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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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07/12/18 14:52

Bruxelles invita l’Italia alla riforma portuale

Nel draft della decisione sul caso aiuti di Stato ai porti la DG Comp accetta la proposta italiana: “Nessuna sanzione, ma si provveda a variare gli assetti rimuovendo il problema”

Una nuova riforma portuale è in arrivo, resta da capire di quale intensità.

La settimana di passione sulla natura delle Autorità Portuali italiane, che ha visto prima il diffondersi di preoccupate indiscrezioni sulle valutazioni della DG Competition, poi il loro ridimensionamento e infine le schermaglie via social network fra protagonisti della portualità tricolore, si conclude con un leak che arriva direttamente dall’Antitrust di Bruxelles.

L’interlocuzione in atto, che non è una procedura di infrazione (pur potendo diventarlo), non è affatto conclusa, ma è effettivamente ad una svolta. Secondo quanto filtra da Bruxelles, nei mesi scorsi, dopo che la Commissione Europea aveva chiesto chiarimenti all’Italia sull’imposizione fiscale relativa ai canoni demaniali incassati dalle AdSP, l’Italia avrebbe risposto non con una difesa a tutto campo dell’esistente, come qualcuno avrebbe auspicato (Assoporti o quantomeno la ‘corrente’ facente capo al presidente Zeno D’Agostino), ma con l’apertura a possibili correttivi dello status quo, volti a risolvere la questione canoni ma più in generale a modificare gli assetti giuridici degli enti, onde evitare in modo netto ogni possibile interpretazione dei finanziamenti pubblici alle infrastrutture quali aiuti di Stato incompatibili con le norme comunitarie.

Un rilancio interlocutorio, in sostanza, che introiettava, fra l’altro le spinte sempre più forti (politiche, vedasi fra gli altri la posizione del governatore ligure Giovanni Toti, ma anche ‘interne’, come ha svelato recentemente il presidente dell’AdSP partenopea Pietro Spirito) alla sdemanializzazione financo alla trasformazione dei porti in Spa pubbliche. La DG Comp ha abbozzato, ma dopo mesi – e siamo alle comunicazioni (la decision il cui draft è qui riepilogato) di questi giorni su cui si è creato e poi stemperato l’allarme succitato – ha sollecitato l’Italia a formalizzare la proposta da vagliare.

Anche perché la sospensione non può durare all’infinito. Bruxelles, infatti, pur ritenendo la fiscalità sui canoni un aiuto di Stato, non avrebbe intenzione di sanzionare il pregresso (chiedendo la restituzione dalle AdSP allo Stato delle mancate imposte sui medesimi) ma pretenderebbe, e in tempi celeri, la rimozione del problema. Pena l’avvio della procedura vera e propria e le relative conseguenze sui finanziamenti pubblici ai porti.

Quello vero, però, di problema, è che ad oggi una posizione chiara e condivisa non è ancora stata elaborata e, come hanno dimostrato le tensioni di questi giorni, pare là da venire.

Ecco la ragione della convocazione d’urgenza martedì a Porta Pia di un meeting per cominciare a lavorare alla proposta italiana. A menar le danze, per il momento, saranno il viceministro Edoardo Rixi e i due consigliori Francesco Parola, l’economista opportunamente reintrodotto a forza nella Struttura Tecnica di Missione da Rixi una settimana fa, e Gino Scaccia, il giurista capo di gabinetto del Ministro Danilo Toninelli.

Andrea Moizo

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