti e attribuito, a partire dal 2007, alla Provincia di Mantova, le funzioni e le competenze.

La Riforma contenuta nel Decreto Legislativo 169 del 4 agosto 2016 “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità Portuali di cui alla Legge 28 gennaio 1994” – considerando il fatto che la Regione Lombardia, non possedendo alcun porto marittimo, interagisce con il sistema di navigazione marittimo solo attraverso il proprio demanio fluviale e lacuale, per lo più normato e indirizzato per le funzioni di salvaguardia, indirizzo, controllo e gestione delle banchine commerciali, ma senza un know how di connessione e integrazione con i traffici delle merci che si sviluppano nelle autostrade del mare – pone la necessità di inserire i porti interni di Mantova e Cremona all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale di Venezia, approdo storico e strategico, già affermato da molti accordi e convenzioni di programma multilaterali, tra tutti i soggetti di filiera che compongono il Sistema idroviario del Nord e Nord Adriatico.

Il porto di Mantova costituisce il terminal naturale dell’idrovia Mantova–Adriatico (Fissero – Tartaro- Canal Bianco di km 137) le cui banchine lunghe 1.120 metri sono raccordate alla ferrovia per il trasporto delle merci; il porto dispone di capannoni con carriponte per il carico e scarico delle merci che temono l’umidità. I piazzali del porto (190.500 mq) sono operati da fornitori di servizi portuali attrezzati per il movimento di granaglie, coils, container e sfusi.

La posizione strategica del ‘porto di Virgilio’, intersecato dall’autostrada A22 del Brennero, lo pone a complemento dei traffici diretti al Quadrante Europa di Verona, elevandolo a piattaforma trimodale. Il raccordo ferroviario che lo collega alla linea delle Ferrovie dello Stato Mantova – Monselice si pone l’obiettivo di permettere il passaggio delle merci dal sistema di trasporto sull’acqua al sistema su ferro e viceversa, potenziando le caratteristiche di intermodalità connesse al porto, che ha disponibili nell’area industriale adiacente aree per insediamenti produttivi di tipo artigianale e industriale per 3.000.000 mq.

La categoria merceologica che utilizza in prevalenza il trasporto idroviario è rappresentata dai prodotti e materie prime dell’industria siderurgica, con principali Paesi referenti, sono Turchia,Cina, Ucraina, Germania, Russia e Corea del Sud, mentre i prodotti interessati al trasporto idroviario sono coils e tondino per realizzare il cemento armato, i tubi e le lamiere.

La produzione e la lavorazione dei metalli che avviene nel distretto più sviluppato a livello nazionale in provincia di Brescia, trova sviluppo anche in molte altre realtà provinciali (Mantova con Marcegaglia, Cremona con Arvedi). Nel distretto logistico di Mantova si assiste sia a traffici ferroviari specializzati nei coils sia a trasporti fluviali ed integrati con lamiere, coils, tubi ed altri prodotti metallici operati dai porti marittimi.

Dopo l’acquisizione dall’Autorità Portuale di Venezia del ramo d’azienda di Fluviomar, la Tecnoservice ha attivato dal 2015 il trasporto regolare con chiatte lungo l’idrovia Canal Bianco-Fissero-tartaro.

Il distretto logistico di Mantova ha una lunga tradizione di trasporto di merci derivanti dai prodotti di trasformazione petrolchimica e anche più in generale di rielaborazioni di merci derivate da processi industriali chimici. Ciò ha determinato una lunga esperienza di società per la logistica delle merci pericolose e ha consentito la creazione sul territorio di infrastrutture specializzate per questo tipo di merce. Ancora oggi il distretto mantiene e sviluppa infrastrutture che permettono di movimentare grandi quantità di prodotti sia da import che destinati all’export caratterizzando il polo di Mantova, anche dopo la ristrutturazione del sito IES-MOL ed il rinnovamento di Versalis, in sito di logistica specializzata per i prodotti e le merci che possono viaggiare meglio su mezzi alternativi a quelli stradali.

Oltre 60 aziende con attività logistiche che occupano 900 addetti direttamente impegnati nell’organizzazione e gestione delle catene di trasporto che movimentano 9 milioni di tonnellate sono i dati significativi del distretto che si è creato a Mantova, integrato con l’area industriale e alle infrastrutture di trasporto stradali (casello) ferroviario e portuali per la navigazione interna, concentrato tra la vecchia area industriale (IES-MOL, Belleli, Versalis), le nuove aree a sud del casello autostradale di Mantova Nord di A22 del Brennero fino a comprendere le aree intorno al Porto di Mantova, oltre alle imprese insediate nella stessa area portuale. Nei e decenni più recenti si è formata un’area a specifica vocazione logistica, in cui si trovano gli insediamenti di Paganella, Artoni, Consorzio Agrario CALV, Thun, TCF – Rosignoli, LD Distribuzione cui vanno aggiunti quelli più recenti all’interno del porto, quali Manni – Tecnoservice, Ship-Service, Rail-Service, Sogemi, Lonato S.p.a.

Si è visto così crescere un sistema di offerta logistica che è stato costruito parallelamente all’ampliamento delle infrastrutture portuali (raccordo ferroviario, nuovo porto, aree industriali). Completa il quadro territoriale del distretto la vasta area urbanizzata ma non ancora insediata composta dalle aree ex Valdaro S.p.a. (700 mila mq.) e della Edil PF per altri 900 mila mq., che costituiscono un nuovo polmone di espansione per altre attività.

 

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