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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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07/06/18 18:37

Concessioni portuali, più “facile” il regolamento ministeriale

Nella genesi del recente provvedimento di ART non è mancato un puntuto confronto col MIT, ma per il garante il chiarimento sulle rispettive prerogative aiuterà Porta Pia

Il provvedimento appena pubblicato dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti relativo all’ “accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture portuali” non sostituirà il regolamento ministeriale in materia atteso da 24 anni, ma ne faciliterà l’adozione.

È quanto spiega un portavoce del garante a valle della procedura che, iniziata nel marzo 2017, ha comportato mesi di polemiche anche molto aspre nel settore, culminate a fine gennaio con una dura presa di posizione dell’allora Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, che, presumibilmente non indifferente ad una campagna elettorale già in corso, dava seguito agli allarmismi espressi dalla maggior parte degli stakeholder portuali per una supposta invasione di campo da parte di ART.

Uno scambio acceso, di cui la documentazione ora pubblicata da ART sul percorso del provvedimento (comprensiva degli endorsement dei ‘colleghi’ di ANAC e Antitrust) dà compiutamente conto, riportando testualmente la perentoria risposta allora fornita al MIT (che, parrebbe, la incassò senza replicare): “Se fosse condivisibile l’assunto secondo cui il perimetro della regolazione economica dell’Autorità coincide esclusivamente, come asserito, con gli ambiti del settore dei trasporti ‘che ancora ne necessitino nella prospettiva della [sua] liberalizzazione’, l’Autorità stessa non potrebbe esercitare competenza in nessun segmento o mercato liberalizzato e concorrenziale quali, ad esempio, quelli dell’accesso alle infrastrutture ferroviarie e dei servizi dell’Alta velocita o degli aeroporti, in evidente contrasto con le norme istitutive e con le indicazioni della Corte costituzionale”.

Non solo, perché in un altro passaggio ART richiama esplicitamente gli effetti dell’ultradecennale ritardo nell’emanazione del regolamento previsto dall’art.18 della legge 84/94: “A causa del mancato decreto attuativo ministeriale, la regolazione delle concessioni ex art. 18 della legge 84/1994 nella prassi è di fatto stabilita a livello locale dalle Autorità Portuali (oggi AdSP), e ciò, in taluni casi, ha determinato l’insorgere di contenziosi”.

Lungi dalle intenzioni del garante, però, quella di tamponare le carenze ministeriali. Un’affermazione non solo di prammatica, ma, a leggere le previsioni del provvedimento, anche di sostanza. L’84/94, infatti, prevedeva (e prevede) che il decreto ministeriale sulle concessioni stabilisca “idonee forme di pubblicità” per il loro affidamento, nonché “la durata della concessione, i poteri di vigilanza e controllo delle Autorità concedenti, le modalità di rinnovo della concessione ovvero di cessione degli impianti a nuovo concessionario; i limiti minimi dei canoni che i concessionari sono tenuti a versare”.

Ed in effetti nulla di tutto ciò è oggetto del provvedimento di ART. O, meglio, lo è, ma in una sorta di fissazione di principi generali, chiarimenti e requisiti minimi (non dissimile, anche se molto più articolata di quanto provò a fare proprio il MIT mesi fa) che, a dire del garante, non potranno che facilitare l’adozione dell’atteso regolamento. Vedremo se il neoministro Danilo Toninelli sarà dello stesso avviso.

Andrea Moizo

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