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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/05/19 19:01

Al porto di Genova servono infrastrutture per ‘aggredire’ nuovi mercati

Durante il Blue Economy Summit istituzioni locali e operatori si confrontano sulle occasioni di crescita dello scalo e sul ruolo della città come capitale marittima internazionale

 

Genova - Sono le infrastrutture, ma anche i nuovi mercati, che potranno consentire al porto di Genova di continuare a crescere e alla città di diventare una delle capitali internazionali dell’industria marittima.

Un obbiettivo a cui tiene particolarmente l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Marco Bucci, il primo ad intervenire, seguito da alcuni dei suoi principali assessori, al convegno di apertura del ciclo di conferenze Blue Economy Summit, intitolato appunto “Genova, capitale della Blue Economy: le prospettive di sviluppo del waterfront e del porto”.

Il peso della blue economy, per la città, è determinante e a tutti ben noto, come ha evidenziato lo stesso Bucci che ha anche ricordato come, su 240.000 occupati attivi in città, ben 110.000 lavorino nel settore marittimo-portuale, mentre il Presidente e Amministratore delegato del RINA Ugo Salerno, moderatore dei lavori, ha ribadito l’importanza di nuove infrastrutture per ridare slancio alle banchine genovesi: “Oggi abbiamo delle opportunità grandissime che ci sono state date anche dalle normative semplificate, che permetteranno a Genova di muoversi in maniera molto più snella nella realizzazione di opere fondamentali” ha detto Salerno. Superfluo ricordare che lo scalo della Lanterna gode naturalmente di “una posizione straordinaria nel Mediterraneo. Una volta collegato, ha anche la possibilità di avere un retroporto mastodontico costituito da tutti gli interporti che ci sono in Pianura Padana, per essere competitivo con i porti del Nord Europa e cominciare a invertire una tendenza che vede le merci arrivare negli scali del nord e poi calare in pianura padana. Sarà esattamente il contrario, una volta che queste infrastrutture saranno completate”.

E dell’importanza di nuove infrastrutture ha parlato anche il direttore finanziario del Gruppo Spinelli Roberto Pane, secondo cui Genova deve puntare a diventare il principale gateway per i mercati dell’Europa centrale e orientale, e per farlo non può prescindere da una serie di interventi: “Abbiamo bisogno della nuova diga, da realizzare entro 5 anni, perché i grandi armatori internazionali non aspettano, e se non trovano le condizioni migliori per le loro navi cambiano scalo, e poi di un potenziamento dei collegamenti ferroviari che ci consentano di fare treni da 750 metri, con 22 tonnellate di carico per asse. E’ questo infatti il mezzo più conveniente per arrivare nell’Europa centrorientale, ed è questo il mezzo che noi dobbiamo poter usare per aggredire nuovi mercati”.

Nuovi mercati di destinazione per il traffico container, quindi, ma anche nuovi possibili sbocchi per i traffici che viaggiano sulle autostrade del mare, di cui ha parlato Massimo Mura, Amministratore delegato di Tirrenia, compagnia che proprio in questi giorni presenterà a Genova la Maria Grazia Onorato, che con i suoi oltre 4.000 metri lineari è una delle più capaci navi ro-ro attive in Mediterraneo.

“La nostra compagnia frequenta il porto di Genova da oltre 150 anni, e oggi movimentiamo sotto la Lanterna oltre 1 milioni di passeggeri all’anno, generando un indotto di oltre 65 milioni di euro. Senza considerare la riduzione dei costi sociali connessa con lo shift modale delle merci dalla strada al mare: nel 2018 la sola linea di Tirrenia che collega Genova con Livorno, Catania e Malta ha consentito un risparmio di costi sociali pari a 10 milioni di euro”.

Quello che allo scalo del capoluogo ligure serve per crescere ancora, “sono – secondo Mura – migliori collegamenti ferroviari per incrementare l’intermodalità mare-ferro, che sarà il futuro delle autostrade del mare. Una tipologia di trasporto con enormi potenzialità di sviluppo e il cui nuovo orizzonte sarà il Nord Africa, non appena la situazione politica di alcuni paesi dell’area si normalizzerà. A quel punto le occasioni per gli armatori saranno considerevoli”.

Allargando il focus del convegno all’intera catena logistica delle merci, il Direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta ha quindi ribadito l’importanza della creazione delle Zone Logistiche Semplificate per il rilancio della Valpolcevera, particolarmente provata dal crollo del ponte Morandi, mentre l‘intervento di Alberto Amico, Presidente del cantiere Amico & Co, si è concentrato sul contributo che la grande nautica, e i servizi a supporto di questa attività, garantiscono al porto di Genova. Si sono quindi susseguiti, tra gli altri, gli interventi di Valerio Mulas di San Giorgio del Porto, Alessandro Campagna della società Salone Nautico, e di Franco Porcellacchia, Vice presidente del gruppo crocieristico Carnival.

 

Francesco Bottino

TAG : porti
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