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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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23/02/21 18:05

Il sindacato risponde ai terminalisti genovesi con lo sciopero

Segreterie e delegati Filt, Fit e Uiltrasporti concordi nella decisione di fermarsi 24 ore per protestare contro la lettera di Confindustria all’AdSP sul caso CULMV. Si muove anche USB

Poco importa che sia stata consegnata brevi manu invece che infilata nella cassetta postale, poco importano i distinguo ex post (le firme ci sono e sono quelle di tutti gli articoli 18 aderenti a Confindustria: dal presidente di sezione Beppe Costa ai rappresentanti di Forest, Grandi Navi Veloci, Holcim, Messina, PSA, Spinelli, Stazioni Marittime, SECH, TRGE, Terminal San Giorgio): la lettera-bomba di messa in mora dell’Autorità di Sistema Portuale da parte dei terminalisti sul ‘caso CULMV’ è deflagrata sulle banchine genovesi.

Difficile del resto che potesse andare diversamente, data la pesantezza delle accuse e il momento scelto per muoverle. I terminalisti, infatti, dopo aver formalmente sottoscritto il percorso individuato dall’AdSP per far fronte alla crisi bilancistica del fornitore di manodopera dello scalo (adeguamento tariffario per il 2019, revisione del piano di risanamento e sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi), all’alba degli incontri per il rinnovo di accordo quadro e singoli accordi aziendali con CULMV, hanno imputato all’ente di aver “sostanzialmente imposto” loro per 8 anni il conguaglio a posteriori a puntello dei conti della controparte, evocando quindi una concussione di fatto e una causa civile per il risarcimento di 8 milioni di euro oltre a danni e interessi.  

Riunito oggi l’attivo unitario dei delegati del porto, le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno reso noto che la loro proposta di proclamare uno sciopero di 24 ore per venerdì 5 marzo è stata accolta all’unanimità: “È emersa la necessità di un’azione forte ed incisiva in risposta alle affermazioni vergognose presenti nella missiva. I lavoratori e le OO.SS intendono contrastare l’intento dei terminalisti di sovvertire regole e accordi che fino ad oggi hanno permesso al porto di operare anche nel pieno della pandemia” recita una nota delle segreterie confederali di settore, aggiungendo che “la discussione è proseguita evidenziando diverse problematiche di vivibilità all’interno dei terminal che si ripercuotono anche sul tema della sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro”.

Appoggio manifesto da parte di Cgil, Cisl e Uil: “Al di là del metodo, a sconcertare è il contenuto. In pratica la missiva contesta punto per punto l’accordo quadro sottoscritto a dicembre scorso anche dagli stessi firmatari della lettera, accordo che per sua stessa definizione presume una mediazione tra le parti con reciproca soddisfazione” ricorda una nota congiunta, conclusa con un’ammonizione: “La pace sociale, costruita su equilibri che oggi sembrano essere messi, irresponsabilmente da parte di alcuni, in discussione, non è per sempre ed è basata su equilibri molto fragili”.

Perentoria anche la risposta del sindacato autonomo, che non ha risparmiato l’AdSP sul fronte delle responsabilità di una situazione di tensione diffusa: “La strategia dei padroni fa un passo in avanti e le velate minacce all’Autorità Portuale sono, in sostanza, un avvertimento ai lavoratori sia dei terminal che della compagnia unica. La vertenza che dovrà nascere non potrà mettere da parte il fatto che l’autorità portuale non è stata in grado di applicare correttamente la legge 84 del 1994 non fornendo i dati sull’organico del porto e impedendo così le nuove assunzioni necessarie a fronte dell’incremento di traffici e profitti dei vari player portuali. Serve una risposta complessiva dei lavoratori a prescindere dalle diverse appartenenze sindacali: su questa linea, nei prossimi giorni ci impegneremo a lanciare una iniziativa unitaria” spiega una nota di USB.

Sul fronte confindustriale non si registrano per ora reazioni. Costa ha preferito non commentare, limitandosi ad affermare di “non poter condividere ma neppure comprendere una presa di posizione sindacale, quale uno sciopero che danneggia tutto il porto e la città, assunta in relazione ad una comunicazione assolutamente bilaterale fra Confindustria e l’AdSP”

A.M.

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