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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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09/05/19 14:40

Danesi (VTE) strizza l’occhio alle ferrovie straniere

Gentile (RFI) promette nodo di Genova e quadruplicamento della linea Voghera-Milano entro cinque anni

Il porto di Genova dal 2023 sarà concretamente in grado di aggredire i mercati contendibile del Centro Europa e il suo principale terminal container, vale a dire il Voltri Terminal Europa di Prà, strizza già l’occhio alle imprese ferroviarie straniere (con cui peraltro ha iniziato a collaborare già dallo scorso autunno).

In occasione di un’intervista andata in onda sull’emittente locale Primocanale l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile, ha affermato che “il nodo ferroviario di Genova e il Terzo Valico saranno accorpati e pronti per l’inizio del 2023”. Inoltre ha spiegato che questo accorpamento di due appalti  “non comporterà alcun aumento di costi”.

Fra i temi dell’intervista c’è stato anche la realizzazione del quadruplicamento ferroviario tra Genova e Milano e a questo proposito Gentile ha precisato che l’opera “è divisa in tre blocchi diversi. Il primo è la Rogoredo – Pavia dove siamo alla progettazione definitiva, questo tratto ha un costo di 900 milioni di euro e una fine lavori prevista nel 2024. Il secondo blocco è il Tortona - Voghera, dove siamo in fase avanzata di progettazione e un valore di 600 milioni di euro; dovrebbe finire nel 2025”. Stesse tempistiche del Terzo Valico (2023) per il completamento anche del nodo di Tortona e i lavori alla rete ferroviaria al Campasso.

In platea ad ascoltare le parole del numero uno di RFI c’era anche Alessandro Pitto, presidente dell’associazione degli spedizionieri genovesi (Spediporto), che ha cercato di guardare il bicchiere mezzo pieno evidenziano come le quote di trasporto intermodale dello scalo (15-20%) siano in linea con gli altri maggiori porti europei.

Chi si frega già le mani guardando al futuro è invece Gilberto Danesi, amministratore delegato di PSA Italia, il gruppo che controlla il Voltri Terminal Europa di Genova Prà, perché tra fine 2019 e inizio 2020 vedrà completato il raddoppio del binario d’accesso alle banchine del proprio terminal ma, soprattutto, perché i lavori infrastrutturali alla rete destinati a essere realizzati nei prossimi anni apriranno nuove importanti opportunità di mercato. 

“Sono felice perché dalle parole di Gentile (RFI) la data del 2023 per il completamento del nodo ferroviario di Genova è una data vicina e questo avrà un impatto interessante sul nostro terminal e sulla portualità genovese e italiana. Apre la strada anche ad altri investimenti che noi potremmo fare” ha spiegato Danesi.  

Sempre nel 2023 dovrebbe prendere forma anche il nuovo fascio di binari da 750 metri di lunghezza alla stazione Voltri Mare che richiederà anche l’abbattimento dell’attuale viadotto che collega l’autostrada al terminal di Prà. “Ci sarà prima la costruzione del nuovo viadotto e poi l’abbattimento del vecchio, perché dovranno essere rimossi i piloni dove saranno realizzati i binari” ha aggiunto il numero uno di PSA. “Avere treni da 750 metri significa che il costo per TEU trasportato crolla, poi questi convogli sono a standard europei e dunque da Prà potranno arrivare direttamente a destinazione in Europa. Senza dover essere rilanciati da altri interporti”.

E propri qui sta, secondo Danesi,  il fattore chiave che renderà maggiormente competitivi i collegamenti via treno dalle banchine di Prà direttamente al Centro Europa e viceversa: “Nel 2023 i 7 binari da 750 metri ci permetteranno di fare treni che arriveranno direttamente a destino, partendo da Prà e raggiungeranno Svizzera, Austria e Germania. Questo potrebbe portare a un’area di cattura dei contenitori ben più ampia di quella che abbiamo oggi”. Non solo: “Il vantaggio, poi, potrebbe essere che operatori ferroviari stranieri vengono a prendere e a portare i contenitori. Non solo gli operatori nostrani, ma anche altri player dall’estero. Perché tutto il mercato si apre e diventa facilmente raggiungibile. Allora veramente il transit time della merce diventa significativo se tutto funziona. Se insieme all’infrastruttura, l’hardware, anche il software funziona bene, quindi mi riferisco ai controlli doganali che dovranno essere veloci e rapidi come su (in Nord Europa, ndr)”.

L’ultima stoccata il numero uno di PSA in Italia la rserva ai lavoratori: “Noi come PSA abbiamo il terminal ad Anversa, in Belgio, e vediamo che tutto gira velocemente, la gente lavora 24 ore. Qui bisogna che noi italiani iniziamo a lavorare. Sù  guadagnano di più ma lavorano. Qui qualche problema con il lavoro lo abbiamo".

Nicola Capuzzo 

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