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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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14/09/18 17:46

Civitavecchia snobba le rinfuse per fare spazio ai ro-ro (di Grimaldi?)

Respinta l’istanza di CMT (Intergroup e Bellettieri): l’AdSP cambierà destinazione d’uso alla banchina 26 anche se non risultano domande in tal senso

Il progetto presentato a luglio dal neonato consorzio Civitavecchia Multipurpose Terminal è abortito prima ancora della gestazione.

Ieri, infatti, l’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia ha reso noto che il Comitato di Gestione ha dato mandato agli uffici dell’ente di avviare “l’elaborazione del progetto di Adeguamento Tecnico Funzionale al PRP per quanto riguarda la banchina 26”. Il presidente Francesco di Majo ha spiegato che, “in virtù della crescita del traffico ro-ro e car carrier, riteniamo che la banchina debba essere destinata a tale traffico piuttosto che alle rinfuse solide, in particolare granaglie, settore merceologico non più presente nello scalo ormai dal 2012, consentendo peraltro così un passaggio più graduale dell’area commerciale a quella traghetti passeggeri”.

Evidentemente l’istanza relativa alla banchina 26 presentata dalla joint venture formata da Intergroup e Bellettieri, che, stando alle dichiarazioni estive, prevedeva, per rilanciare i traffici rinfusieri dello scalo, “parecchie decine di milioni di euro per l’infrastrutturazione dell’area” e “decine di assunzioni”, non ha fatto breccia nell’AdSP. Il segretario generale, Roberta Macii, spiegò infatti, poco dopo la presentazione di CMT, che l’istanza non era “stata oggetto di valutazione da parte degli uffici preposti sotto il profilo dell'ammissibilità della stessa” e quindi non era stata pubblicata. Non essendolo ancora, è lecito dedurre che non sia stata ritenuta nemmeno ammissibile, anche se non se ne conoscono le ragioni.

Fatto sta che due mesi dopo l’AdSP ha deciso di cambiare la destinazione d’uso della banchina, anche se non risultano pubblicate istanze di operatori interessati ai traffici ro-ro menzionati né hanno trovato riscontro i rumor di simili ambizioni da parte del Gruppo Grimaldi e di CIN Tirrenia. Se per la compagnia del gruppo Onorato l’indiscrezione è ascrivibile alla storica presenza nello scalo laziale, nel caso del gruppo partenopeo gli indizi sono tuttavia maggiori.

A nord della banchina 26, ultimo lembo settentrionale dello scalo nella sua attuale forma, è prevista la realizzazione della nuova Darsena Traghetti. Sul progetto, destinato allo sviluppo delle autostrade del mare, da anni fulcro della pianificazione dell’ente e finito anche al centro di complesse vicende giudiziarie, di Majo ha riferito che “proprio due giorni fa, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sono state collaudate definitivamente le importanti opere marittime realizzate nella parte nord dello scalo per un valore di circa 200 milioni di euro”.

Non solo, perché “da marzo 2019, saremo in grado di avviare i lavori per la realizzazione di un nuovo ulteriore pennello, parallelo alla banchina 28 (ancora da realizzare, nda), per il quale abbiamo ottenuto il contributo di 2,2 milioni, a fondo perduto, da parte della Commissione Europea”, nell’ambito di una proposta che coinvolge il porto di Barcellona e i collegamenti con Civitavecchia. Effettuati appunto da Grimaldi, che così disporrebbe di aree attigue per i suoi diversi traffici (ro-pax e car carrier).

In attesa che i diretti interessati forniscano dettagli sulla questione, compresa l’AdSP che non ha risposto in merito alla presentazione di ulteriori istanze sulla banchina 26, l’ente ha inoltre reso noto che il medesimo Comitato è intervenuto anche sui regolamenti relativi al rilascio delle concessioni e alla determinazione dei canoni, individuando, sostanzialmente, “i parametri di cui tenere conto ai fini del rilascio della concessione” in caso di domande concorrenti. Quanto a Gaeta, infine, è stato “illustrato un piano di riordino della circoscrizione demaniale per consentire il completamento del Piano Regolatore Portuale e l'attuazione del cosiddetto Piano Frattasi”.

Andrea Moizo

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