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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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19/12/19 08:56

Gli operatori privati di Savona (si) regalano un progetto portuale di lungo termine

Presentato da Unione Utenti, Isomar e Associazione Terminalisti all’AdSP MaLO una programmazione degli interventi per traguardare uno sviluppo organico al 2050: necessari investimenti da 150 milioni di euro per 4 nuovi accosti su oltre 1 km di banchine addizionali

Dal nostro inviato

Vado Ligure (Savona) – Una settimana straordinaria e forse irripetibile per il porto di Vado, proiettato alla ribalta nazionale ed internazionale per grandi avvenimenti condensati in otto esaltanti giorni ‘da stropicciarsi gli occhi’ tra l’inaugurazione del Vado Gateway di APM Terminals giovedì 12 dicembre e il battesimo italiano della prima nave da crociera alimentata a LNG, la Costa Smeralda, il 20 dicembre, sulla scorta dell’upgrade del terminal Palacrociere di recentissimo completamento.

Cavalcando l’onda lunga di questi successi decretati da due gruppi multinazionali stranieri rispettivamente dei container (AP Moller Maersk) e dei passeggeri (Carnival), tra i due top events anche gli operatori privati nazionali, ‘nel loro piccolo’, hanno voluto dare un significativo contributo tecnico ad una evoluzione più razionale (e congruente con le esigenze effettive di navi e merci) del loro porto, offrendo all’Autorità di Sistema Portuale un progetto di sviluppo delle banchine a lungo termine.

L’occasione giusta è stata data, il 13 dicembre, dal tradizionale incontro di fine anno per lo scambio di auguri natalizi in cui le tre associazioni del Cluster Marittimo Portuale di Savona-Vado Ligure – ovvero Isomar, Unione Utenti e Sezione Terminalisti presso Unione Industriali di Savona - hanno incontrato le autorità e gli altri operatori portuali a bordo del ro-pax Mega Express della Corsica Ferries ormeggiata presso il terminal Forship a Porto Vado.

Un momento ricorrente ogni 12 mesi cui ha fatto seguito, come da programma ormai consolidato, il Concerto della rassegna ‘Musica in Porto’, una kermesse anch’essa voluta e sostenuta dalla Comunità Portuale per realizzare un momento di incontro e di conoscenza tra porto e città.

È raro che, sotto le feste, si tenga un workshop con contenuti pratici per presentare una progettualità così pregnante come quella proposta dalla comunità portuale locale, che ha colto la chance degli auguri natalizi e la presenza delle istituzioni territoriali e settoriali per fare il punto della situazione sugli sviluppi del porto di Savona, in primis, senza trascurare peraltro quello di Vado.

Evidente come la collettività portuale di Savona, lato operatori privati, abbia voluto cogliere il momento dell’incipiente approntamento del Piano Regolatore Portuale (PRP) per lanciare una propria iniziativa, che alla fine risulta molto utile quale supporto alla pubblica amministrazione portuale, la quale alle volte è in ‘tutt’altre faccende affacendata’; infatti, una volta identificate le necessità più pressanti e concrete degli utenti e operatori portuali, sarà più facile per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale varare un PRP coerente alle reali esigenze operative.

Non deve stupire che la proposta – autofinanziata dalle tre associazioni di categoria degli agenti marittimi e spedizionieri, degli utenti portuali e dei terminalisti – sia incentrata su Savona, perché in questo bacino portuale storico si pongono occorrenze che chiamano ad un’immediata azione.

