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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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10/09/18 19:40

Il PCS centralizzato non piace a spedizionieri livornesi e triestini

Dal 30 settembre in vigore il sistema unico: Spedimar e ASPT-ASTRA chiedono la revisione della normativa e il mantenimento delle piattaforme locali (pagate finora dalle AdSP)

“La recente direttiva ministeriale che prevede da settembre tout court un port community system centralizzato è in controtendenza rispetto alle esperienze dei porti europei più competitivi”.

A sostenerlo, in una nota congiuntamente firmata dai due presidenti, sono le associazioni di categoria degli spedizionieri dei porti di Livorno e Trieste. Ad allarmare Gloria Dari (Spedimar Livorno) e Stefano Visintin (ASPT-ASTRA Trieste) è la direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso maggio, ha disposto le linee guida per “per omogeneizzare ed organizzare i sistemi Port Community System (PCS) da attuare attraverso la piattaforma logistica nazionale (PNL)”.

In base a tale provvedimento “le Autorità di sistema portuale, entro il 30 settembre 2018, migrano i loro PCS, realizzati autonomamente, nel private cloud della PLN presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al fine di consentire che gli stessi vengano gestiti dal Concessionario”. Vale a dire la società Logistica Digitale, nuova denominazione della joint venture formata da DXC, FAI Service e Vitrociset, che si è aggiudicata, ormai quasi due anni fa, la gestione ventennale della Piattaforma Logistica Nazionale bandita da Uirnet. Da ottobre, quindi, dovrebbe entrare in funzione un unico PCS uguale per tutti i porti, dato che dovrà essere adottato, secondo la direttiva, anche da quei sistemi portuali che non ne abbiano mai elaborato uno in proprio.

Secondo Dari e Visintin, però, i port community system sviluppati dalle due Autorità di sistema di Livorno e Trieste (il primo direttamente dall’AdSP, il secondo da Info.Era, controllata della società informatica Circle) “hanno raggiunto alti livelli di efficienza e competitività, tenendo conto delle specificità organizzative e funzionali dei due porti”. Il tutto, dettaglio non secondario, senza gravare sull’utenza, dato che, ha spiegato Visintin, “la gestione e la manutenzione dei PCS dei due sistemi portuali sono finora state finanziate con risorse proprie delle Autorità di Sistema senza che ci sia stato un aggravio di tasse portuali da quando gli stessi sono entrati in funzione”.

La direttiva ministeriale, per contro, prevede che “le tariffe per i servizi PCS PLN saranno definite dal concessionario in accordo con le AdSP e gli operatori delle comunità portuali e validate da Uirnet, sentito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, senza dimenticare che il passaggio al cloud ministeriale, laddove già avvenuto con relativo addebito alla merce del costo (Genova), ha lasciato strascichi anche giudiziari.

La nota degli spedizionieri livornesi e triestini non si esprime sul tema tariffario, ma si conclude suggerendo l’adozione di “un sistema in cui segmenti di port community system locali, pensati per esigenze di sviluppo e peculiarità dei singoli scali, si integrino con le piattaforme digitali nazionali, andando come tessere d’un mosaico a comporre infine il SINAMOLO” (Sistema Nazionale di Monitoraggio della Logistica). La speranza di Dari e Visintin, quindi, è di mantenere in funzione i rispettivi PCS, con l’apporto alla normativa “dei correttivi necessari per incentivare la capacità di agganciare le frontiere tecnologiche che alcune realtà hanno saputo esprimere con investimenti ed un partenariato forte e sano con il tessuto imprenditoriale”.

Andrea Moizo

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