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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/09/18 16:58

Decreto Genova: era già tutto previsto?

Toti (Regione) sbotta sulla mancanza di feed-back dal Governo: “Liguria umiliata”. Ma allora è giunto il momento di rompere gli indugi: in marcia su Roma

Che l’ineffabile tandem Di Maio-Toninelli avrebbe biecamente sfruttato la tragedia di Genova quale trampolino per rilanciare le proprie invereconde velleità politiche nonché per alimentare le lampanti e spudorate libidini giustizialiste da moderni sans-culotte a 5 stelle, lo si era capito fin dai giorni roventi di Ferragosto, dopo i primi sopralluoghi governativi sul teatro della sciagura in Valpolcevera, all’indomani di quel terribile 14 agosto che resterà indelebile nella nostra memoria.

La prova provata di quanto affermiamo è l’atteso (ma altrettanto temuto, dai più accorti e smaliziati osservatori) Decreto Genova; secondo le prime indiscrezioni, purtroppo sembra che siamo stati facili profeti – anche se non ci tenevamo affatto ad azzeccare il pronostico… - nel nostro ultimo editoriale, affermando che vi sarebbero molte zone grigie, occasioni sprecate per decidere soluzioni pronte a partire e definitive.

Come rileva, nella sua anticipazione ‘di seconda mano’ (si veda il box qua sotto) il Governatore Toti - offeso e infuriato nella circostanza - da questo provvedimento, vitale per la ripresa post-Morandi, Genova e la Liguria parrebbero uscire dunque quasi buggerate, si potrebbe osare dire con un palmo di naso, rispetto a certe istanze più che legittime: Di Maio e Toninelli - a questo punto possiamo affermare con la insospettabile complicità di Salvini e Rixi (troppo passivi nella vicenda) - hanno preso per i fondelli, è la sostanza del Toti-pensiero, quanto meno nella forma, come da rivendicazioni telefoniche del Governatore ligure al premier Conte nell’imminenza della delibera.

Se le previsioni e anticipazioni rilevate dalle fughe di notizie dei soliti bene informati saranno veritiere, non occorrerà fare l’analisi logica del testo legislativo, esaminare rigo per rigo la misura, perché è il senso generale che risulterà inequivocabile: a Roma di Genova non ne frega quasi nulla!

Invece la miopia dell’attuale Governo – fatti e dati alla mano - pare scandalosa e pericolosissima.

A Palazzo Chigi e dintorni non capiscono proprio – eppure è stato spiegato loro in tutte le maniere – che, affondando il primo porto d’Italia e del Mediterraneo, azzoppano l’intero Nord-Ovest e quindi, nella misura in cui questo è il vero locomotore logistico d’Italia, in realtà affossano l’intero Paese.

A questo punto, se lo scenario tratteggiato dal Decreto Genova sarà davvero così deludente, la misura è colma, ed è giunta l’ora di farsi rispettare.

Dopo essercene stati pazienti e buoni per un mese intero, adesso abbiamo l’occasione della vita: scendere in piazza, farci sentire forte con le nostre ragioni gridate a tutti polmoni in modo che la eco di esse arrivi dritto al centro del Paese; e se non sarà sufficiente, che si pensi a proclamare una ‘pacifica’ (ma non certa una scampagnata a visitare i monumenti…)  marcia su Roma di tutta la Liguria!

Il Sindaco Bucci ha proclamato giorno della memoria il 14 settembre, ad un mese esatto dalla strage del famigerato viadotto, l’occasione per commemorare i morti e per riflettere tutti insieme sulla voglia matta di ripresa della città, sotto lo slogan ‘Genova nel cuore’.

Quale migliore opportunità?

Cominciamo da qui!

 

Angelo Scorza

 

 

Il duro comunicato del Governatore ligure nella trepida attesa della delibera governativa

 

“Leggo tramite le agenzie di stampa i contenuti di un supposto Decreto Genova”. Sono certo che si tratti di una fantasia giornalistica, così come la notizia che domani verrà approvato tale decreto.  Ritengo infatti impossibile che il Presidente Conte, che venerdì ha accettato l’invito a onorare con noi le vittime del ponte, intenda portare in Consiglio dei Ministri un testo mai neppure letto, non dico discusso e concordato, con le istituzioni locali, Comune e Regione, che ormai da un mese si sono fatte carico con sforzi e mezzi propri della emergenza”.

Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta le notizie uscite sul possibile testo del decreto Genova in approvazione.

“Non è infatti immaginabile che, a 24 ore dal presunto Cdm, le istituzioni locali conoscano via agenzia il testo che certamente non può corrispondere alla realtà: nessun uomo delle istituzioni potrebbe immaginare norme così lesive delle prerogative regionali, senza alcuna intesa o concerto nelle scelte, ma lesive anche della normale collaborazione istituzionale prevista nella nostra costituzione. E in aggiunta tanto vaghe da non proporre reali soluzioni ai problemi, primo tra tutti la ricostruzione del ponte. Sono certo che il Governo vorrà aprire nelle prossime ore, passata la giornata di ricordo e dolore di venerdì prossimo, un serio e serrato confronto con le istituzioni della città e con quelle della Regione al fine di concordare tutto quanto occorre davvero a Genova, ai suoi cittadini e alle sue imprese”.

Toti considera le notizia prive di ogni fondamento: “Un Governo che ha nella sua maggioranza la Lega, partito autenticamente autonomista e impegnato con noi in un percorso di ancora maggiore autonomia per le Regioni, proprio sui temi oggetti del decreto non potrebbe fare propri contenuti tanto lesivi, oserei dire umilianti, per le prerogative delle istituzioni Regionali. Specie di quella Regione, la Liguria, che sta affrontando con dolore un momento tanto difficile. Restiamo dunque in fiduciosa attesa di un sereno confronto con il Governo”.

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