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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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08/01/20 17:59

Funivie S.p.A., l’esito del vertice al MIT è in salsa agrodolce

Si cercano soluzioni per proseguire l’attività e salvaguardare i lavoratori, ma la richiesta dell’azienda di rescindere dalla concessione dà il via ad una querelle di cui è stata interessata l’Avvocatura dello Stato

Tempi incerti per l’attività e il futuro dei lavoratori di Funivie S.p.A.

È agrodolce l’esito dell’incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla vertenza di Funivie S.p.A., azienda che si occupa di trasportare – tramite nastri trasportatori e due linee funiviarie – le rinfuse sbarcate nel porto di Savona sino ai parchi-deposito di San Giuseppe di Cairo, al di là dell’Appennino Ligure. Da un lato il MIT ha assicurato la volontà di far proseguire l’operatività dell’infrastruttura, dall’altro permangono tempi lunghi per risolvere i problemi legati al maltempo dello scorso novembre, quando una frana sul lato mare della stazione di San Lorenzo aveva reso inservibili due piloni della linea funiviaria, determinando il fermo dell’attività, e la situazione degli oltre 80 lavoratori coinvolti, per i quali non sarebbe prevista allo stato attuale delle cose la cassa integrazione.

Una buona dose di pepe sul vertice andato in scena questa mattina l’aveva messa direttamente Paolo Cervetti, amministratore delegato di Funivie e dell’intero gruppo Italiana Coke, annunciando formalmente e a sorpresa l’intenzione di recedere dalla concessione, che altrimenti andrebbe a scadenza naturale nel 2032, spianando di fatto la strada ad una gestione commissariale o alla messa in liquidazione dell’attività stessa. La lettera inviata in tal senso al MIT è stata ‘girata’ all’Avvocatura dello Stato, ma la sensazione è che si sia trattato di un tentativo con cui il management si è giocato il ‘tutto per tutto’ con l’obiettivo di salvare l’azienda e i suoi lavoratori.

Lo stesso Cervetti, dopo il vertice, ha parlato di un incontro “finalmente costruttivo”; una dichiarazione cui ha fatto seguito una nota dell’azienda che “ha molto apprezzato l’approccio che, lasciando sullo sfondo le questioni meramente giuridiche, ha invece individuato temi fattuali. Come è noto Funivie ha dovuto, nel contesto creatosi a seguito dei noti eventi alluvionali e con una prospettiva di fermo impianti protratto nel tempo (e quindi in assenza di ricavi), risolvere formalmente l’attuale convenzione. A richiesta del Ministero, l’azienda ha ribadito che è disponibile ad assumere un ruolo funzionale che la coinvolga, in presenza di un progetto di messa in sicurezza economico e finanziario innanzitutto del personale, e, in generale, di sostenibilità a lungo termine del sistema, che, come tutto il trasporto pubblico locale non può prescindere da contribuzioni pubbliche”. Ancora, “in tale contesto il Ministero ha individuato (salvo verifiche tecniche) un percorso breve per gli ammortizzatori e il ripristino degli impianti, per entrambi i quali sembrano disponibili fondi già stanziati”.

D’altro canto la volontà annunciata dell’azienda di recedere dalla concessione potrebbe mettere ulteriormente a rischio i finanziamenti (20 milioni di euro fino al 2022) per la copertura dei parchi carbone di Bragno, che costituiscono una delle spine sul tavolo. Il MIT aveva interrotto i finanziamenti nello scorso giugno per una supposta inadempienza nello svolgimento di tali lavori, ma la società che gestisce l’impianto si era giustificata vista la situazione concordataria di NBI, che fa parte del gruppo Astaldi e che, in consorzio con altre imprese, si era aggiudicata l’appalto.

Per quanto il Ministero abbia appunto assicurato la volontà di individuare un percorso breve per gli ammortizzatori e il ripristino degli impianti – rassicurazione che non convince a fondo i sindacati e l'assessorato regionale al Lavoro, che chiede l'immediata ammissione alla CIGS – un prossimo incontro è previsto a stretto giro di posta per definire quella che sarà la gestione dell’impianto dei prossimi mesi e definire un calendario per la sistemazione delle parti impiantistiche messe fuori uso dalla frana dello scorso novembre e lo sblocco auspicato dei fondi per la copertura dei parchi carbone.

TAG : Commodities
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