APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
24/10/19 14:23

Dalla mareggiata allo tsunami il passo può essere breve

Anche nella salvaguardia dai fenomeni sismici marini si può fare della prevenzione per mettere in sicurezza cose e persone, rivela il pamphlet di Sonia Topazio, giornalista dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), “I signori dei terremoti”

Si è parlato di recente del fenomeno della mareggiate, con specifica proiezioni ai fatti occorsi in Liguria il 29 ottobre 2018, nel corso di un convegno organizzato da AIPAM, l’associazione dei periti marittimi, dove si è indagato di cause, conseguenze e logicamente anche di prevenzione.

Proprio a ridosso di quell’evento scientifico, e nell’imminente ‘anniversario’ di quel tragico evento che ha flagellato la nostra regione arrecando gravissimi danni a natanti, infrastrutture portuali e manufatti, è giunta alla nostra redazione la segnalazione di un volume, di fresca pubblicazione, che ha delle attinenze con i contenuti illustrati nell’occasione.

E anche se un maremoto è solo parente di una mareggiata, essendo certamente inquadrabile nella casistica dei terremoti, come correttamente colloca l’autrice del pamphlet - Sonia Topazio, giornalista e tecnologa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) - intitolato: “I signori dei terremoti” (Editore Doppiavoce), alcune considerazioni danno certamente spunti di riflessione.

Secondo i dati raccolti dalla Protezione Civile, sulle coste italiane, negli ultimi mille anni, sono state documentate varie decine di maremoti, solo alcuni dei quali distruttivi. Le aree costiere più colpite sono state quelle della Sicilia orientale, della Calabria, della Puglia e dell’arcipelago delle Eolie; ma maremoti di modesta entità si sono verificati anche lungo le coste liguri, tirreniche e adriatiche.

I maremoti sono classificati in base alla loro intensità su una scala che va da 2 (bassa intensità) a 6 (massima intensità). Ad ogni maremoto è attribuito un valore di probabilità in una scala da 0 = evento molto improbabile , a 4 = evento certo, che indica il grado di attendibilità dell'evento stesso.

I maremoti, chiamati anche tsunami da un vocabolo di origine giapponese, possono essere provocati da forti terremoti in mare o lungo le coste, oppure da grosse frane sottomarine.

L'evento di maremoto più disastroso è stato quello del 28 dicembre 1908: a seguito del terremoto nello Stretto di Messina, le coste della Sicilia orientale e della Calabria furono devastate da onde distruttive che provocarono migliaia di vittime. La massima quota raggiunta dall’acqua rispetto al livello del mare, misurata sulla costa calabrese è stata di 13 metri.

Degni di nota sono anche i maremoti del 1627 in Puglia, del 1783 nella Calabria meridionale e del 1693 in Sicilia orientale. Il primo maremoto di questo secolo è accaduto a Stromboli, nelle Isole Eolie, il 30 dicembre 2002 ed ha causato gravi danni alle strutture balneari e alle abitazioni lungo le coste dell’isola.

Oggi, fra i fattori di rischio più temibili, ci sono i vulcani sottomarini del Tirreno (per esempio Marsili) i quali sono potenziali generatori di maremoti distruttivi, tuttavia con periodi di ricorrenza molto lunghi, dell’ordine del migliaio di anni.

Di tutti questi rischi parla il volume redatto dalla ex capo ufficio stampa dell'INGV in un mix di racconti brevi, interviste, documenti storici e articoli di giornali.

L’autrice – personalità eclettica, che ha trascorsi di rilievo nell’atletica agonistica, nel teatro d’autore, nel cinema popolare osè, come modella e conduttrice radio-televisiva - ricostruisce la tormentata storia della normativa sismica italiana, caratterizzata da un’affannosa rincorsa verso la prevenzione, col risultato di ottenere una “valida e rinfrescante lettura”, come commenta nella presentazione il professor Edoardo Boncinelli.

“Le persone dovrebbero prendere coscienza che è necessario mettersi in sicurezza. Ognuno di noi dovrebbe sapere quali sono i muri portanti della propria casa, in quale epoca è stata costruita, quali normative erano in vigore… e bisogna saperlo in momento di pace, senza aspettare la prossima emergenza” scrive Topazio, di origine lucana, che si è fatta un bel regalo per festeggiare i suoi freschi 50 anni, splendidamente portati, la quale in una recente intervista ha spiegato: “Purtroppo nel nostro Bel Paese, senza morti da terremoto, non si mette mano alle norme antisismiche. È come se in Italia le catastrofi avessero la memoria corta, per chi siede in Parlamento… Inoltre esiste un serio problema di comunicazione, che non si risolve, se non tra due generazioni, ma solo se si interviene nelle scuole, sin dalle elementari”.

Il libro è dedicato al professor Enzo Boschi, geofisico scomparso nel 2018 a 76 anni, famoso in Italia per essere appellato “lo scienziato dei terremoti”, di cui si ricorda l’equazione che porta il suo nome e che riguarda la distribuzione della temperatura all’interno del nucleo terrestre.

 

Angelo Scorza

Stampa