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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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06/12/18 14:59

I giovani del Propeller: “A Genova un G20 dello shipping”

Eventi internazionali e formazione di eccellenza le idee dei professionisti under 40 per rilanciare porto e città

Il Vicesindaco Stefano Balleari e la Professoressa Giorgia Boi, Presidente del Propeller Club Port of Genoa

Genova - Un G20 dello shipping, da organizzare a Genova chiamando a raccolta i rappresentanti delle principali città portuali del mondo, magari in occasione di un evento importante per la città, come potrebbe essere l’inaugurazione del nuovo ponte che dovrà sostituire il Morandi, tragicamente crollato lo scorso 14 agosto.

E’ questa una delle proposte più suggestive lanciate dal Gruppo Giovani del Propeller Club di Genova, nell’ambito di una serata organizzata per illustrare ai vertici istituzionali cittadini – rappresentanti per l’occasione dal Vicesindaco Stefano Balleari, intervenuto in vece del Sindaco Marco Buicci, costretto a casa da un malanno di stagione – le idee che i membri più giovani dell’associazione hanno messo a punto immaginando il futuro di Genova nei prossimi 5 anni.

Il percorso evolutivo immaginato dal gruppo di lavoro coordinato da Umberto Novi – messo anche ‘nero su bianco’ in una relazione scritta che la Professoressa Giorgia Boi, Presidente del Propeller Club di Genova, ha donato al Sindaco Bucci, per il tramite del Vicesindaco Balleari – poggia su tre ‘pilastri’: formazione specializzata, servizi alle navi e sviluppo della grande nautica.

I giovani del Propeller si sono infatti domandati: quali interventi potrebbero consentire a Genova, che resta comunque una ‘piazza’ dell’industria marittima internazionale, di rilanciarsi e diventare, nei prossimi anni, una capitale dello shipping a livello mediterraneo?

La risposta parte inevitabilmente dal binomio tecnologia-formazione: “Nel mondo ci sono moltissimi progetti pilota che stanno sperimentando tecnologie come intelligenza artificiale, Internet of Things, automazione, condivisione dati nel settore marittimo, ma Genova non compare in nessuno di queste iniziative” ha ricordato Marco Fehmer. “Perché? Noi vorremmo che la nostra città diventasse un luogo dove sperimentare queste tecnologie d’avanguardia”. Per quanto riguarda invece la formazione specializzata, Genova è già molto avanti, ma non riesce a comunicarlo all’esterno con la necessaria efficacia. Come ha ricordato Martina Iguera, infatti, “sotto la Lanterna si trovano tutte le professionalità dell’industria marittima, con alcune realtà che primeggiano a livello internazionale, e un’Università che propone già corsi di ottimo livello. Il problema è che non riusciamo a proiettare questa offerta verso l’esterno: la nostra proposta è quindi quella di creare una ‘shipping accademy’ in grado di offrire corsi di altro profilo in lingua inglese, e di attrare così studenti, e futuri professionisti dello shipping, da tutto il mondo”.

La seconda colonna su cui poggia la ’vision’ dei giovani del Propeller è quella del porto, “prima industria della città” e già oggi in grado di offrire servizi di ogni tipo alle navi in transito. Chiara De Angelis e Giulia Fioretti hanno però approfondito il concetto di ‘porto rifugio’, ovvero di un porto in grado di gestire ogni tipo di emergenza legata a navi in difficoltà, dai soccorsi alle riparazioni navali, fino anche alla demolizione: “Le competenze non mancano certamente, dopo l’esperienza della Costa Concordia, ma svolgere questo tipo di attività resta ancora molto complesso dal punto di vista degli adempimenti normativi, ed è su questo punto che noi chiediamo un intervento delle istituzioni”.

Infine il turismo, terzo tassello della strategia di rilancio della città immaginata dal gruppo di giovani professionisti genovesi. Alberto Abrassi e Lorenzo Fabro si sono concentrati sui diversi aspetti di questo business, così importante per il tessuto economico locale: le crociere e la grande nautica. In entrambi i casi i già buoni risultati ottenuti si potrebbero ulteriormente migliorare, rendendo il capoluogo ligure una meta crocieristica, e non solo uno scalo di passaggio, e anche un centro di valenza mediterranea per l’accoglienza dei maxi-yacht durante la stagione invernale.

La serata, dopo un intervento del Comandante del porto di Genova, l’Ammiraglio Nicola Carlone, che ha invitato i giovani del Propeller a confrontarsi con i “suoi giovani della Capitaneria di porto, per costruire qualcosa di nuovo che possa sorprendere il mondo marittimo”, si è conclusa con l’ultima proposta, lanciata da Aldo Coppa: “Perché non immaginare di organizzare a Genova un G20 dello shipping, un summit in grado di far incontrare sotto la Lanterna i rappresentanti dei grandi gruppi del settore e delle principali città portuali del mondo, da Amburgo a Singapore. Una kermesse che si potrebbe pensare di programmare in concomitanza con un altro evento importante per la città, come il ciclo di convegni sulla Blue Economy, il Salone Nautico o, perché no, l’inaugurazione del nuovo ponte”.

 

Francesco Bottino

TAG : porti
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