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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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04/12/18 13:22

Cinque giorni di fermo a Genova per l’autotrasporto

Il blocco è in programma dall’11 al 15 dicembre

Dall'11 al 15 dicembre i tir non faranno servizio da e per il porto di Genova.

"Pur apprezzando il lavoro svolto per la definizione dell'accordo di programma che deve regolare le attese dell'autotrasporto ai terminal e i conseguenti indennizzi, non essendosi verificate le condizioni per la firma le associazioni hanno deciso di dichiarare il fermo dei servizi" hanno annunciato Cna, Confartigianato, Fai, Fiap e Trasportounito al termine di un incontro presso l’Autorità di Sistema Portuale, che non ha portato a un’intesa, chiedendo l'intervento del ministero dei Trasporti.

Gli autotrasportatori sono in agitazione dal 22 novembre per protestare contro i tempi di attesa sempre più lunghi per le operazioni di carico e scarico nello scalo, che secondo le loro valutazioni nel 2018 sono costati 25 milioni.

Per scongiurare il blocco, particolarmente pesante dopo il crollo di ponte Morandi e in vista del Natale, il presidente dell’AdSP Paolo Emilio Signorini ha convocato un altro incontro per il 6 dicembre.

Nella nota diffusa lo scorso 22 novembre, in cui le stesse sigle proclamavano lo stato di agitazione, Cna, Confartigianato, Fai, Fiap e Trasportounito puntavano il dito contro l’incapacità dei terminal container di servire adeguatamente l’autotrasporto, ma anche contro “l’errata organizzazione della viabilità portuale”, la “mancanza di aree di sosta e da criticità irrisolte legate al processo documentale”, concludendo che le trattative protrattesi per un anno al tavolo dell’Autorità di Sistema non avevano “prodotto risultati”. Tra i fattori sfavorevoli, le associazioni citavano inoltre l’aumento dei costi del gasolio e l’incapacità di ottenere da spedizionieri e compagnie marittime tariffe di servizio adeguate, e chiedevano all’Autorità di Sistema Portuale di intervenire, in particolare completando il sistema di tracciamento e certificazione delle attese in porto e impegnandosi a indennizzare le imprese di autotrasporto in caso di stop che si dovessero prolungare oltre certe soglie.  

Nei giorni scorsi un invito alla “calma ed alla ragionevolezza” era arrivato da Confetra. Pur riconoscendo che i problemi denunciati dagli autotrasportatori, già “risalenti nel tempo”, fossero stati “amplificati a seguito del crollo del Ponte Morandi”, la confederazione esprimeva per voce del suo presidente Nereo Marcucci la preoccupazione dei suoi operatori - spedizionieri, agenti, terminalisti – per la vertenza poiché le richieste della sua controparte andavano “oltre le capacità organizzative di uno scalo messo a durissima prova dal Post Morandi”.

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