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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/05/20 21:02

Il coronavirus ‘infetta’ anche il porto di Trieste

Nei primi tre mesi dell’anno volumi in calo del 5%. D’Agostino: “Un dato al quale eravamo preparati. La crescita nel settore ro-ro e lo sviluppo dell’intermodalità i punti da cui ripartire”. Crollo delle rinfuse solide (-82%)

Il coronavirus ‘infetta’ – e sarebbe stato strano il contrario – anche il porto di Trieste. Nei primi tre mesi del 2020 i volumi di traffico complessivi dello scalo registrano un calo del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con 14 milioni e 300 mila tonnellate di merce movimentata.

“Nel quadro generale dell’emergenza in corso, che non ha risparmiato nessun porto nella  contrazione dei volumi, si può parlare tutto sommato di un calo fisiologico a cui eravamo preparati e avevamo previsto”, puntualizza il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Zeno D’Agostino. Che individua prontamente anche gli asset dai quali ripartire: “I dati vanno letti nell’ambito della pandemia, e nonostante vi sia una perdita in tutte le categorie merceologiche, riscontriamo la crescita nel settore ro-ro e l’attivazione di nuovi servizi intermodali, cifra di un porto resiliente che non ha mai smesso di lavorare e sta reggendo il contraccolpo”.

Il settore ro-ro in effetti registra una ripresa importante, tenuto conto del periodo storico e della chiusura con segno meno che aveva interessato la categoria a fine 2019: nel primo trimestre le unità transitate sono state 60.150 (+4%).

Dati tendenzialmente stabili per il settore delle rinfuse liquide con 10 milioni e 180 mila tonnellate movimentate (-1%). Variazione negativa per il settore delle merci varie (-4%) con 4 milioni di tonnellate movimentate e per il settore container (-5%), con 180 mila TEUs movimentati.

A livello complessivo, la contrazione del primo trimestre 2020, in valore assoluto pari a --811.300 tonnellate movimentate rispetto allo stesso periodo del 2019, è riconducibile per più del 60% al decremento registrato dalla categoria delle rinfuse solide (-82%), dovuta al calo generalizzato del settore dei prodotti metallurgici, minerali e carbone, determinati dalla chiusura delle Ferriera. 

Per quanto riguarda la movimentazione ferroviaria, nei primi 3 mesi dell’anno in corso il traffico nello scalo giuliano ha raggiunto i 2.200 treni (-17%). Se il risultato negativo è da attribuire principalmente al calo della movimentazione dei treni alla Siderurgica Triestina, va segnalata  una buone performance e vitalità del settore in molti terminal: Molo V (+1%),  Molo VI (+6%), Depositi Costieri (+66%).

La crescita dell’intermodalità con un nuovo servizio attivato nelle scorse settimane  verso l’Austria e la riapertura della Transalpina per i treni cargo rimarcano il ruolo chiave che la ferrovia riveste per il porto di Trieste, specialmente  durante l’emergenza Covid”, spiega una nota dell’AdSP.

“Nei prossimi mesi l'uso del trasporto su rotaia è destinato ad aumentare, ma sarà al di sotto dei valori dell'anno precedente. L’andamento del primo trimestre è un primo indizio su come il coronavirus influenzerà  la nostra economia e i traffici nei mesi a venire. Guidati dai nostri valori, dai vantaggi competitivi e dalla forza del sistema logistico della nostra Regione, sono fiducioso che usciremo da questa situazione, ma ci aspetta un periodo difficile”, chiude D’Agostino.

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