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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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20/11/19 17:27

“Cagliari, no ad armatori travestiti da terminalisti”

Al tavolo ministeriale sulla crisi del CICT la Regione preannuncia l’imminente avvio della call internazionale, mentre la Filt Cgil si dice contraria allo ‘spezzatino’

Stando alla nota stampa ufficiale diramata dal Ministero dello Sviluppo Economico, i passi avanti, relativamente alla crisi del CICT, il terminal container di Cagliari, per tutti i dipendenti del quale il concessionario Contship ha chiesto due mesi fa un anno di cassa integrazione sancendo il suo addio alla struttura, non sembrano esser stati sostanziali.

La scelta di chiedere la cassa, riepilogava infatti la nota del MISE ad esito del tavolo riunitosi ieri, “ha consentito di avviare una verifica sulla presenza di possibili investitori interessati a rilanciare lo scalo portuale di Cagliari. A tal proposito, l’Autorità portuale ha comunicato che tale ricerca sarà estesa a soggetti internazionali. Al termine dell’incontro, le parti presenti al tavolo hanno confermato il loro impegno nella ricerca di una soluzione condivisa e si sono confrontati sulla necessità di inserire il Porto di Cagliari tra le Zone economiche speciali”.

Dal canto suo l’assessore regionale al Lavoro Alessandra Zedda riferiva di aver avuto rassicurazioni dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Massimo Deiana riguardo l’imminente pubblicazione, “dalla settimana prossima” della ‘call’ internazionale per la ricerca di nuovi concessionari, mentre il vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial si dichiarava convinto che “il lavoro congiunto di questo tavolo possa essere d’aiuto per l’attrazione degli investimenti e la ricerca di un nuovo investitore”.

Nel frattempo, come raccontato da Ship2Shore, alla Commissione Bilancio del Senato, dove si sta esaminando la Finanziaria, è stato depositato un emendamento che potrebbe aiutare in tal senso, dato che, qualora divenisse legge, lo Stato si farebbe carico dell’intera contribuzione previdenziale dei dipendenti assunti da nuovi eventuali terminalisti. Una previsione suggerita da Assarmatori, associazione saldamente legata al gruppo MSC. Che ne beneficerebbe senz’altro a Gioia Tauro (la norma interessa gli scali dove il traffico di container in modalità transhipment sia prevalente) e a Cagliari qualora si concretizzassero le voci su un suo possibile interessamento, cominciate a circolare subito dopo l’addio di Contship.

Uno scenario che tuttavia non esalta la Filt Cgil. Che ieri, per mezzo della segreteria nazionale guidata da Natale Colombo, ha sì espresso apprezzamento per il lavoro ministeriale – “bene la sinergia dimostrata, il senso di responsabilità e la volontà di rilanciare il porto, volano di sviluppo fondamentale per l’economia dell’intera Regione Sardegna” – ma, auspicando che “il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti avvii un'elaborazione puntuale sullo stato della portualità del Paese”, ha ribadito l’esigenza, quanto a Cagliari, di “evitare che il terminal venga diviso in più pezzi, divisione utile solo ai progetti di colonizzazione di alcuni armatori travestiti da terminalisti”.

A.M.

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