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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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21/05/20 19:06

I lavoratori bocciano l’integrativo proposto da APM Vado

Il terminalista replica alla denuncia di Filt per comportamento antisindacale: “Rispettate le regole, faremo valere le nostre ragioni”

Fumata nera sul primo tentativo di arrivare ad un accordo contrattuale di secondo livello per i lavoratori di APM Terminals Vado Ligure, il concessionario che ha cominciato ad operare nello scalo ligure lo scorso febbraio.

Il referendum fra i dipendenti si è infatti concluso con 84 voti contrari sui 157 votanti (165 aventi diritto), pari al 53,5%. Soddisfazione è stata espressa dalla Filt Cgil, che, insieme a Fit Cisl, aveva propugnato tale risultato, in contrapposizione alla Uiltrasporti che aveva invece avallato l’integrativo: “A questo punto, vista la volontà dei lavoratori di non accettare le deroghe al CCNL proposte su orario di lavoro, regimi di flessibilità e norme sullo straordinario, l’azienda dovrà riflettere sull’esito del referendum e prenderne atto, riconsiderando le proprie posizioni, per tornare al tavolo riaprendo la trattativa. Bisogna costruire finalmente per i lavoratori del terminal Vado Gateway un accordo aziendale dignitoso, che contenga gli strumenti adeguati alla gestione della prima piattaforma semi automatizzata del Mediterraneo, nella quale sono stati investite ingenti risorse pubbliche”.

Tutto da vedere che APM affretti la riapertura della trattativa. La nota rilasciata stamane non sembrerebbe suggerirlo. Non tanto per la lettura forzata del voto (“il 50,9% ha votato no” ha scritto l’azienda, usando per denominatore, senza specificarlo, gli aventi diritto invece dei votanti), quanto per l’accusa di “attacchi e azioni immotivati e pretestuosi da parte di alcune sigle sindacali” rivolta a Filt e Fit, ribadendo che “i contenuti dell’accordo integrativo ricalcano prassi in essere all’interno di analoga tipologia di contratti applicati in altri terminal portuali in Italia”.

Segno che le polemiche pre-voto di Filt e Fit non sono state gradite e men che meno lo è stato il ricorso che la sigla della Cgil ha presentato al Tribunale di Savona per il presunto comportamento antisindacale di APM, configurato, ha accusato il sindacato, dall’esclusione dalla Commissione Elettorale. “Non vi è stato alcun comportamento in tal senso, avendo rispettato le regole interconfederali per la composizione della commissione elettorale. Pertanto, dopo aver conosciuto i contenuti del ricorso, faremo valere le proprie ragioni nelle sedi più opportune” ha replicato la multinazionale olandese-danese.

Che, nel merito, ha stigmatizzato prima “i cambi di rotta da parte delle OOSS rispetto a punti discussi e concordati” e puntualizzato poi come l’accordo sarebbe durato solo 10 mesi, essendo in corso la fase di rodaggio della struttura (“il terminal ad oggi non è ancora finito e l’attività commerciale deve ancora crescere e consolidarsi, proseguendo contestualmente con la formazione delle risorse inserite”). Prima di auspicare, in conclusione, “che il rapporto franco trasparente e collaborativo che ha reso concreto il progetto del nuovo container terminal sia lo stesso che debba proseguire ora che si è quasi arrivati alla meta finale per rendere Vado Gateway una realtà importante nel panorama logistico internazionale”.

   

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