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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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24/12/12 15:33

Genova bimilionaria nell’anno della carestia

Festeggiati al VTE di Voltri i 2 milioni di TEUs di traffico movimentato nel 2012 da parte di un porto che conferma la propria centralità logistica nello scacchiere dei traffici del terzo millennio e che si è affacciato all’era della tecnologia spinta nello svincolo telematico

Genova – È stata davvero una giornata radiosa, complice anche un bello squarcio di sereno pomeridiano, quella vissuta venerdì scorso al VTE Voltri Terminal Europa. Alla faccia dell’anno bisesto quale quello che va a concludersi (e delle effettivamente numerose disgrazie economiche e sociali occorse in questi dodici mesi) nonché delle nefaste profezie dei Maya sul nostro fatale destino (mentre scriviamo nessun asteroide è segnalato in avvicinamento al pianeta Terra…), l’intera comunità portuale di Genova, versante container, ha potuto, per un momento almeno, brindare e sorridere all’immediato futuro con qualcosa di concreto in mano quale il record assoluto nel traffico in contenitori.
Quando alle ore 15.41 del 21 dicembre 2012 il container blu della CMA CGM, sollevato dallo spreader della verde portainer n. 5 ha iniziato a far capolino dalla alta sagoma azzurra del ponte di coperta della Maersk Malacca per compiere la sua parabola nel cielo terso fino ad essere addossato sopra a un giallo trailer di Spinelli, l’attenzione del centinaio di ospiti convocati sulla interminabile banchina voltrese ha raggiunto il suo apice.
Sorrisi, applausi e grande entusiasmo tra tutti i protagonisti di giornata: l’Amm. Felicio Angrisano Comandante del Porto, il Presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo e il Segretario Generale Titta D’Aste, Alessandro Zanetta di CMA CGM, Aldo e Roberto Spinelli, il Console dei camalli Antonio Benvenuti e ovviamente il padrone di casa Gilberto Danesi di VTE.
Ma una manovra di ruotine come quella della movimentazione di uno scatolone su un camion adibito a operazione portuali meritava così tanta attenzione perché si è trattato per la precisione dell’operazione numero 2 milioni avvenuta su una banchina di Genova, il principale porto di destinazione finale italiano, che ha superato tale ‘magica’ quota – finora in Italia riservata solo allo scalo di transhipment di Gioia Tauro - per la prima volta nella sua storia.
Un risultato particolarmente significativo, in quanto raggiunto in un periodo di generale recessione dell’economia mondiale. La razionalizzazione degli scali da parte delle maggiori compagnie ha dunque evidenziato la fondamentale importanza della Lanterna che si qualifica quale porto logisticamente meglio collocato nei confronti delle più importanti zone industriali del paese e di mercati esteri, quali la Svizzera, la Baviera e il Baden-Württemberg.
Negli ultimi dieci anni le rotte che si sono maggiormente sviluppate avevano come traccia principale i porti dell’Asia: a conferma, il 35% del traffico contenitori movimentato dal porto genovese lo scorso anno era di origine e di destinazione Estremo Oriente.
La diminuzione dell’import dalla Cina ha portato gli operatori marittimi a diversificare le rotte servite via Genova; di conseguenza, nei primi nove mesi dell’anno corrente, il traffico contenitori da/per il Nord America è aumentato di circa 17% , il Sud America di 111%, il Nord Africa del 28%, il Medio Oriente del 23% e l’Oceania del 107%.
Il forte sviluppo del segmento container è stato facilitato, per quanto riguarda Genova, dai consistenti programmi di investimento varati dall’Autorità Portuale che ha risposto con efficacia ai profondi mutamenti che investono le economie portuali.
In primo luogo, la corsa al gigantismo navale ha reso necessarie importanti opere di dragaggio al fine di attrezzare il porto a ospitare le portacontenitori di ultima generazione. Per quanto riguarda i terminalisti, ci sono stati investimenti di rilievo: l’acquisizione di due nuove super post-panamax a VTE, portando la dotazione a un totale di 4 super post-panamax e 8 post-panamax; migliorie tecniche a quattro gru al SECH completando un’offerta di 5 super post-panamax; e una nuova gru super post-panamax è stata installata al terminal Industrie Rebora di Spinelli.
Nel medio termine, il nuovo terminal contenitori di Calata Bettolo è in avanzata fase di realizzazione e sarà completato entro il 2014: il progetto prevede un’area di 180.000 mq con una banchina lunga 625 m, fondale di 17 m di profondità e una capacità di movimentazione annua, unitamente allo spazio attiguo di Calata Sanità, di 800.000 TEUs, raddoppiando l’attuale capacità del bacino di Sampierdarena.
Il secondo progetto, che verrà terminato entro l’inizio del 2015, riguarda il riempimento dello specchio acqueo, compreso fra Ponte Ronco e Ponte Canepa, creando una nuova area operativa di 60.000 mq.
“Al due milionesimo contenitore il nostro porto arriva in ottimo stato di salute e con tempistiche di servizio più che positive e in diversi casi assolutamente comparabili a quelle dei nostri competitori internazionali” ha dichiarato il Presidente Merlo. “Il fatto che, contestualmente a questo evento, Spediporto e Assagenti abbiano concretamente avviato la telematizzazione delle procedure di svincolo, è un elemento determinante non solo per la fluidificazione delle loro relazioni commerciali e operative, ma anche perché rappresenta, come ben noto a tutte le componenti della nostra comunità, un elemento di forte accelerazione per gli interventi che l’Autorità Portuale sta sviluppando per l’efficientamento del nostro sistema”.
E in effetti, il due milionesimo contenitore del porto di Genova è stato il primo svincolato telematicamente; protagonisti in tal senso la casa di spedizione Casasco & Nardi e l’agenzia marittima CMA CGM Italy.
La nuova procedura di rilascio dei delivery orders, o buoni di consegna, consentirà di eliminare 600 mila documenti cartacei oltre a velocizzare e ottimizzare il lavoro di agenti e spedizionieri genovesi.
Lo svincolo dei container è stata, fino a oggi, una procedura molto lunga che iniziava con l’arrivo del fattorino dello spedizioniere negli uffici dell’agenzia marittima e proseguiva con ore di coda al bancone degli svincoli e la verifica dei documenti per il rilascio del buono di consegna, contro il pagamento del servizio. Il delivery veniva poi portato al varco, prima di essere consegnato all’autotrasportatore in entrata al terminal per il ritiro fisico del contenitore. A partire da oggi per gli svincoli basteranno pochi minuti e il delivery verrà automaticamente trasmesso allo spedizioniere e al varco. La velocizzazione di questa procedura permetterà anche alle agenzie marittime e alle case di spedizione di dedicare le risorse umane, oggi impiegate negli svincoli, in altre mansioni.
“Il processo di telematizzazione delle procedure documentali ci vede impegnati, quali convinti sostenitori e promotori, sin dalle prime sperimentazioni al progetto di svincolo telematico, che rappresenta una pietra miliare nello sviluppo dell’informatizzazione portuale, tenacemente perseguito dalle nostre associazioni, con un notevole impegno di risorse umane e finanziarie” ricorda Alessandro Pitto, amministratore delegato di Casasco & Nardi Spa.
L’invio telematico dei buoni di consegna, complementare al sistema E-port, è stato sviluppato da Hub Telematica Scarl, società partecipata da Assagenti e Spediporto, che da oltre sei mesi lavorano all’implementazione di questo progetto. Da anni l’attenzione delle due associazioni di categoria è focalizzata sulla telematizzazione delle procedure operative attraverso la società Hub Telematica, presieduta da Giorgio Cavo.
“Abbiamo compreso immediatamente l’importanza di questo progetto e dunque abbiamo aderito con entusiasmo alla richiesta di essere una delle agenzie pilota, perché è un concreto passo verso la velocizzazione delle procedure e può farci superare la miriade di piccoli problemi che giornalmente si verificano in tale tipo di operazioni” ha affermato Alessandro Zanetta, general manager di CMA CGM Italy, ringraziando le due associazioni per la caparbietà con cui hanno seguito il progetto.

