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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/05/20 18:23

DL Rilancio, il Governo ci ripensa e ridimensiona le risorse per le AdSP

Dei 30 milioni per i porti, 24 andranno agli ormeggiatori. Potenziato l’intervento per i portuali degli art.17, cala l’incremento di marebonus e ferrobonus e saltano esenzione della tassa di ancoraggio e differimento dei diritti doganali

di Andrea Moizo

Sempre che del testo definitivo si tratti – l’ufficialità arriverà solo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – la bozza del DL Rilancio approdata al Consiglio dei Ministri cominciato questo pomeriggio contiene notevoli differenze rispetto a quella descritta di ieri.

Nel nuovo testo (qui gli articoli 199-202) è stato ritoccato anche l’articolo dedicato a mare e porti. La novità più importante è che è saltato il raddoppio del fondo IVA delle Autorità di Sistema Portuale, ma è cambiato anche il comma dedicato alle compagnie portuali, di cui ieri ANCIP si era lamentata. Ok alle proroghe biennali delle autorizzazioni e al contributo da 2 milioni di euro annui che le AdSP potranno riconoscer loro nel 2020 e 2021 (attingendo, altra novità, anche all’eventuale avanzo di amministrazione), ma si fissa per legge la misura: 60 euro a lavoratore per ogni giornata di mancato avviamento rispetto al 2019 (mese per mese) riconducibile (ad arbitrio delle AdSP), cumulabili (questa la principale novità) all’IMA – Indennità di Mancato Avviamento (il meccanismo di ammortizzazione sociale in vigore per i fornitori di manodopera temporanea portuale, in carico all’INPS).

Altro notevole intervento nottetempo è quello che riconosce 24 milioni di euro di indennizzo alle corporazioni degli ormeggiatori per le “ridotte prestazioni”, rispetto al 2019, registrate quest’anno fra 2019 e 2020. A tal fine è istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un fondo da 30 milioni di euro (copertura ancora da definire). Gli altri 6 serviranno alle AdSP per tutti gli altri interventi. Non solo quelli già descritti per gli articoli 17, ma anche l’azzeramento dei canoni (per i quali gli enti potranno comunque attingere alle risorse disponibili nei loro bilanci, compresi gli avanzi non vincolati) per concessioni ex art. 16, 17, 18 (l.84/94), ex art.36 Codice Navigazione e quelle delle stazioni marittime per i passeggeri, ferma restando la condizione del gap di fatturato del 20% rispetto al 2019.

Restano la proroga a CIN Tirrenia, l’estensione ai magazzini portuali delle agevolazioni fiscali previste per le ZES e la deregulation temporanea degli Adeguamenti Tecnici Funzionali (ATF) delle AdSP. Confermata la previsione relativa al prolungamento di un anno di autorizzazioni e concessioni dei soggetti summenzionati (2 anni per i 17) e dei prestatori del servizio di rimorchio, salta invece il differimento al 30 giugno dei diritti doganali. Altra cancellazione notevole è quella dell’esenzione della tassa di ancoraggio (che era prevista dall’entrata in vigore a tutto giugno), misura che secondo il MIT valeva circa 18 milioni di euro. Ridimensionate, rispetto alle versioni iniziali del decreto, anche le risorse per marebonus e ferrobonus: gli incrementi dei rispettivi fondi saranno solo a valere sul 2020, per 30 e 20 milioni rispettivamente (non ancora coperti).

 

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