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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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18/05/18 11:31

AssArmatori scende in campo per l’autoproduzione

L’associazione prende le difese di Caronte&Tourist e GNV e apre alla trattativa col sindacato, ma nessun passo indietro sul “diritto” di far rizzare/derizzare ai marittimi, anche in navigazione

La battaglia sull’autoproduzione non si ferma.

Dopo l’annuncio di Caronte&Tourist Isole Minori della volontà di riprendere ad operare in autoproduzione a Milazzo, il sindacato confederale siciliano ha indetto l’immediato stato di agitazione di tutti i lavoratori portuali della Sicilia e, contemporaneamente, una prima iniziativa di sciopero di 72 ore dal 26 al 28 maggio, nonché una successiva (“in assenza di risposte positive”) dal 30 maggio al 1° giugno 2018.

Iniziativa cui Caronte ha risposto con una lettera al Ministero per fornire la propria versione dei fatti. In sintesi la compagnia presieduta da Vincenzo Franza, premesse le “serie perdite di bilancio”, ha rivendicato di aver rispettato le regole, di aver chiesto e ottenuto dall’Autorità Portuale di Messina l’autorizzazione ad operare in autoproduzione a Milazzo e di aver cercato, invano, di trovare coi sindacati nei mesi scorsi “un’intesa preventiva”, “preoccupandoci dell’eliminazione o quanto meno dell’attenuazione delle ricadute sociali delle nostre scelte strategiche” e fornendo “disponibilità a farci carico della ricollocazione del personale portuale che dovesse risultare in esubero dall’esecuzione in autoproduzione di rizzaggio e derizzaggio”.

Preludio ad una conclusione amara e determinata: “Non possiamo non evidenziare come Caronte &Tourist Isole Minori sia innegabilmente titolare di un diritto derivante dalla vigente normativa e stia tentando di tutelarlo applicando una Legge dello Stato, provando a concordarne con le organizzazioni sindacali le modalità e a governarne le ricadute occupazionali (…). Siamo dell’opinione che ci si trovi in presenza di un’opposizione di principio, di una battaglia di retroguardia”.

Una posizione ribadita da AssArmatori, con una nota diramata oggi: “Il diritto delle compagnie di navigazione di ‘autoprodurre’ operazioni portuali è sancito da leggi nazionali ed europee in vigore da oltre vent’anni. Piena volontà e disponibilità a discutere le modalità attuative di questo diritto anche con le organizzazioni sindacali, ma non la negazione di questo diritto. Il tutto ribadendo con forza che la sicurezza è priorità assoluta per gli armatori e lo è ovviamente per gli equipaggi delle navi”.

Citato, oltre a quello di Caronte, il recente caso di GNV, “che nell’incertezza normativa vigente nei porti governati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale e comunque agendo in trasparenza sulla base di un’intesa con la Compagnia dei lavoratori portuali, ha preso una multa per aver compiuto operazioni di rizzaggio e derizzaggio con i propri marittimi”.

In discussione, infatti, secondo l’associazione presieduta da Stefano Messina, sarebbe stato messo un “diritto oramai ben delineato e regolato”. Secondo AssArmatori “esistono margini per una valutazione delle situazioni locali, e su questo l’associazione armatoriale condivide l’opportunità di un confronto con il Ministero competente, il Corpo delle Capitanerie di Porto, le Autorità di Sistema Portuale e le Organizzazioni Sindacali. Confronto che, tuttavia, non può basarsi su una negazione della legge, e quindi di un diritto primario delle imprese armatoriali, che può e deve vertere invece sulle modalità attraverso le quali questo diritto viene esercitato nelle singole realtà. Non esistono margini invece sulla negazione del valore di una legge e sulla pretesa di assegnare un’esclusiva della sicurezza ai lavoratori portuali, disconoscendo la professionalità dei marittimi, comprovata anche da corsi professionali particolarmente accurati e riconosciuti a livello internazionale, nonché dal fatto che in queste funzioni i marittimi sono perfettamente abilitati a intervenire anche in navigazione”.

 

A.M.

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