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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/09/18 16:58

Gli armatori lanciano l’allarme: “Genova in ritardo sul bunkeraggio di GNL”

Le preoccupazioni di alcune compagnie, tra cuiGNV e Carnival, emergono durante un evento del Propeller Club dedicato alle infrastrutture per il gas naturale liquefatto

Genova - Il mondo corre, in Italia qualcosa si muove, mentre a Genova tutto procede molto, troppo, a rilento.

Si potrebbe sintetizzare così l’attuale stato dell’arte in relazione all’utilizzo del GNL come carburante navale e in particolare al lavoro che i porti stanno facendo per dotarsi delle strutture necessarie ad effettuare il bunkeraggio della navi alimentate a gas, che presto inizieranno a solcare anche il Mediterraneo.

Quella che appare evidente, durante la prima cena-convengo della stagione organizzata dall’International Propeller Club Port of Genoa e dedicata la tema della Strategia Energetica Nazionale (SEN) e dello sviluppo delle infrastrutture GNL, è la preoccupazione di alcuni primari armatori che operano sotto la Lanterna riguardo la lentezza con cui il capoluogo ligure sta affrontando la questione.

A tentare di suonare una sveglia a Palazzo San Giorgio è Antonio Campagnuolo, Marine Operations Director di Grandi Navi Veloci, che non usa mezzi termini: “Genova non si sta muovendo in tempo, e rischia di essere tagliata fuori”. La compagnia fondata da Aldo Grimaldi e oggi parte del gruppo MSC di Gianluigi Aponte ha dovuto prendere atto della situazione e agire di conseguenza: “Le nostre newbuilding che verranno costruite in Cina hanno un doppio progetto: con motori a gas oppure con alimentazione tradizionale (e solo predisposizione per l’ibrido). Al momento, almeno per le prime unità, dovremo lasciar perdere l’opzione GNL, proprio a causa della mancanza di strutture per il bunkeraggio nelle aree in cui operiamo, a partire ovviamente da Genova. Doteremo quindi le navi di scrubber, per rispettare i nuovi limiti alle emissioni di zolfo che entreranno in vigore nel 2020. Poi vedremo se sarà cambiato qualcosa per le navi che seguiranno (l’ordine firmato a inizio anno, insieme a Moby, prevede 2 traghetti per ognuna delle compagnie, più altri 2 in opzione; ndr)”.

Opinione sostanzialmente condivisa anche da Franco Porcellacchia, Vicepresidente di Carnival Corporation, che ricorda: “Le nostre prime navi a GNL debutteranno già entro la fine di quest’anno, e verranno ad operare anche in Italia. Il rifornimento, però, saremo costretti a farlo a Barcellona, l’unico porto adeguatamente attrezzato dove Shell, il nostro fornitore di gas (in forza ad un contratto che riguarda tutte le newbuilding a GNL del gruppo Carnival), potrà rifornire le nostre unità dual fuel. Un ‘pieno’ di gas dovrebbe durare circa 15 giorni, consentendoci di completare due itinerari settimanali e quindi di poter programmare senza problemi il bunkeraggio successivo nello scalo catalano, operazione che non potremo invece fare in nessun porto italiano, proprio per la mancanza delle necessarie infrastrutture”.

Marco Novella, armatore genovese attivo proprio nella fornitura fisica di bunker (tradizionale, almeno per il momento) nel porto del capoluogo, rimarca l’inerzia dell’authority sul tema: “Mentre l’autorità marittima si sta dando da fare, con un tavolo tecnico appositamente organizzato dalla Capitaneria, l’Autorità di Sistema Portuale non sta facendo altrettanto. Speriamo che anche Palazzo San Giorgio decida di muoversi rapidamente”.

D’altra parte, l’utilizzo del GNL come carburante navale è ormai una realtà consolidata, e proprio su questo vertono gli speech dei relatori, intervenuti all’evento genovese dopo i saluti introduttivi del Presidente del Propeller nazionale Umberto Masucci, presente di persona a Genova per testimoniare la propria vicinanza alla città, colpita dalla tragedia di ponte Morandi, e per offrire alla platea il suo commosso ricordo di Mariano Maresca, padre fondatore e ‘Presidentissimo’ del Propeller Club, recentemente scomparso.

Marco Golinelli, Director di Wärtsilä Italia Energy Solutions, ha analizzato lo scenario internazionale del gas naturale, in rapido mutamento con la Cina che sta emergendo come primo importatore mondiale di GNL e gli USA che stanno sopravanzando i Paesi mediorientali al vertice della classifica degli esportatori, focalizzando poi l’attenzione sulla lunga esperienza di Wartsila nel settore, sia per quanto riguarda i motori marini e la propulsione ibrida, che sul versante delle infrastrutture terrestri per la distribuzione del gas naturale.

Pierpaolo Vinciguerra, di Ecos – la joint-venture tra Exmar e Fratelli Cosulich che gestisce a livello tecnico la FSRU Toscana, ovvero il rigassificatore di Livorno – ha illustrato gli investimenti fatti in studi di fattibilità finalizzati ad adeguare l’impianto ad attività di Small Scale GNL e in particolare al caricamento di bettoline per rifornire navi, mentre Giuseppe Guida di Tractebel, società di ingegneria del gruppo Engie, ha fornito una disamina di tutti i progetti italiani per nuovi impianti di stoccaggio e distribuzione di GNL.

Infine, il Comandate Domenico Napoli, della Capitaneria di Porto, ha analizzato gli aspetti normativi e burocratici relativi alle attività di bunkeraggio di GNL, su cui sta lavorando un apposito tavolo tecnico convocato proprio dai vertici dell’Autorità marittima per individuare le linee di intervento sul tema.

 

Francesco Bottino

TAG : gas
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