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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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04/04/19 13:43

Autoproduzione, altra sentenza shock a Napoli

Sospeso il diniego, GNV s’aggiudica il primo round al TAR: un armatore con art.16 non ha bisogno di autorizzazione per svolgere in proprio rizzaggio e derizzaggio

Un nuovo intervento della magistratura amministrativa getta l’ennesima secchiata di benzina sul fuoco dell’autoproduzione del rizzaggio e derizzaggio del carico da parte degli armatori.

Dopo il caso palermitano, che ha fatto discutere per giorni, è la volta del TAR di Napoli, intervenuto in merito al caso GNV, emerso a inizio marzo e arrivato a un punto morto, col diniego dell’Autorità di Sistema Portuale all’autorizzazione protratto sine die. Almeno, cioè, fino alla conclusione della trattativa fra la compagnia del gruppo MSC e l’art.17 CULP, ancora in corso.

Come annunciato, però, GNV non ha accettato lo stop e ha adito le vie giudiziarie. Con successo e con effetti che, una volta di più, rischiano di esser dirompenti e parrebbero suggerire la necessità sempre più stringente di un intervento, quantomeno chiarificatore, del legislatore, dato che quanto stabilito dal Tar partenopeo non collima del tutto con l’interpretazione dei giudici siciliani, pur andando nella medesima direzione del laissez-faire.

I togati, infatti, nell’ordinare la sospensione del diniego e rinviare il merito a giugno, hanno tratto alcune conclusioni pregnanti.

Secondo i giudici napoletani il combinato disposto dal comma 7 dell’art.16 della legge portuale e dall’articolo 1 del DM 585/95 prevede “l’autorizzazione espressa per le sole operazioni portuali e non anche per i servizi, come quelli in oggetto”, anche se sembrano sovrapporre conto terzi e autoproduzione, laddove parlano di “un potere autorizzatorio volto alla verifica di idoneità al relativo svolgimento di momenti di autoorganizzazione dell’impresa, senza limiti di contingentamento”.

Come che sia, per il TAR l’autorizzazione ex art.16 di GNV è più che sufficiente per autoprodursi rizzaggio e derizzaggio, senza bisogno di ulteriori placet da parte dell’AdSP. Una lettura che apre ovvi interrogativi sulle similari vertenze che la stessa compagnia ha in essere a Genova, dove, a quel che risulta, istanze analoghe giacciono in AdSP in attesa di una risposta a questo punto, forse, non più necessaria.

Andrea Moizo

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