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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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09/05/19 16:56

Doppio investimento logistico a Vado Ligure per Pacorini e soci

La cordata LOVS ha rilevato l’ex silos di Ferruzzi e un’area da 90.000 metri quadrati adiacente a quella di APM Terminals

“A Vado Ligure costruiremo il più moderno e grande silos d’Europa dedicato al caffè”.

Lo ha annunciato il gruppo triestino Pacorini dando conto di un investimento messo a segno nello scalo savonese (dove è attiva dal 1986 con la controllata Pacorini Silocaf) da LOVS (Logistics in Vada Sabatia), cordata in cui è presente (con il 52%) insieme agli imprenditori Marino Abbo, Gerardo Ghiliotto e Sandro De Caro (che detengono il restante 48%).

L’operazione – che, spiega Abbo, era in gestazione dal 2014 e ha visto il coinvolgimento di Pacorini dal 2017 - interessa un’area che si estende complessivamente su oltre 100.000 metri quadrati, 10.000 dei quali ospitano un silos realizzato da Ferruzzi negli anni ’60 per lo stoccaggio di cereali, attività per il quale è stata utilizzata fino ad alcuni anni fa. Da allora però la struttura è fuori esercizio. L’impianto verrà ora recuperato e trasformato per poter gestire il caffè, prodotto chiave del business di Pacorini (che poi, a seguito di un prossimo scorporo, ne diventerà unico proprietario).

“Ci siamo posti l’obiettivo di renderlo pienamente funzionante entro dicembre 2020” ha commentato Enrico Pacorini, Amministratore Delegato del gruppo, dal 2001 presente anche nel vicino interporto VIO in cui gestisce “il maggior deposito di caffè verde in Italia”, esteso su 35.000 mq.

Per il gruppo triestino l’iniziativa avrà principalmente lo scopo di snellire la filiera del caffè, che arriverà nello scalo in container bulk (anziché in sacchi o big bags), potrà essere stoccato in modo più sicuro (in silos, appunto, anziché in magazzini) e poi partire per la destinazione finale in camion cisterna, eliminando così anche il problema dello smaltimento dei sacchi, che devono essere trattati come rifiuti speciali. L’operazione sarà simile a una già portata avanti dal gruppo negli Stati Uniti tempo fa: “Per una strana coincidenza – ha commentato Riccardo Marchesi, AD di Pacorini Silocaf - questo silos ha la stessa dimensione e capacità di stoccaggio del silos che abbiamo riconvertito con un’analoga operazione, nel 1992, a New Orleans dove tuttora operiamo”. Ovviamente a renderla strategica è anche la contiguità sia con il terminal Vado Gateway, che entrerà ufficialmente in funzione il prossimo 12 dicembre, sia con l’interporto VIO, caratteristica che secondo il gruppo  “renderà questa iniziativa ancora più competitiva non solo per il nord ovest italiano ma anche verso il centro/sud Europa”.

Quanto all’altra area di circa 90mila metri quadrati, adiacenti al terminal Vado Gateway di APM Terrminals, fatta salva la presenza di un capannone di circa 1.600 metri quadrati che sarà riqualificato, il suo utilizzo (e di conseguenza gli investimenti collegati) sarà definito seguendo le richieste del mercato. Necessariamente sarà dedicata alla gestione di container ma servirà anche il project cargo (attività che lo stesso Abbo, in partnership con De Caro, ha già iniziato a svolgere in porto con la società CHV – Cargo Handling Vado, titolare di autorizzazione ex art.16.). L’intenzione è anche quella di avviare servizi collaterali, come pre-montaggio e lavorazioni, in particolare per l’export, ma rimarca ancora Abbo, ad oggi lo spazio è un “foglio bianco” che potrà essere riempito assecondando le esigenze del mercato. Mercato che, con l’avvio delle attività del terminal Vado Gateway, secondo l’imprenditore certamente non mancherà di affollare di merci anche quest’area.

Francesca Marchesi

TAG : Logistica
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