Infatti se si esamina, con rapido excursus, la storia dalla seconda metà dello scorso secolo, il ‘porto madre’ (Savona) ha visto crescere rapidamente il proprio ‘figlio’ (Vado) sin dagli anni ’60, dapprima come approdo per traghetti car carrier nel ciclo FIAT, poi come terminal container sotto il cappello Contship Italia in appoggio al VIO Interporto di Vado, quindi come terminal frutta del Gruppo Orsero. Quindi è stata la volta di Corsica Ferries – in fuga da Genova, esattamente come Costa Crociere – e infine (è notizia dell’altro giorno il completamento della facility) di Maersk in collaborazione con i cinesi di Cosco, tanto che molti degli intervenuti a bordo del traghetto gialloblu italo-francese avevano ancora negli occhi - e soprattutto nelle orecchie, ricordando le note rock della canzone di Bruce Springsteen e quelle più solenni dell’inno di Mameli – l’autentica sbornia per la grande festa di Vado Gateway.

L’iniziativa congiunta di Gerardo Ghiliotto, presidente degli Utenti, di Ettore Campostano, omologo degli agenti-spedizionieri-broker, e di Giorgio Blanco, numero uno dei terminalisti, ha avuto come obiettivo dichiarato quello di riportare centralità sul porto storico di Savona, una signora un po’ agée ma che ha ancora il suo bell’appeal.

In fondo, non diversamente da quello che è successo a Genova, dove gli investimenti progressivi sull’ultima realtà nata di Voltri-Prà nel filone dell’oro ‘inscatolato’ dei variopinti contenitori non ha fatto scordare quanto vale il ‘resto del mondo’ portuale dei traffici tradizionali di merceologie e funzionalità diverse per uno scalo completo.

L’aspetto interessante dell’esperienza savonese, che le rende ulteriore valore, è che nel cluster marittimo locale esiste piena condivisione sugli obiettivi, sulle necessità e sugli strumenti per raggiungere certi scopi; e che la parte pubblica, convocata nella circostanza per averne contezza, si sia mostrata ben lieta di ricevere dai privati uno stimolo tanto puntuale che, in fondo, la manleva da certa parte degli oneri di individuazione, se non pure di progettazione iniziale, delle opere richieste.

Significativamente, il tridente di promotori dell’iniziativa ha intitolato l’incontro con slogan ad effetto: “Dall’emergenza alla pianificazione”.

Inutile ribadire le tante criticità cui le recenti vicissitudini occorse alle infrastrutture viarie hanno ‘costretto’ - anche nel senso proprio del verbo costringere, cioè di ‘opprimere’ - le strutture portuali e cittadine liguri. Sicché un ideale sottotitolo della serata a bordo avrebbe potuto anche essere: “traffici portuali in prospettiva tra de-infrastrutturazione incorsa e progettualità in corso”.

È anche auspicabile – e certamente nelle corde della port community savonese – che il contributo presentato il 13 dicembre sia solo l’esordio di un percorso di fiancheggiamento all’Autorità Portuale a lungo termine.

“Le nostre tre associazioni hanno raccolto l’invito del Presidente dell’AdSP MaLO a fornire un primo contributo per la predisposizione degli strumenti di pianificazione strategica di sistema: DPSS Documentazione Strategica di Sistema e Piano Regolatore Portuale, come prevede la legge 84/94 modificata nel 2016-17; il primo confronto su questi temi, alla presenza delle Autorità, avviene sotto i riflettori ancora accesi per l’inaugurazione Vado Gateway del giorno precedente” conferma Ghiliotto, supportato nella sua esposizione dal past president (per due volte) Massimo Brandi. “Gli obiettivi di sviluppo, le strategie ed i contenuti sistemici del processo di pianificazione vanno declinati sui criteri centrali del piano: aumento della competitività del sistema portuale, sostenibilità delle attività portuali, aumento di valore per il territorio. La comunità portuale di Savona-Vado si coagula ancora una volta in modo coeso e si candida a divenire interlocutore proattivo nelle strategie per il porto e per il territorio. In aggiunta ai temi irrinunciabili per garantire crescita sostenibile, quali opere di difesa, messa in sicurezza ed efficientamento energetico, il Cluster intende presidiare in sinergia con gli Enti coinvolti nel processo autorizzativo tutte le opere ed interventi necessari al completamento di opere già avviate nonché la realizzazione di quelle necessarie al Porto di Savona-Vado a competere sulla scena internazionale in ottica sistemica con il Porto di Genova. Il nostro primo contributo consiste in uno studio di fattibilità per il miglioramento degli accosti ed aree operative nel bacino storico di Savona, finanziato dalle stesse tre Associazioni del Cluster”.

