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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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12/09/18 11:23

Di Maio sbatte il mostro in prima pagina

Cresce l’ansia per il Decreto Genova, mentre le mosse del Governo sul Ponte Morandi si fanno sempre più ingarbugliate e temibili

Viste le premesse inquietanti di come si sono mossi, finora con ben scarso costrutto, Governo e MIT in questo mese trascorso dal 14 agosto, è legittima la preoccupazione che cresce a Genova man mano che si avvicina la fatidica scadenza di venerdì, quando si alzerà il velo sul cosiddetto Decreto Genova, che invero pare si chiamerà Decreto Urgenze perché dovrebbe contenere misure su altre vicende italiane; è già questa commistione con questioni disgiunte dal Ponte Morandi fa salire l’indice della tensione tra gli ‘indigeni’.

I contenuti sono del tutto misteriosi – con una segretezza montata ad arte…. - dunque dal cilindro chissà quale coniglio potrebbe venire fuori. I suggerimenti della Regione potrebbero anche essere stati bellamente ignorati nella presunzione di non avere bisogno di consigli da nessuno.

Fatti alla mano, il governo ‘carioca’ (giallo-verde, ufficialmente, ma a noi piace dargli questo tocco cromatico sudamericano per giustificarne le fantasiose trovate…) è ondivago, si muove con palesi contraddizioni, facendo molti rivoli che spesso si prosciugano da soli.

Il connubio M5S-Lega fa tante belle ‘sparate’ – molto sensazionalistiche, con la perla finale della ‘cattive notizie in vista’ – e il fatto tragico è l’abuso di strumenti comunicativi puerili quali i social network, salvo poi innestare precipitose retromarce all’evidenza dei fatti: anche sulla tanto conclamata e inappellabile revoca della concessione ad Autostrade, che sembrava la massima punizione sanzionata ai Benetton e del tutto fuori discussione, ora sembra vi sia margine di trattativa… L’impressione generale non è certo quella di un Governo di polso, la bandiera che sventola a Palazzo Chigi oggi non è quella della coerenza.

L’ultima trovata di un Esecutivo che adesso vorrebbe privare della libera iniziativa i commercianti proibendo agli esercizi l’apertura nei giorni festivi è la cartina di Tornasole di chi dà veramente l’impressione di volersi giocare, uno dietro l’altro, una serie di assi nella manica per fare impressione al popolo dei propri elettori; ma si sa che quando questi assi superano il numero di quattro in un solo mazzo di carte, allora siamo di fronte a un baro…

Nello specifico, la follia di impedire il libero commercio di domenica (che riteniamo una conquista socio-economica capace di avere elevato il tenore di vita collettivo nell’ultimo decennio) creerà solo una doppia riduzione: dei posti di lavoro e del PIL nazionale.

Ma in compenso – nell’ottica governativa – restituirà il sacrosanto riposo settimanale agli sfruttati lavoratori (quando si sa invece che molti di loro ambiscono al turno domenicale perché assai meglio pagato), così lasciati liberi di andare alla spiaggia anche di domenica; peccato che poi non avranno più gli spiccioli in tasca per comprarsi neppure un gelato perché avranno perso il posto di lavoro!

Ed ora che anche il famoso e famigerato reddito di cittadinanza si dice rimesso in discussione, Di Maio al Governo sembra proprio quell’adolescente che ruba le chiavi dell’automobile a papà e si fa vanitosamente un giro in città… ma peccato non abbia la patente di guida!

Tornando ai problemi che ci riguardano da vicino, la Liguria con il sottosegretario ai trasporti Rixi avrebbe senz’altro modo di ‘dare la sveglia’ a Toninelli & C. prima che la frittata sia cotta.

Ma finora questo assai auspicato intervento non si è visto affatto; il politico leghista in realtà si barcamena, con faticosi giochi di equilibrismo, in un ruolo trasversale (per certi versi anche ingrato), da un lato quale rappresentante di un Governo che mostra di non avere ancora capito per nulla le reali esigenze di Genova, e dall’altro con il proprio animo di cittadino genovese ed ex assessore ai porti, offeso come tutti dalla tragedia e dalla mala-gestione romana del post-tragedia.

Non c’è ombra di dubbio che, se la questione-Morandi fosse una pratica tutta territoriale, col tipico pragmatismo ligure avremmo già trovata la quadra e preso, tutti insieme appassionatamente, una direzione univoca, una strategia condivisa e non titubante. Ma purtroppo dipendiamo da Roma…

L’idea di affidare univocamente e unilateralmente il progetto della ricostruzione del viadotto a Fincantieri – non ce ne voglia Bono, per carità – dunque ad un soggetto senza esperienza specifica in questo ambito e soprattutto senza mettere a gara l’intervento, come sarebbe da prassi, senza essere giuristi per vaticinarlo, pare davvero la scorciatoia più breve per impantanare l’opera nella melma dei ricorsi amministrativi e delle polemiche sulla modalità di selezione dell’appaltatore.

Ma tant’è nella sua infinita sicumera il vicepremier-magistrato e il suo ministro-carabiniere non hanno dubbi di sorta sul da farsi, ed adesso si sentono pure vittime di una campagna denigratoria.

Di Maio deve averlo visto parecchie volte il film di Marco Bellocchio “Sbatti il mostro in prima pagina” – incentrato sulla tesi di come un influente giornale possa manipolare l'informazione pubblica e lo svolgimento delle vicende che descrive, ricevendo input dai poteri forti che lo controllano economicamente, per dirigere le folle verso certe opinioni - sino a sviluppare una sindrome maccartista. Come Erdogan in Turchia, adesso vuole limitare indirettamente la libertà di opinione, coltivando una stampa filogovernativa, se è vero che intende proibire alle aziende statali di fare pubblicità sulle testate i cui editori non siano ‘puri’ al 100%.

Ma se è stato proprio lui a sbattere il mostro Autostrade sulla prima pagina dei social network?

 

Angelo Scorza

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