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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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08/05/19 16:48

CCNL porti, sarà sciopero

Proclamazione unitaria del sindacato per la rottura delle trattative di rinnovo, anche Governo e AdSP nel mirino. Intanto la sinistra di banchina, a porte chiuse, si mette in cerca di rappresentanza parlamentare. A Genova stato d’agitazione per l’autoproduzione di GNV

Le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato per il 23 maggio 24 ore di sciopero dei dipendenti di imprese e compagnie portuali e società terminalistiche (art. 16, 17 e 18) e dei dipendenti delle Autorità di Sistema Portuale.

Al centro delle rivendicazioni lo stallo in cui poco meno di un mese fa è finita la trattativa di rinnovo del CCNL di categoria, a causa – si apprende da una nota delle tre sigle – “delle rilevanti indisponibilità datoriali su temi quali la difesa del fattore lavoro e le sue peculiarità”. Un’indisponibilità che per il sindacato – accusa rigettata perentoriamente da controparte, secondo cui il disaccordo è squisitamente di natura tecnico-economica – scaturisce dal “mutamento genetico in atto” in seno agli assetti societari di terminalisti e imprese portuali attraverso l’ampia partecipazione delle compagnie di navigazione e di fondi finanziari: “Una strategia che ci appare chiara, rivolta a ricavare tagli di costi lungo le filiere di trasporto a spese dei lavoratori dei porti e delle condizioni di lavoro e di sicurezza”.

Il cerchio si chiude, secondo il sindacato, col “silenzio assenso del Governo e del Ministero competente, che, oltre ad eludere ogni richiesta di confronto delle OO.SS., sembra perseguire obiettivi disarticolati e dettati più da una strategia rivolta a destrutturare il sistema di regole in essere”. Sotto accusa – chiaro il riferimento al tema autoproduzione – anche la “gestione contraria alla logica di sistema Paese, quindi contraria a perseguire l’interesse generale, adottata da molti Presidenti di AdSP, ancora riluttanti a svolgere il loro ruolo di garanti del funzionamento”.

Intanto, in attesa che la trattativa contrattuale riprenda, alcuni dei suoi protagonisti si incontreranno in via privata e personale fra una settimana a Roma presso la sede della Filt Cgil. Alla riunione saranno invitati “le forze politiche che rappresentano la sinistra e i loro parlamentari per avviare un dialogo, un confronto e una reciproca assunzione di responsabilità”.

L’iniziativa porta la firma di una trentina di storici uomini della sinistra, membri presenti o passati di istituzioni, sindacati o associazioni di categoria (da Franco Mariani, attuale segretario di Assoporti, a Luca Grilli, presidente Ancip, dagli ex parlamentari Mario Tullo, Eugenio Duca e Francesco Nerli a Maurizio Colombai, responsabile porti Filt Cgil, e Claudio Tarlazzi, segretario generale Uiltrasporti. Qui la lista completa).

L’intento è quello di “contribuire al rilancio di una azione politica che guardi alla sinistra, alla sua ricomposizione anche nel mondo marittimo-portuale, avviare un cammino di confronto e di iniziativa che stimoli le forze della sinistra a riassumere un ruolo di governo dei processi in atto nella portualità e nella logistica”.

Fulcro del breve indirizzo programmatico che fa da invito all’incontro i “mutamenti, sia dal punto di vista degli assetti proprietari dei terminal portuali che quelli derivanti dal gigantismo navale e di sempre maggiore automazione nella portualità e nella logistica. Mutamenti non governati che generano il rischio, ormai concreto, di consegnare la portualità e la logistica a oligopoli, un rischio stigmatizzato anche dall’OCSE (...). L’attuale governo non ha cultura e visione dei processi in atto. In particolare il Ministero competente non riesce a svolgere nessun ruolo di governo e di iniziativa; anzi intende limitarsi a mettere in discussione il ruolo di Enti pubblici non economici delle Autorità di Sistema Portuale”.

Proprio in ragione del delicato momento della trattativa sul CCNL dall’elenco dei firmatari ha ritirato la propria firma Luca Becce, presidente di Assiterminal: “L’iniziativa che sono stato invitato a sostenere (e che peraltro avrebbe dovuto restare riservata) non ha nulla a che fare col contratto ed è perfettamente compatibile con le posizioni che nella relativa trattativa sostengo per parte datoriale. Nondimeno, data la forte componente sindacale nell’elenco dei firmatari (che non conoscevo quando vi ho apposto il mio nome), ho preferito chiamarmi fuori per evitare strumentalizzazioni”.

A Genova stato d’agitazione per l’autoproduzione di GNV

Mentre le segreterie nazionali indicevano lo sciopero dei lavoratori portuali, a Genova quelle locali hanno proclamato lo stato d’agitazione del personale di GNV.

Al centro delle rivendicazioni sindacali – si evince dalla nota diffusa da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti – l’utilizzo da parte della compagnia di personale di bordo per funzioni normalmente appannaggio di quello di terra eventualmente integrato dal fornitore di manodopera temporanea. Queste infatti le cause dell’agitazione: “L’insufficienza del numerico del personale di bordo, con conseguente obbligo a straordinario non retribuito ed a svolgere mansioni non consone alla qualifica; i nostri ripetuti reclami in merito all’uso non previsto dal CIA (contratto integrativo aziendale) di autobus di linea per lo spostamento del personale marittimo, dalla compagnia disattesi; i ripetuti tentativi di svolgere sui bordi pratiche operative non autorizzate; l’insufficienza del personale operante in biglietteria ed i problemi organizzativi derivanti; le condizioni di lavoro (turni, inquadramento, mansioni etc.), in cui è costretto ad operare il personale portuale”.

 

Andrea Moizo

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