Le prime riflessioni di Ghiliotto & C. – che per la parte tecnica di approntamento dei progetti si sono affidati all’esperienza dell’Ing. Mauro Nalin dell’omonimo Studio Nalin & Nalin - partono da un’analisi delle indicazioni del Piano, mirando al miglioramento delle condizioni di accessibilità nautica, stradale e ferroviaria che in modo ed intensità diverse riguardano sia lo scalo storico di Savona sia lo scalo ‘moderno’ di Vado Ligure; e al miglioramento delle opere di difesa mediante adeguamento delle infrastrutture portuali alle nuove emergenze climatiche.

Analizzando in dettaglio le criticità e le possibilità di miglioramento, gli operatori privati hanno individuato alcuni primi spunti di riflessione con l’obiettivo di stimolare un primo dialogo.

Per lo scalo di Vado Ligure l’attenzione al momento si sofferma su alcune criticità e azioni: completamento infrastrutture portuali e retroportuali; diga foranea seconda fase: dopo lo smantellamento del tratto terminale della diga esistente (460m) e ricollocazione in posizione più esterna (2020-2022), la realizzazione di un ulteriore tratto di 240 m (2022-2024), per un investimento di 80 milioni di euro; ferrovia, adeguamento terminal, stazioni, passaggi livello; accordo programma, completamento lavori; adeguamento/upgrade strutturale/funzionale piattaforma; accosti servizi tecnico-nautici; ultimo miglio stradale, il casello di Bossarino in congiunzione diretta dall’Autostrada dei Fiori al gate di Vado Ligure, evitando di intasare la superstrada da Savona Zinola a Vado; ultimo miglio ferroviario dal Parco Doria di Savona al terminal intermodale presso Vado Gateway e VIO.

Passando ad analizzare Savona gli operatori segnalano che – eccettuato il comparto croceristico – gli ultimi importanti investimenti per soddisfare le esigenze del traffico commerciale sono stati realizzati oltre 20 anni fa e dunque l’evoluzione dei traffici richiede oggi un ripensamento generale delle infrastrutture portuali per consolidare i volumi esistenti e gestirli con minori criticità.

“È giusto ricordare che il rapporto volumi/occupazione spazi di banchina e retrobanchina dimostra un eccellente tasso di occupazione e di impiego dei fattori produttivi portuali, confermando la buona efficienza del sistema” prosegue il portavoce dell’utenza portuale, che tuttavia riscontra oggi maggior necessità di accosti che non di spazi e – con l’obiettivo di conseguire il miglior rapporto costi-benefici possibile – ha sviluppato il primo esercizio.

Tra le criticità da superare, l’adeguamento della diga per realizzare nuove banchine, l’innalzamento del muro paraonde, nuovi cassoni su testata Molo Boselli, l’adeguamento delle banchine 14-15-16.

Particolare attenzione – anche nel caso di Savona – dovrà essere rivolta ai temi di accessibilità, nel rapporto città-porto, della riorganizzazione degli spazi, dei volumi e della viabilità interna, nonché ogni possibile azione di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale

“Aumento della competitività del sistema portuale, sostenibilità delle attività portuali aumento di valore per il territorio sono i punti centrali su cui si svilupperanno i lavori del tavolo appena costituito per il quale la comunità portuale di Savona-Vado si candida a svolgere un ruolo da protagonista in piena sinergia con gli Enti coinvolti” ha concluso Ghiliotto.

Scendendo più nel dettaglio progettuale, Nalin ha dato i numeri che contano.

