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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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08/08/19 16:14

Accordo fra terminalisti genovesi e Culmv

L’adeguamento tariffario ex post permetterà all’art.17 di chiudere il bilancio 2018 in pareggio. Impegno dei camalli alla costituzione di un fondo di risorse proprie e alla nomina di un direttore finanziario

Il console della Culmv Benvenuti col presidente della sezione terminalisti di Confindustria Genova Danesi

Anche quest’anno la crisi Culmv, il fornitore di lavoro temporaneo del porto di Genova ex art.17, si è risolta positivamente.

Come dettagliato ieri sono arrivati circa 2,5 milioni di euro di fondi pubblici a puntellare la complessa chiusura del bilancio 2018, dopodiché, come anticipato oggi, è stato firmato l’accordo (qui il testo) con la sezione confindustriale dei terminalisti genovesi per il riconoscimento da parte di questi ultimi di un adeguamento tariffario relativo al 2018, per un ammontare complessivo pari al 1,66 milioni di euro.

La Culmv si è impegnata ad approvare il bilancio entro fine settembre ricorrendo anche a risorse proprie per 250mila euro, ma non è l’unica novità saliente dell’accordo imperniato sul piano di risanamento ed efficientamento concordato con l’Autorità di Sistema Portuale sul finire del 2017.

I camalli infatti dovranno entro la fine dell’anno costituire un fondo di patrimonio netto di 250mila euro a carico dei soci, attuare entro il 30 settembre le procedure di riaddebito per ritardo e uscita anticipata dal posto di lavoro e individuare un direttore finanziario, d’intesa con l’AdSP (cui questa figura riferirà), responsabile del controllo di gestione.

Questo direttore presiederà un tavolo permanente che a cadenza mensile, presenti un rappresentante per la Culmv e uno per i terminalisti, monitorerà lo stato di salute economica della Compagnia. Che, da ultimo, si impegna a non richiedere in futuro ai terminalisti “alcun contributo a copertura perdite d’esercizio”.

Dal canto suo l’AdSP si impegna ad adoperarsi in sede ministeriale per il riconoscimento dello status di lavoro usurante per il lavoro portuale e la possibilità di pensionamento anticipato anche dei soci inabili.

Da rilevare infine che non si è riusciti a trasformare in un impegno da parte della Culmv l’auspicio dei terminalisti (esplicitato però come tale) che “la Compagnia Unica applichi ai propri soci/dipendenti il contratto dei lavoratori dei porti per uniformarsi al trattamento economico normativo applicato ai propri dipendenti dalle società terminalistiche, in quanto naturali interlocutori della Culmv”.

A.M.

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