APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
16/03/20 13:51

L’antidoto lo trovano Capitaneria e servizi tecnico-nautici genovesi

Mentre sui terminal e alle loro spalle ci si accapiglia sul mantenimento della produttività a tutti i costi, nelle acque portuali prevale un’altra logica: ridurre i ritmi produttivi per preservarli in futuro

di Andrea Moizo

Nella delicatissima partita in atto fra tutela della salute dei lavoratori e esigenze produttive del Paese, un’indicazione di saggezza arriva dalla Capitaneria di Porto di Genova e dagli operatori dei servizi tecnico nautici.

Un’indicazione tanto più preziosa quando, sul lato terrestre del porto, i terminal faticano ad accettare l’evidenza che queste e le prossime settimane le rese dovranno essere ridotte, il lavoro ridotto. Per la tutela dei portuali, ma anche perché una crisi della domanda è dietro l’angolo. Anche se nemmeno Fincantieri sembra accorgersene, pretendendo, con la ripicca sindacale della scorsa settimana, di assumere che il mercato crocieristico sia non sull’orlo del baratro come è e come verosimilmente resterà a lungo, con le compagnie (quelle che non periranno) a leccarsi le ferite di mesi di inattività.

E nemmeno le aziende di autotrasporto, che dopo aver ottenuto la sospensione dei divieti di circolazione domenicale per due domeniche, si sono appena rivolte, via Unatras, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, per chiedere “una deroga temporanea alla normativa sui tempi di guida e di riposo degli autisti”. Secondo Unatras, infatti, alla “nota penuria di autisti” si sono aggiunte le indicazioni per la sicurezza delle operazioni degli autisti, col rischio – qualora si rispettassero le regole per il riposo degli autisti – di non riuscire a “far giungere alle imprese le materie prime ed i semilavorati per mantenere in piedi l’apparato produttivo nazionale”.

Che, evidentemente, per tutti costoro deve marciare a pieno ritmo, come se non fosse ancora evidente che l’unica e nemmeno certa via di uscita all’epidemia in corso sia l’approccio cinese di stop totale ad esclusione delle prime necessità e delle attività totalmente sicure. Anche perché, diversamente, anche nell’irrealistica ipotesi che l’apparato produttivo possa “tenere”, quello che mancherà, sarà l’apparato di consumo...

Da sperare quindi che l’iniziativa di Capitaneria di Porto e piloti, rimorchiatori e ormeggiatori di Genova, che hanno deciso di rimodulare il proprio servizio all’insegna del motto “Rallentare e gestire oggi per non interrompere domani”, faccia proseliti.

Stampa