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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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19/11/19 18:49

Finanziaria, sgravi per il transhipment e marebonus - ferrobonus

Negli emendamenti Assarmatori ottiene il 50% di quanto chiesto, mentre Confetra si deve accontentare del sostegno all’intermodale. Anticipato il taglio ai rimborsi dell’accisa sul gasolio, ma l’autotrasporto revoca il fermo

Fra i suggerimenti esplicitamente formulati al legislatore dalle lobby del settore trasporto sono due quelli accolti dai senatori di maggioranza nell’ambito degli emendamenti alla legge di bilancio 2020, presentati ieri.

Assarmatori ne aveva proposto due. Nulla da fare per l’estensione degli sgravi contributivi del Registro Internazionale agli armatori del corto raggio (ampiamente rappresentati dall’associazione, cui aderiscono fra gli altri Caronte&Tourist Isole Minori, Toremar, Caremar, Laziomar, Delcomar e il gruppo Lauro), una misura introdotta nel 1999 e non più finanziata dal 2010, per la quale Assarmatori suggeriva un finanziamento da 25 milioni di euro annui. Cui però avrebbero fatto da contrappeso, secondo la relazione presentata in Senato, un maggior introito fiscale per lo Stato di 7,18 milioni e positivi effetti occupazionali e di rinnovamento delle flotte.

Miglior sorte ha avuto la proposta riguardante gli “sgravi contributivi per i porti in transhipment”, fatta sua dal senatore Mauro Coltorti (Movimento 5 Stelle), che l’ha trasposta in un emendamento quasi letteralmente dalla relazione di Assarmatori, comprese le stilettate a Contship, che ha “abbandonato il terminal italiano (di Cagliari, nda) per quello di Cipro, mettendo a repentaglio l’attività di circa 300 lavoratori”.

Qualora l’emendamento arrivi intonso a fine iter, nei porti di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto i “datori di lavoro” (presumibilmente terminalisti e imprese portuali) beneficeranno per un periodo di trentasei mesi, di “un incentivo pari all'intera contribuzione previdenziale annua a loro carico, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato, riparametrato e applicato su base mensile. In caso di lavoro a tempo parziale il massimale sarà proporzionalmente ridotto”. La misura sarà finanziata con le risorse stanziate a fine 2016 per l’istituzione, in quegli scali, delle Agenzie per i lavoratori del transhipment.

Più magro il bottino di Confetra, che aveva però sottoposto ai senatori un ventaglio di proposte assai più ampio.

I senatori Agostino Santillo e Gianmauro Dell’Olio (M5S) hanno proposto un emendamento per il rifinanziamento di ferrobonus e marebonus, rifacendosi direttamente alla versione introdotta dalla finanziaria 2016. Per entrambe le misure sarà autorizzata la spesa di 20 milioni di euro annui per 2020 e 2021, con risorse già individuate su altri capitoli di spesa in capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Non sono passate le altre richieste di Confetra, fra cui il rifinanziamento della formazione per i macchinisti ferroviari, l’estensione del super-ammortamento a locomotive e carri ferroviari, il ridimensionamento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e l’estensione del comma 15bis dell’art.17 della legge portuale a terminalisti e imprese (è la norma grazie a cui le Autorità di Sistema Portuale possono intervenire a sostegno delle crisi dei fornitori di manodopera temporanea). Tutti suggerimenti (a parte quello su macchinisti) proposti in diversa ma analoga declinazione anche da Assiterminal e anche in questo caso non recepiti.

Quanto alle “disposizioni in materia di accisa sul gasolio commerciale”, Confetra era critica, ritenendola non graduale, sulla riduzione della platea dei beneficiari del rimborso stabilita dal testo originario della Finanziaria a danno dei mezzi Euro 3 a partire dal marzo 2020 e dei mezzi Euro 4 a partire dal gennaio 2021. Un emendamento di Coltorti riguarda tale misura ma non nel senso auspicato da Confetra: il taglio verrebbe infatti anticipato per gli Euro 3 a gennaio, ma a tutela del trasporto pubblico di persone verrebbero esclusi i mezzi usati per questa finalità.

Ciononostante Unatras, raggruppamento di numerose sigle dell’autotrasporto anch’esse critiche con la previsione, ha reso oggi noto di aver deciso di “non dare attuazione alle modalità previste per l’effettuazione del fermo nazionale dei servizi di trasporto”. Decisione assunta dopo aver “preso atto del contenuto del verbale d’intesa stipulato oggi con il Ministro dei Trasporti Paola De Micheli (in cui in realtà il Ministro si impegna ad una posticipazione della norma sull’accisa, nda). Riconoscendo il fattivo impegno del Ministro, Unatras non può che raccogliere le preoccupazioni degli operatori del settore, che chiedono con determinazione l’applicazione delle regole, dei tempi di pagamento e dei costi che garantiscono la sicurezza dei servizi di trasporto. Per questo ritengono indispensabili, come previsto dall’accordo, che la prossima settimana siano convocati i previsti tavoli tecnici. Ovviamente Unatras seguirà con attenzione gli sviluppi dei lavori parlamentari per verificare che le provviste economiche indicate nel protocollo siano confermate”.

Andrea Moizo

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