 
Quattro decenni (e mezzo) di container sotto la Lanterna
 
La containerizzazione delle merci, fenomeno storicamente nato negli Stati Uniti nel 1956 col primo viaggio di una nave della compagnia Sea Land del pioniere Malcolm McLean, venne ufficialmente ‘importata’ nel porto di Genova nel 1967 quando le navi ro-ro Vento del Golfo e Vento di Levante della compagnia genovese Tarros dei fratelli Giorgio e Bruno Musso avviarono un servizio regolare di linea con la Sardegna; ma si trattava ancora di movimentazione di container in orizzontale.
Bisognerà attendere qualche anno ancora, agli albori degli anni ’70, per vedere le prime navi portacontainer lo-lo a movimentazione verticale.
Per venti anni circa questo tipo di traffico rimane relativamente marginale nell’economia dello scalo. Ancora nel 1993 le movimentazioni complessive erano di appena 343mila TEUs.
Grazie alla spinta propulsiva allo sviluppo di imprese private, i terminal operator, impressa dalla legge n. 84 del 1994, la containerizzazione comincia a prendere un passo svelto, e già nel 1997 si supera la soglia di 1 milione di TEUs per arrivare a 1,5 milioni nel 2000; da allora – e si parlava nelle previsioni dell’epoca di un traffico di 3 milioni di TEUs raggiungibile in pochi anni, la crescita è stata decisamente più modesta. Il precedente record, prima di quello segnato nei giorni scorsi, era di 1,85 milioni di TEUs alla fine del 2007.

A.S.

TAG : porti
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