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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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16/02/17 16:55

La genovese SAAR sbarca a Savona con un traffico di oli vegetali

La società guidata da Beppe Costa porta un nuovo traffico ai Depositi Costieri Savona mentre la Petrolig di Vado Ligure è pronta a passare agli olandesi di Alkion Terminals

Parallelamente al processo di integrazione delle due ormai ex-Autorità portuali, la fusione tra Genova e Savona voluta dalla riforma del ministro Graziano Delrio sta iniziando a produrre i primi effetti anche dal punto di vista commerciale.

La genovese SAAR, che gestisce depositi costieri dedicati alle rinfuse liquide sotto la Lanterna, porterà infatti nello scalo della Torretta un nuovo traffico: “Si tratta di 70.000 tonnellate annue di oli vegetali ad uso industriale, pari a circa 12 navi previste in arrivo nel corso del 2017 (verranno agenziate dalla Anchor del gruppo Campostano; ndr), per conto di un cliente multinazionale che al momento preferisce restare riservato” spiega a Ship2Shore Franco Tarabotto, Direttore commerciale di SAAR.

I prodotti verranno movimentati in parte del terminal Monfer e in parte da Depositi Costieri Savona, con la prima nave da 9.000 tonnellate schedulata il 17 febbraio, che sbarcherà circa la metà del carico a Monfer e l’altra metà ai Depositi Costieri, in forza ad un accordo commerciale tra questi ultimi e SAAR.

“In sostanza – prosegue Tarabotto – ci è stata affidata la gestione commerciale del terminal savonese, in cui da subito movimenteremo questo nuovo traffico, ottenuto con un contratto annuale che, se tutto andrà bene, potrà poi essere rinnovato”. Depositi Costieri Savona dispone di impianti situati sulla Darsena Alti Fondali nel bacino portuale composti da 33 serbatoi di acciaio inox per una capacità totale di 26.000 metri cubi di cui 9.000 metri cubi idonei a contenere oli vegetali concreti, riscaldabili mediante collegamento ad una caldaia a vapore, oltre a 2 pontili d’ormeggio con un pescaggio di 16 metri e una lunghezza di oltre 250 metri.

L’accordo è frutto di una sinergia tra società consociate, in quanto ormai da diversi anni Depositi Costieri Savona è controllata al 73% dalla genovese Silomar (anch’essa attiva nella movimentazione di rinfuse liquide con propri silos e un accordo per utilizzare le banchine del Genoa Port Terminal del gruppo Spinelli) e partecipata col 18% dalla stessa SAAR, quest’ultima a sua volta controllata col 54% da un gruppo di imprenditori – tra cui Beppe Costa, che ne è Amministratore delegato – ma partecipata al 40% da Silomar.

“Si tratta quindi di un accordo commerciale in base al quale gli impianti dell’Alto fondale di Savona continueranno ad essere gestiti da personale interno per quanto riguarda gli aspetti tecnici, ma direttamente da SAAR per ciò che concerne il profilo commerciale”.

Una partnership che ha già portato risultati tangibili con questo nuovo traffico di oli vegetali, ma che potrebbe poi sviluppare ulteriori opportunità di crescita: “A livello generale il 2016 per SAAR si è chiuso in modo tutto sommato positivo. La proprietà ha investito molto e i traffici sono cresciuti rispetto al 2015. Ora ci concentriamo su questo nuovo cliente, ma speriamo in futuro di poterne conquistare altri da portare sotto la Torretta” conclude Tarabotto, che ha seguito quest’operazione sull’asse Genova-Savona insieme al numero uno di SAAR Beppe Costa e all’Amministratore delegato di Depositi Costieri Savona Luisa Rossi.

Un altro passaggio di proprietà è atteso anche nel vicino porto di Vado Ligure dove i depositi costieri di Petrolig sembrano destinati a passati dalle mani di Eni a quelle del gruppo olandese Alkion Terminals. Quest’ultimo controlla nel porto di Amsterdam 17 depositi per una capacità complessiva pari a 74.000 metri cubi.

Secondo quanto riportato da fonti di stampa locale, già nei mesi scorsi i nuovi acquirenti erano scesi in Liguria per farsi conoscere e rassicurare i lavoratori sulle ambizioni del nuovo piano industriale che sarebbe stato avviato. L’accordo fra Alkion ed Eni prevedrebbe infatti il passaggio inizialmente di 20 lavoratori da un’azienda all’altra ed entro la prima metà del 2017 dovrebbe poi concretizzarsi il passaggio dell’intero sito agli olandesi. Secondo quanto si apprende anche se dovesse cambiare il proprietario dei depositi costieri, a vado Ligure resteranno ‘stoccati’ i prodotti (nello specifico carburanti) di Eni.

Petrolig gestisce nella rada di Vado Ligure un impianto per la movimentazione di prodotti petroliferi (benzine e gasoli in sbarco e virgin nafta e benzina in imbarco). I prodotti vengono convogliati a un deposito costiero che provvede, tramite autobotti, al rifornimento dei punti vendita delle maggiori compagnie petrolifere. Le aree di stoccaggio dei serbatoi sorgono su una superficie pari a 150.000 mq e la capacità di stoccaggio è pari a 35.000 tonnellate.

Francesco Bottino

Nicola Capuzzo

 

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