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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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14/10/20 18:22

Autoproduzione, De Micheli butta la palla in tribuna (VIDEO)

“Accertamenti della Capitaneria in corso”. Il Ministro non chiarisce il caso genovese e il quadro della situazione e Gariglio attacca: “Violazioni impunite di una legge del Parlamento da parte di un armatore sovvenzionato dallo Stato”

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha eluso la domanda più pregnante che i deputati del Partito Democratico Davide Gariglio e Alberto Pagani le avevano posto in relazione ai due casi di autoproduzione su navi di Grandi Navi Veloci verificatisi a Genova nei giorni scorsi: quale comportamento cioè debbono adottare Autorità di Sistema Portuale e Capitanerie di Porto in relazione alla nuova disciplina introdotta dal Decreto Rilancio?

La norma prevede che l’autoproduzione sia consentita all'armatore, a certe condizioni, purché non sia possibile far effettuare le operazioni portuali a imprese portuali ad esse autorizzate (articoli 16) o al fornitore di manodopera temporanea (articolo 17) e previa un’autorizzazione. Solo che ha delegato un decreto attuativo quanto agli oneri della verifica della sussistenza delle condizioni e delle modalità di richiesta e rilascio delle autorizzazioni. Col risultato di creare una zona grigia – complice il ritardo del MIT nell’emanazione del decreto (scaduti da due mesi i termini) – in cui GNV è stata la prima ad incunearsi, onde rimarcare una contrarietà diffusa nell’armamento destinatario della normativa.

De Micheli, però, non ha chiarito (qui il video, l’interrogazione si è svolta fra le 15.16 e le 15.22: https://www.camera.it/leg18/1132?shadow_primapagina=9388#guarda) se, in vacanza del decreto, AdSP e Capitanerie debbano far rispettare la norma già in vigore almeno laddove, come nel caso di specie, non esistano dubbi sull’insussistenza del requisito dell’indisponibilità di articoli 16 o 17. “Il decreto è in via di definizione, un incontro con le parti sociali tenutosi lo scorso 9 ottobre è stato soddisfacente” ha esordito il Ministro, per poi svicolare dal busillis: “Da quanto ricostruito dalla Capitaneria al rizzaggio ha provveduto la Compagnia Unica (la CULMV, art.17, ndr), mentre personale di bordo ha provveduto al sollevamento e abbassamento dei semirimorchi. La Capitaneria ha inoltre riferito che sono ancora in corso accertamenti”.

La risposta ha naturalmente lasciato insoddisfatto Gariglio: “Non si capisce cosa la Capitaneria debba accertare. La violazione è palese perché GNV non ha chiesto alcuna autorizzazione e perché a Genova ci sono sia articoli 16 che un 17 in grado di svolgere quelle operazioni. Le leggi adottate da questa Aula non possono essere impunemente sfidate, non per giunta da armatori di comodo ma da una compagnia battente bandiera italiana e ampiamente sovvenzionata dallo Stato. Auspichiamo almeno la pronta adozione del decreto attuativo”. Adozione che, tuttavia, potrebbe non bastare a dissipare l’incertezza creata dal Ministero: l’iter di entrata in vigore potrebbe richiedere ulteriori passaggi dopo la licenza ministeriale e un’impugnazione da parte degli armatori appare pressoché scontata.

A.M.

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