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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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04/02/19 09:03

Deloitte e Comune spiegano ‘Why’ investire a Genova e in Liguria

Dai consulenti privati di management aziendale e dall’assessore municipale allo sviluppo economico due studi che illustrano le opportunità di business sotto la Lanterna e dintorni

Genova – Forse non è una mera coincidenza che, nella medesima settimana, siano stati presentati, da due fonti diverse e non in diretta connessione, due studi che ‘promuovono’ Genova e la Liguria sotto il profilo del business.

Più precisamente, progetti che esaltano i fattori di convenienza ad investire su un territorio che, pur essendo stato ultimamente martoriato da sciagure note a tutti, ha da sempre alcuni atout vincenti;  ‘assi nella manica’ che, specie in questa fase di transizione dalla distruzione (da quella del viadotto Morandi lo scorso agosto all’altra sul litorale dei porti turistici delle due riviere nell’autunno 2018), intende fare valere con grande forza.

E, neanche si fossero messi d’accordo, i due soggetti in questione, appartenenti rispettivamente alla sfera privata e pubblica, hanno entrambi deciso di intitolare con il medesimo incipit ‘Why…’ la rispettiva pubblicazione.

L’evento al Palazzo della Borsa con cui Deloitte ha presentato il terzo episodio del suo ampio progetto “Why Liguria – Il bello e il buono”, è stato senz’altro qualcosa di diverso dal ‘solito’ convegno di presentazione di un prodotto o servizio, con annessa tavola rotonda fra operatori di lignaggio e di ambiti diversi, ma tutti protesi a spiegare il ‘bello’ della regione conformata, come raccontano con autoironia gli stessi liguri, ben capaci di ridersi addosso, come un sorriso rovesciato.

Per la precisione, si tratta del terzo volume quale prodotto concreto di un’attività iniziata nel 2015, col primo studio sottointitolato “L’arte di essere imprenditori” (2016), ed il secondo “Le tradizioni per il futuro”, mentre l’ultimo prodotto ha come chiosa “Idee per il rilancio”.

Oltre al valore intrinseco del pregevole lavoro, e alla nota di apprezzabile umanità data dal contestuale annuncio da parte degli organizzatori di avere dato un contributo in beneficenza - dalla Fondazione Deloitte è arrivato alla Comunità di Sant’Egidio un aiuto per la nuova Scuola della Pace di Begato, che nascerà nel periferico e popolare quartiere genovese – un valore aggiunto non indifferente è stato apportato da una presenza certamente fuori dall’ordinario.

La ciliegina sulla torta – un frutto gustoso! visto che si parla dell’arcinoto fondatore di Eataly (tra le sue altre ‘imprese’), non ci si può esimere da un paragone culinario… - è stata l’autentico show di Oscar Farinetti, il quale in chiusura di una mattinata di lavori già di per sé intensa, ha catturato per oltre un’ora le attente orecchie di una vasta platea sciorinando uno dei suoi accattivanti ‘sermoni’, forse politicamente non sempre corretti ma contenutisticamente molto pregni ed efficaci.

Rispondendo alla chiamata dell’amico Eugenio Puddu – partner di Deloitte, da alcuni anni referente per Genova, essendo andato a sostituire il compianto Corrado Toscano, recentemente scomparso - il sagace imprenditore self made piemontese, che era diventato famoso al grande pubblico televisivo coniando lo slogan commerciale di un noto grande magazzino di elettronica poi immortalato sul piccolo schermo da Tonino Guerra, ha spiegato un proprio personale decalogo delle ‘things to do’ per essere un buon imprenditore.

I ‘Dieci Comandamenti’ di Farinetti sono stati illustrati uno ad uno dallo stesso Puddu leggendo brani estratti dall’ultimo volumetto redatto dal popolare imprenditore e poi ‘esplosi’ dal suo stesso ideatore con spiegazioni fuori dall’ovvio confezionati mediante saporiti aneddoti, alcuni dei quali hanno strappato applausi a scena aperta, indirizzato sia agli imprenditori che alla società, ai cittadini comuni.

“Questo ‘libretto’ l’ho chiamato ‘Quasi’ perché penso che, ricordandoci di essere imperfetti, possiamo essere felici; nel suo piccolo vuole essere la celebrazione della meraviglia dell’imperfezione umana” scrive l’autore nella prefazione della sua antologia di aforismi. “Sono pensieri che ho scritto per me e gli amici nel corso degli anni, e che non oso chiamare poesie, anche se già immagino quelli che penseranno: ecco quel parac…, già stato un quasi elettrodomesticaro e un quasi droghiere, che ora vuol fare il quasi poeta”

Ecco l’elenco sintetico dei 10 ‘must’ alla ‘Farinetti’s way’, le 10 mosse per dare scacco matto al business: saper gestire l’imperfezione; individuare le priorità e semplificare; pensare locale e agire globale (dunque il contrario di quanto normalmente sbandierato dai guru della comunicazione aziendale); saper narrare; spostare il valore del rispetto dal senso del dovere al senso del piacere; non mollare mai; restare giovani (e non essere egocentrici e autoreferenziali); copiare; sapere cambiare (prima degli altri); fiducia (in sé e negli altri), patriottismo (ma non sovranismo) e coraggio.

