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13/10/21 17:18

Il Governo tira dritto: “Nessuna deroga al Green Pass nei porti”

Il viceministro Bellanova: “Impensabili trattamenti di favore e che lo Stato si faccia carico dei tamponi”. Situazione a macchia di leopardo in Italia dopo il caso Trieste: a Genova PSA e Porto Petroli pagheranno (all’inizio) i test per i dipendenti, individuate due aree drive through per gli autotrasportatori

Teresa Bellanova, viceministro al MIMS

Quanto sta accadendo in queste ore a Trieste, con il presidente dell’AdSP Zeno D’Agostino pronto a dimettersi nel caso in cui venerdì i portuali decideranno di bloccare lo scalo come forma di protesta contro l’obbligo del Green pass nei luoghi di lavoro e con i lavoratori che, dal canto loro, hanno annunciato l’intenzione di andare avanti, non ha scalfito minimamente il Governo.

"Nessuna marcia indietro, nessuna deroga, nessun trattamento di favore – sono le parole di Teresa Bellanova, viceministro al MIMS con delega ai porti - Il Green Pass sui luoghi di lavoro è obbligatorio e da questa decisione, assunta a tutela di tutti i cittadini e con la piena deliberazione, responsabilità e consapevolezza delle forze politiche di governo, non si può derogare. Vale nella pubblica amministrazione come nei porti come dovunque. Chi minaccia il blocco delle attività e di attività nevralgiche per il Paese ne assumerà le conseguenze. Altrimenti bisognerebbe spiegare agli oltre 43milioni di persone che hanno completato il ciclo vaccinale che hanno sbagliato a fidarsi dello Stato e della scienza, e che tutto è derogabile. Sarebbe la premessa del caos. Una premessa devastante e fortemente diseducativa".

"La posizione del Governo è chiara – sostiene ancora Bellanova - e non può essere messa in discussione perché è quella che garantisce il ritorno alla normalità in ogni settore del Paese. Obbligo del Green Pass significa tutela della salute di tutti e sicurezza sui luoghi di lavoro. A questo che dobbiamo derogare? Di gratuito ci sono già i vaccini. Chi non vuole vaccinarsi ha l'obbligo di presentare comunque il green pass dopo aver fatto il tampone e certo non si può chiedere che sia lo Stato a farsene carico. I cittadini in un paese normale e civile devono sapere che le regole valgono per tutti e che lo Stato e l'intera filiera istituzionale devono essere garanti di questo principio senza smagliature di sorta, a maggior ragione dopo i recenti gravissimi episodi. Guai se dovessimo scardinare questa certezza. Non ci possono essere luoghi off limits.Chi parla di pacificazione nazionale dovrebbe avvertire innanzitutto il bisogno di garantire le regole che una comunità civile e democratica si è data senza ammiccamenti di sorta".

Eppure, in tutta Italia, la situazione è parecchio delicata. Stefano Visintin, presidente dell’Associazione Spedizionieri del porto di Trieste, avverte che “il blocco dello scalo provocherebbe danni irreversibili, significherebbe buttare via 15 anni di lavoro. I danni possono essere calcolati su una singola giornate, su due, dalla terza le merci prenderebbero altre strade. Dal 15 ottobre potremmo chiudere le nostre attività”.

NAPOLI – L’AdSP del Mar Tirreno Centrale, che raggruppa gli scali di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, sta conducendo un’attività di monitoraggio per capire quale sia la percentuale di lavoratori senza Green Pass all’interno delle aziende che operano in porto. Secondo alcune indiscrezioni, da quanto starebbe emergendo la percentuale sarebbe del 10%, tale cioè da non compromettere l’operatività sulle banchine.

GENOVA – Nel corso della riunione convocata questa mattina in Prefettura proprio per discutere di Green Pass e porto, è emersa la concreta possibilità di attrezzare 3 diverse aree dedicate a tamponi in modalità drive through per gli autotrasportatori, una a servizio del bacino di Pra’, due per quello di Sampierdarena: si stima la necessità di effettuare circa 500 tamponi al giorno.

Due terminal invece hanno già dato la disponibilità a pagare i tamponi per i propri dipendenti non vaccinati, da svolgersi presso centro convenzionati. Tuttavia questo sarà solo per un periodo tempo limitato, una soprta di fase di transizione: si tratta di 15 giorni per i terminal che fanno capo a PSA (Sech e Pra’) e 1 mese per il Porto Petroli.

ANCONA – Ad Ancona “si rischiano problemi di ordine pubblico”, secondo il segretario della Fiom-Cgil Tiziano Beldomenico: “Tra Fincantieri e le ditte in appalto i lavoratori del settore sono circa 4mila su oltre 7mila che lavorano nell'ambito portuale dorico – spiega all’agenzia Dire - Tra i 4mila i non vaccinati saranno nell'ordine di 500 circa. Se si danno appuntamento venerdì mattina davanti all'entrata dei cantieri per bloccare chi vuole andare a lavorare rischiano di esserci dei problemi di ordine pubblico. E poi che succede? Ci mettiamo a fare la guerra tra poveri?".

Per tutti questi motivi è stato chiesto un incontro con il prefetto di Ancona.

LIVORNO – Non dovrebbero esserci problemi di sorta all’interno dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, che in una nota dice che "non si registrano particolari criticità". Palazzo Rosciano fa sapere di aver avviato nei giorni scorsi una ricognizione generale per monitorare l’andamento della situazione vaccinale e valutare la presenza di eventuali problemi relativi allo svolgimento in sicurezza del lavoro nei porti del sistema. “Il riscontro ha avuto un esito negativo. Le imprese che sino ad oggi hanno risposto alle richieste di chiarimento hanno sostanzialmente fatto sapere di non avere particolari problemi operativi. Il segretario Matteo Paroli ha infine rappresentato che con una propria circolare il  Ministero dell’Interno ha sensibilizzato i datori di lavoro affinché valutino di mettere a disposizione del personale sprovvisto di certificazione verde test molecolari o antigenici rapidi gratuiti”.

GIOIA TAURO – All’interno dello scalo calabrese le imprese hanno inviato una comunicazione ai propri dipendenti per capire quanti siano già in possesso del Green Pass. Il termine per la risposta è domani, quando si avrà chiaro il quadro della situazione.

VENEZIA – A Venezia e Chioggia “si sta monitorando l'evoluzione della situazione e la portata delle linee guida nella versione definitiva nel frattempo adottata, al fine di essere pronti a promuovere azioni coordinate per la migliore operatività dello scalo, non solo per quel che riguarda l’attività terminalistica, a bordo nave e dei lavoratori portuali (interinali e non), ma anche per quel che riguarda il comparto degli operatori logistici e dell’autotrasporto (attività quest’ultima che necessita di essere ulteriormente approfondita, stante l’obbligo vigente che non prevede, a norma di legge, l’abbandono del mezzo da parte dell’operatore all’interno dei terminal portuali –commerciali - industriali)”: così, in una nota, l’AdSP del Mare Adriatico Settentrionale. “In questo senso, proprio al fine di garantire tutta l’assistenza possibile, l’Ente ha disposto la presenza presso il sito di Porto Marghera e presso lo Scalo di Chioggia di tutti i propri ispettori addetti alla sicurezza qualora si verificasse la necessità di intervenire tempestivamente per risolvere situazioni potenzialmente critiche, con particolare riferimento per quanto concerne l’ingresso degli addetti nei luoghi di lavoro”.

 

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