“Il fabbisogno complessivo immediato – ma che dovrebbe dare respiro sino al 2050 - è di 1,1 km di nuove linee di banchina, pari ad accosti per almeno 4 navi di dimensionamento sostanzioso. L’investimento a spanne per ‘ingrassare’ le attuali banchine oggetto della proposta espansiva viene valutato in circa 150 milioni di euro” spiega lo specialista di layout portuali, lanciando una palla che rimbalza sul campo da gioco dell’AdSP Ligure.

Non la schivano, ma anzi la bloccano con presa lesta facendola propria, sia il Segretario Generale Marco Sanguineri sia il Direttore dell’Ufficio Tecnico Flavio De Stefanis, pronti ad ascoltare e, fatte le debite considerazioni più puntuali su tempi e costi degli interventi, e sposare le istanze dei privati.

A recepire con una certa avida curiosità le osservazioni e le illustrazioni dei fautori dello studio, gli stakeholders che contano sul territorio: dalle due sindaco al femminile che può orgogliosamente esibire il territorio savonese – quasi in maniera pioneristica rispetto a quanto sta accadendo attualmente a livello globale, con il potere politico e scientifico sempre più affidato alle donne - ovvero Monica Giuliano, primo Cittadino di Vado Ligure, e la collega Ilaria Caprioglio di Savona, al Comandante del Porto Amm. Cimmino e al Presidente della Camera di Commercio delle Riviere, Luciano Pasquale.

Unica voce fuori dal coro – che però ha mostrato pronta volontà di accoglierne le istanze pubblicamente manifestate – è stata quella di Paolo Cervetti, Amministratore Delegato di Italiana Coke, società alla prese con i gravissimi disagi causati dalle ultime torrenziali piogge di novembre.

La trading company del Gruppo Energy che fa capo ad Augusto Ascheri, e che controlla anche le società terminalistica TAFS Terminal Alti Fondali Savona e quella trasportistica Funivie Spa, ha rivendicato la necessità di una maggiore attenzione alle problematiche contingenti che deve affrontare per alimentare il proprio deposito ‘verde’ – perfettamente sostenibile in quanto coperto, unico d’Italia – presso Cairo Montenotte, e non solo a causa dei disastri legati alla nota frana concomitante a quella sull’A6.

Le code di camion (60 al giorno in transizione) che si formano sul Passo di Cadibona per raggiungere Brago, nell’attesa che fra 10 mesi l’impianto funiviario che parte dalle banchine di Savona possa essere ripristinato dopo il crollo di alcuni piloni, sono una disfunzione logistica cui si dovrebbe ovviare, contemplando nell’incipiente PRP interventi anche in questo ambito merceologico, uno degli asset storici del comprensorio savonese-vadese che – per quanto demonizzato, e ingiustamente, da una certa facile demagogia – è pur sempre una sorta di ‘oro nero’ per l’economia territoriale.

Le istanze legittimamente accampate da Cervetti al riguardo paiono per altro potere albergare nel processo di affinamento del contributo offerto dal Cluster, a quanto appreso in sede di workshop.

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Chi sono i ‘port users’ del ponente Ligure

L’Unione Utenti del Porto di Savona-Vado dice 33 (soci)

L’Unione Utenti del Porto - anche con denominazioni sfumate e affini rispetto a questa più nota - è una forma di associazionismo tra operatori privati e istituzionali che utilizzano le strutture e le infrastrutture di uno scalo marittimo, ma anche che ne fanno il proprio ambito operativo, relativamente poco diffusa in Italia.

La più nota storicamente è stata quella del porto di Genova, inizialmente guidata da Bruno Pesce, sotto la denominazione ufficiale di Coordinamento degli Utenti e degli Operatori Portuali, e quindi in ultimo dal battagliero importatore di frutta secca Adriano Calvini, ma ora non più attiva; nel resto del Paese ad oggi esistono solo quelle di Ravenna, Palermo e appunto Savona.

