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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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10/09/19 11:11

Cagliari si prepara a mettere a gara il terminal container

La port authority ha ufficializzato l’atto di revoca della concessione a CICT votato dal comitato di gestione

“Il Porto Canale di Cagliari ritorna sul mercato per il rilancio del transhipment in Sardegna”.

Con questa frase si apre la nota della port authority sarda che annuncia la revoca della concessione approvata da locale comitato di gestione nei confronti di Cagliari International Container Terminal che dal 1997 occupava le banchine del porto canale. La revoca, chiesta per il mancato rispetto degli impegni assunti nel programma operativo di CICT, era già all’ordine del giorno del comitato di gestione del 1 luglio scorso ma era stata poi rinviata su richiesta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nell’ultimo tentativo di accordo con la società.

Alla deliberazione del comitato di gestione seguirà, nei prossimi giorni, un decreto che, nel rendere efficace sia la revoca della licenza che la decadenza, indicherà i termini per il ripristino e la riconsegna del bene. Contestualmente i 400 mila metri quadri di piazzali, per un totale di 900 mila di aree portuali disponibili, gli oltre 1.500 metri di banchine con fondali di 16 metri, per un potenziale di movimentazione contenitori pari a 1,3 milioni di TEU/anno, ritorneranno sul mercato, insieme ai servizi, alle facility e alle professionalità operative.

Al fine di trovare un nuovo concessionario l’AdSP del Mare di Sardegna procederà con una “sollecitazione di mercato” a livello internazionale per l’individuazione di un nuovo soggetto che, con la riattivazione dei traffici, possa riproiettare il porto canale alla naturale funzione di hub mediterraneo.

Quattro i punti chiave propedeutici al bando pubblico. Uno, prettamente tecnico, sulla valorizzazione dell’offerta infrastrutturale presente. Un secondo, strategico, che racchiuderà le condizioni di favore del ‘pacchetto’ complessivo di insediamento: attuazione della Zona Economica Speciale (per la quale manca la firma di apposito Decreto ministeriale) e perimetrazione dell’area di 6 ettari da destinare a Zona franca doganale interclusa (già avviata a luglio dal Cacip).

Un altro, di carattere burocratico, che comporta il superamento dei vincoli paesaggistici sui quali è stata avviata una nuova interlocuzione a seguito del parere contrario espresso dal Mibact alla riedizione dell’autorizzazione paesaggistica del porto canale e relative opere di mitigazione e compensazione approvata dalla Conferenza di servizi del 27 maggio.

Ultimo punto chiave, infine, la riattivazione, da parte della Regione Sardegna, del Contratto di localizzazione che consentirebbe al futuro concessionario di usufruire di finanziamenti a fondo perduto a copertura di parte dell’insediamento. 

Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna, ha affermato: “La revoca non sarà fine a se stessa, ma già da oggi ci attiveremo con l’obiettivo preciso di risollevare le sorti del traffico container nell’isola. Continueremo a ricercare nuovi soggetti pronti a scommettere su un terminal e su un mercato che hanno ancora molto da offrire, certi del pieno appoggio a livello ministeriale e regionale, soprattutto per superare lo stallo burocratico imposto da vincoli che tengono a freno investimenti per oltre 90 milioni di euro. È una partita importante, per l’economia e l’occupazione, di fronte alla quale dobbiamo andare avanti spediti e, sono certo, in totale sinergia propositiva con tutti i soggetti coinvolti”.

Fra i nomi che circolano come potenziali soggetti interessati a insediarsi nel terminal portuale, tanto più se verrà spezzettato in porzioni più piccole, potrebbero esserci MSC, che da poco ha attivato una linea feeder per il trasporto di container, Grimaldi o Moby per traffici di carchi rotabili. Difficile che terminalisti puri, come era Contship e come sono Yildirim o DP World solo per citarne alcuni, possano essere interessati a un terminal di rilevanza locale (regionale). Da capire, poi, se capitali cinesi possano essere interessati a investire sul porto.

N.C.

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