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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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29/11/19 12:52

Anche Feport dice la sua sulla Block Exemption Regulation

A differenza di spedizionieri e caricatori, i rappresentanti dei terminalisti dicono di essere favorevoli a esenzioni, ma chiedono maggiore trasparenza

Anche Feport, con qualche giorno di ritardo rispetto a Clecat e GSF, ha detto la sua sulla proposta di rinnovo della BER da parte della Commissione Europa, esprimendo un orientamento meno severo rispetto a quello delle associazioni  ‘colleghe’.

Dopo essersi riuniti in assemblea generale il 27 novembre, i rappresentanti dei terminalisti privati europei (tra loro anche l’italiana Assiterminal) hanno riassunto in una nota la loro posizione, sostenendo che l’orientamento di Bruxelles nuoccia alla “parità di condizioni” per tutti gli operatori, tanto più che – riferiscono – la stessa Commissione avrebbe ammesso di avere difficoltà nel verificare se le quote di mercato detenute dai consortia siano al di sotto del 30% e di stimare che solo un quinto di essi rispetti questa proporzione. Sul tema, Feport ha spiegato che la sua posizione è di ritenere che “sia importante” per l'industria marittima dell’UE poter “beneficiare di strumenti specifici come esenzioni al divieto di aiuti di Stato e cartelli”, ma ribadisce anche la sua richiesta di “maggiore trasparenza e di un miglioramento di testi importanti” come le Linee guida sugli aiuti di Stato per il Trasporto marittimo e sui consorzi BER. Questi testi, “che non sono stati modificati per 15 anni devono essere aggiornati per tener conto degli sviluppi del mercato e delle disposizioni aggiuntive che sono state adottate dalla Commissione europea attraverso decisioni individuali”. L’associazione ha concluso spiegando che parteciperà alla nuova consultazione pubblica avviata dalla Commissione con una risposta e che condividerà le sue preoccupazioni con stakeholder istituzionali e non.

TAG : Associazioni
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