L’Unione Utenti del Porto di Savona-Vado venne costituita a fine 1970 su iniziativa dell’Unione Industriali della Provincia di Savona e delle locali associazioni rappresentative dell’Armamento privato e degli Agenti e Spedizionieri Marittimi, quale Sede istituzionale di rappresentanza e di tutela degli imprenditori privati e pubblici sia del settore industriale sia armatoriale utilizzatori dei servizi portuali resi nell’ambito del Porto di Savona e Vado Ligure, siano essi insediati o meno nell’area savonese. L’Unione Utenti, oltre a curare un’azione di capillare e tempestiva informazione e documentazione in favore delle associazioni e aziende consociate su ogni problema e su ogni provvedimento di interesse del settore, si propone di realizzare fra gli Utenti un efficace coordinamento teso ad assicurare un costruttivo, organico ed ampiamente rappresentativo contributo alla soluzione dei problemi del comprensorio portuale, e si pone in ogni opportuna Sede locale, regionale e nazionale (in collegamento con il Comitato Nazionale di Coordinamento degli Utenti e degli Operatori Portuali di Roma) come valido e qualificato interlocutore delle Amministrazioni, Enti ed Organismi interessati per una costante verifica e armonizzazione fra le esigenze dell’entroterra immediato e meno immediato e la quantità, qualità e livello di operosità dei servizi resi dal nostro Porto.

Nel 2019 ne fanno parte 33 soci membri di varia e diversa natura, comprese alcune associazioni di categoria e anche fornitori di servizi di interesse pubblico generale, quale i gruppi e le corporazioni che somministrano i servizi tecnico nautici: Alkion Terminal Vado Ligure Srl, Apm Terminals Vado Ligure Spa, Associazione Spedizionieri Doganali - Doganalisti Della Riviera Di Ponente, Assonautica, Autamarocchi, Baglietto Francesco & Figlio S.A.S., But S.R.L., C.H.V. Srl Cargo Handling Vado, C.S.A. Consorzio Savonese Autotrasporti, Capitano Pietro Ferrigno & C., Carmelo Noli S.R.L., Consorzio Savona Crociere, Coop. Santa Barbara Iii^ A R.L., Corporazione Piloti Del Porto Di Savona, Costa Crociere S.P.A., Depositi Costieri Savona Spa,Esso Italiana S.R.L., Finbeta S.P.A., Gruppo Ormeggiatori Savona e Vado Ligure

Isomar - Ass.Agenti Marittimi Raccomandatari E Spedizionieri Imperia Savona, Italiana Petroli S.P.A., Monfer S.P.A.,

Pacorini Silocaf, Reefer Terminal S.P.A., S.V. Port Service, Sarpom S.R.L., Deposito Costiero, Savona Terminal Auto Srl, Savona Terminals S.P.A.,

Ship's Information Service S.N.C., Terminal Alti Fondali Savona Srl, Transmare S.R.L., Unione Industriali Della Provincia Di Savona,Vernazza Autogru S.R.L.

Presidente dal luglio del 2017, e riconfermato per il biennio 2019-21, è Gerardo Ghiliotto, mentre il Consiglio Direttivo risulta composto anche da: Vice Presidenti, Giorgio Blanco, Ettore Campostano, Paolo Cornetto. Membri designati dalle Associazioni di Categoria aderenti, Consiglieri Luciano Lacirignola, Vincenzo Rovigi. Membri eletti dall’Assemblea, Consiglieri G.Battista Baglietto, Massimo Brandi (Tesoriere), Giovanni Carlevarino, Egidio Conni, Pierluigi Carini, Diego Vernazza, Paolo Visco. Revisori dei Conti, Alessandro Berta, Raffaele Penza, Giancarlo Porretti; Segretario, Massimiliano Amoretti.

 

A.S.

Angelo Scorza

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