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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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17/05/18 18:47

Fedespedi dà i voti ai risultati finanziari dei terminal container italiani

Un’analisi del Centro Studi della federazione mostra vari indicatori fra cui chi guadagna di più ma anche chi sfrutta meglio gli spazi a disposizione

In Italia tutti i terminal container possono sorridere per i propri risultati di bilancio, tranne uno: il SECH di Genova. È questa infatti la fotografia sullo stato di salute finanziaria dei terminal operator italiani che emerge da un’analisi condotta dal Centro Studi di Fedespedi (Federazione nazionale delle imprese di spedizioni internazionali) condotta sui dati di bilancio del 2016 delle società.

Lo studio in questione (curato da Sergio Curi ed Emilio Roncoroni) prende in esame i risultati dei primi dieci terminal italiani che movimentato solo container e che nel 2016 avevano imbarcato e sbarcato complessivamente 8,1 milioni di TEU sul totale nazionale (transhipment compreso) pari a 10,5 milioni circa. Le società prese in esame sono: Cagliari International Container Terminal (CICT), La Spezia Container Terminal (LSCT), Medcenter Container Terminal (MCT), Salerno Container Terminal (SCT), South European Container Hub (SECH), Terminal Container Ravenna (TCR), Terminal Darsena Toscana (TDT), Trieste Marine Terminal (TMT) e Vecon. In totale questi dieci terminal operavano (nel 2016) su una superficie complessiva di piazzali pari a 4,9 milioni di mq con 152 gru di banchina. L’accosto più lungo appartiene al terminal di Gioia Tauro (1,6 km) mentre al secondo posto si piazza il VTE con una banchina lineare di 978 metri.

L’analisi di Fedespedi mostra che queste dieci aziende hanno realizzato nel complesso un fatturato di 610 milioni di euro, con un valore aggiunto di 372 milioni di euro e realizzando un risultato finale aggregato pari a 62 milioni di euro, pari al 10,2% del fatturato. “Una performance senz’altro positiva, che conferma i buoni livelli di efficienza gestionale dei terminal italiani” sostiene il Centro Studi della Federazione.

Ai primi posti per fatturato figurano VTE (147,7 milioni), LSCT (134,8 milioni) e MCT (95,8 milioni) e gli stessi tre soggetti guidano la graduatoria della voce ‘valore aggiunto’ rispettivamente con 92,9 milioni, 90,3 milioni e 62,8 milioni. In termini di Ebitda il migliore in Italia è il terminal container spezzino (54,7 milioni), seguito dal VTE (51 milioni). A proposito del risultato finale dei terminalisti, l’utile maggiore nel 2016 è stato quello del terminal di Genova Prà (25 milioni), seguito da LSCT (18,1 milioni), da Vecon (6,8 milioni) e da CICT (4,7 milioni). L’unico terminal italiano con Ebit e risultato netto negativi (rispettivamente per 1,2 milioni e per 888 mila euro) è stato il SECH di Genova per effetto della perdita del servizio IMEX (UASC – Hapag Lloyd) che collegava il Mediterraneo con il subcontinente indiano. In termini di indotto occupazionale nel 2016 MCT dava lavoro a 1.293 persone, mentre il VTE a 666, LSCT a 624 e TDT a 306.

Lo studio di Fedespedi si conclude poi con alcune analisi sulle performance economico-finanziarie dei terminal container italiani partendo dall’indice ROS – Return on sales che mostra il grado di redditività del core business di un’impresa: al primo posto il Vecon con un 31,4%, seguito da VTE (25,8%) e TCR (23,9%) mentre in ultima posizione con un valore dell’indice negativo figura il SECH (-4%).

Per quanto riguarda il ROI – Return on Investement al primo posto c’è ancora CICT (40,5%), seguito da Vecon (32,7%), VTE (18,8%), TCR (16,3%) mentre il SECH risulta nuovamente il peggiore con un indice negativo (-3,2%). Guardando poi l’indice di redditività del capitale proprio investito, ROE – Return on equity,guida la graduatoria il Vecon (71,7%), seguito da CICT (57,7%), VTE (28,6%), TCR (23,8%) e LSCT (21,4%); il SECH anche in questo caso è in territorio negativo (-7,8%).

Interessante infine anche l’analisi del numero di container movimentati rapportato agli ettari di superficie del terminal (TEU/ha) che vede al primo posto per sfruttamento della superficie in concessione il La Spezia Container Terminal (39.356 TEU per ettaro), seguita dal Salerno Container Terminal (25.229), MCT (17.182), CICT (16779), TDT (16.474), SECH (14.449), VTE (14.068), Vecon (11.799), TMT (11.237) e TCR (8.095).

Nicola Capuzzo     

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