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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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12/10/18 12:40

I lavoratori portuali genovesi all’attacco di Signorini

Indetto dai sindacati confederali un presidio sotto palazzo San Giorgio per le parole del presidente dell’AdSP sul costo del lavoro in banchina

Il console della CULMV Antonio Benvenuti con Paolo Signorini

I sindacati confederali dei lavoratori reagiscono prontamente alle parole di Paolo Emilio Signorini che ha messo nel mirino il costo del lavoro definendolo  “il vero problema” del porto di Genova e la ragione per cui lo scalo non è secondo lui “competitivo rispetto agli altri scali del Mediterraneo”.

A seguito dell’articolo pubblicato su Ship2Shore, dalle sedi Genovesi di FILT CGIL, FIT CISL e Uiltrasporti è partita una comunicazione diretta ai lavoratori nella quale indicono “un’iniziativa per rimarcare la nostra contrarietà a questa linea con un presidio sotto palazzo San Giorgio il giorno 18 ottobre 2018 dalle 11 alle 13 con i delegati e i lavoratori liberi dal servizio”.

La nota dei sindacati confederali inizia così: “Apprendiamo dagli organi di stampa le dichiarazione del presidente Signorini sulla competitività del costo del lavoro nel porto di Genova. Vogliamo ricordare al presidente che i porti concorrenti al nostro sono quelli europei, in quanto l’AdSP del Mar Ligure Occidentale che lui dovrebbe dirigere e rappresentare copre abbondantemente la maggioranza assoluta dei traffici e l’1% del Pil del Paese”.

I sindacati dicono di trovare “estremamente debole e imbarazzante il suo intervento, che cerca di nascondere tutte le debolezze da lui rappresentate in questi ormai due anni di mandato. Il presidente dovrebbe pensare al mantenimento dei posti di lavoro dopo la tragedia del ponte Morandi e tutelare gli scali di Genova e Savona facendo degli investimenti coerenti con lo sviluppo e la sicurezza dei lavoratori”.

Più nello specifico FILT CGIL, FIT CISL e Uiltrasporti ricordano infine che “le rese dei lavoratori del porto di Genova non hanno nulla in meno rispetto agli altri scali nostri competitori e anche il costo del lavoro frutto di contratto nazionale e accordi liberi non può essere additato come il male che non fa macinare il porto di Genova, tenuto conto che nella condizione pre-disastro Morandi i traffici erano in continuo aumento. Il presidente Signorini ha attaccato i lavoratori della CULMV e dei terminal”.

N.C.

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