L’incontro, con un canovaccio ricco di testimonianze qualificate, precedute da una serie di inediti dati sulle potenzialità di sviluppo del territorio ligure, organizzato col patrocinio della Camera di Commercio di Genova e in collaborazione con Confindustria Genova e ALCE, era stato intitolato “Genova & Friends. Idee per il rilancio”.

Durante i lavori si è potuto apprendere, tra i diversi messaggi lanciati, alcune notazioni proficue, riscontrare che molti stanno affrontando sfide analoghe e che numerose sono le opportunità per chi sa osare, ascoltando le narrazioni esposte da testimonial quali: Gabriele Burgio (Gruppo Alpitour), Mario Gasbarrino (Unes), Stefano Messina (Gruppo Messina), Giovanni Mondini (Confindustria Genova), Roberto Moncalvo (Copa Cogeca), Mattia Noberasco (Noberasco), Neil Palomba (Costa Crociere), Cristina Santagata (Santagata 1907), Vittorio Doria Lamba (Alifood), Francesco Valdevies (Leonardo), Massimo Giacchetta (Camera di Commercio).

Anche nell’annus horribilis 2018 – hanno sottolineato i ricercatori di Deloitte - è emerso il forte spirito imprenditoriale ligure, temprato dalle disgrazie e ispirato ai valori della qualità, dell’affidabilità, dell’arte di saper fare, della ricerca di nuovi mercati, dello sviluppo sostenibile, del passaggio generazionale. Per la serie, dai rischi alle opportunità; eventi traumatici sovente possono innescare fattori di accelerazione dell’innovazione organizzativa e tecnologica.

Una delle parole d’ordine di questa fase virtuosa è la coesione del territorio.

“La Liguria è forte egli imprenditori hanno voglia di crescere; tuttavia manca ancora un pieno disegno di gruppo che peraltro sta emergendo lentamente, nella consapevolezza che sapere far squadra è ingrediente decisivo per cogliere obiettivi che città e regione meritano” spiega Puddu.

Si deve ricordare che il team di ricercatori della multinazionale di consulenza manageriale aveva dedicato risorse importanti al progetto ‘Why Liguria’ realizzando già nel marzo 2018 il primo Osservatorio Deloitte proteso a studiare il tessuto economico ligure attraverso l’analisi del trend economico di un congruo campione: 3.938 aziende esaminate nel periodo 2012-2016, 100.000 addetti, per un fatturato complessivo di 28 miliardi di euro e medio di 7,3 milioni di euro, Ebitda medio di 757.000 euro. Di queste quasi 4mila ben 2.563 (circa i due terzi) hanno registrato nel quinquennio un trend complessivamente positivo; dato che suona a indubbio merito della Liguria.

Le 50 aziende liguri ‘Best Performer’ sono quelle che hanno segnato una crescita del fatturato del 14%, un incremento dell’Ebitda del 33% e nel numero degli addetti del 25%, registrando le maggiori crescite per redditività (+109%), fatturato (+65%) e addetti (+82%).

Da questo studio risultava che le aziende ‘vincenti’ nel lustro sotto la lente erano quelle che avevano puntato su una strategia improntata alla realizzazione di progetti mirati all’innovazione di processo e prodotto (91%), alla valorizzazione del Made in Italy con attestazione di qualità e certificazione di processo (84%), allo sviluppo sistematico e all’attività di formazione del personale (68%); senza bisogno di sottolineare che le leader assolute erano state quelle capaci di applicare tutti e tre gli indirizzi strategici.

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Da sottolineare che Deloitte – resasi protagonista quale advisor della gestione della ‘due diligence’ sull’operazione di integrazione Eden-Alpitour attualmente in corso – ha da poco formalizzato a sua volta un’acquisizione forse piccola nell’entità finanziaria ma strategica proprio ai fini dell’analisi di dati, studi e ricerche di mercato. La società ha infatti rilevato una parte di ABO Data, società di Bogliasco (Genova) costituita nel 1979 e che vanta referenze importanti, così rafforzando le competenze in ambito ‘Internet of Things’.

 

Anche la  Camera di Commercio dà i numeri; più imprese a Genova e in Liguria nel 2018

Si chiude con un saldo lievemente positivo il 2018 delle imprese a Genova e in Liguria.

I dati relativi alle società iscritte al registro della Camera di Commercio mostrano un saldo positivo di 34 imprese in provincia di Genova, 173 nel comune capoluogo e 421 in regione; numeri in linea con quelli nazionali diffusi da Unioncamere, che mostrano un saldo positivo di 31.615 imprese.

Angelo Scorza

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