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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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02/08/18 14:03

A Piacenza il business del calcestruzzo si fa concreto

Lanciata la 2ª edizione della fiera GIC-Giornate Italiane del Calcestruzzo/Italian Concrete Days che avrà luogo alla fiera della città emiliana dall'8 al 10 Novembre

Procede a pieno ritmo l'organizzazione della 2ª edizione del GIC Giornate Italiane Calcestruzzo/Italian Concrete Days 2018, l'unica manifestazione italiana dedicata alle macchine, alle attrezzature, ai prodotti e alle tecnologie per l'industria del calcestruzzo, la prefabbricazione e il ripristino delle strutture in calcestruzzo armato, anche in zone sismiche.

“Il mondo delle manifestazioni fieristiche in questi ultimi dieci anni ha cambiato radicalmente volto; le cosiddette fiere generaliste orizzontali stanno segnando il passo mentre cresce l’importanza di eventi locali, regionali o macro regionali. Le aziende sono disposte a investire quando le fiere sono altamente specialistiche, possibilmente di breve durata e sicuramente di costo contenuto, che sono le tre chiavi di volta per il successo delle manifestazioni e il polo fieristico di Piacenza ha colto al balzo questa opportunità partendo dall’esperienza fatta nel 2016” ha spiegato a Milano durante una conferenza di presentazione dell’evento Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint & Communications, società organizzatrice.

Facendo seguito a quella inaugurale del 2016, è confortante notare che anche questa nuova manifestazione sta seguendo le orme del GIS Giornate Italiane del Sollevamento, realizzate dalla stessa organizzazione presso il medesimo sito fieristico piacentino, anche se – ovviamente, vista la ‘gioventù’ nel numero di edizioni svolte - con dimensioni più ridotte.

La lista degli espositori confermati annovera già più di 150 aziende che saranno presenti alla mostra specialistica - in calendario alla Fiera Piacenza dall'8 al 10 novembre prossimi - che avrà come sempre una parte convegnistica di assoluto rilievo, a partire da un convegno incentrato sulle problematiche infrastrutturali di strade, ponti, porti, terminal, dighe foranee, di notevole interesse nella misura in cui saranno chiamati come relatori i responsabili di quegli enti territoriali deputati alle rispettive gestioni e quelle personalità del mondo dei trasporti che sta subendo le problematiche infrastrutturali e normative collegate all'inadeguatezza dei collegamenti e spesso alla insufficiente manutenzione delle strutture.

“Molte aziende che avevano partecipato nel 2016 si ripresentano quest'anno su una superficie espositiva più ampia; perciò confidiamo di superare i 200 espositori diretti, arrivando più che a raddoppiare lo spazio espositivo rispetto all’edizione precedente” ha aggiunto Potestà.

Per la tre giorni piacentina sono previste due nuove aree tematiche: IDREXPO – Italian Demolition & Recycling Expo, dedicata alle macchine e alle attrezzature per il taglio e la demolizione delle strutture in calcestruzzo, ma anche a quelle necessarie per la selezione, il riciclaggio e il trasporto degli inerti; CONPAVITEXPO – Concrete Paving Technologies Expo, incentrata sui macchinari, le tecnologie e i prodotti chimici necessari per la realizzazione di pavimentazioni in calcestruzzo, i massetti e la loro manutenzione.

Ad arricchire l’interesse per gli operatori dello specifico comparto sarà la presenza della principale associazione italiana di categoria Conpaviper che organizzerà a Piacenza due convegni. “Abbiamo sposato appieno l’appuntamento che ci consentirà di poter approfondire le nuove regole per la progettazione, l’esecuzione e controllo dei pavimenti industriali; GIC sarà una vetrina per presentare i lavori che l’Associazione sta portando avanti, come a esempio i Codici di Buona Pratica di componenti del sistema pavimento, e sarà l’occasione per sottolineare l’importanza del ruolo che ricoprono le figure specialistiche nel settore della posa in opera, competenze che devono andare a braccetto con chi produce soluzioni specifiche e molto performanti” ha spiegato Corrado Borghi, membro del Consiglio Direttivo di Conpaviper.

Alle associazioni che hanno patrocinato la prima edizione del GIC, si sono aggiunte quest'anno altre adesioni, testimoniando il crescente valore attribuito alla fiera anche a livello istituzionale: Federbeton, della quale fanno parte Assobeton, Atecap, Aitec, Ucomesa, Sismic, Conpaviper, Assiad, Assoprem e ACI Italy Chapter. Sarà presente anche ANAS, mentre riconoscimenti sono arrivati anche dai patrocini di OICE, ANCE e Anepla. 

Massimiliano Pescosolido, segretario generale di Atecap, l’associazione Tecnico economica del calcestruzzo preconfezionato, ha analizzato le tendenze del mercato. “Il mercato delle costruzioni è cambiato, così come quello del calcestruzzo che richiederà sempre più la riqualificazione, il recupero del territorio, l’attenzione al consumo di suolo e all’uso di materiali salubri e il calcestruzzo, che ha tutte le potenzialità per rispondere a questa nuova edilizia, trova nel GIC la possibilità di interrogarsi su quelli che sono i nuovi paradigmi che faranno da guida al mercato. Per questo, organizzeremo la terza edizione della Concrete Conference (sotto l’egida di Federbeton), un’iniziativa in cui si parlerà dei temi riferiti al "concrete" alla quale inviteremo anche l’associazione europea dei produttori di calcestruzzo che si confronterà con gli imprenditori del Paese, perché l’Italia, è ancora il terzo player europeo in termini di produzione e utilizzo di calcestruzzo pre-confezionato”.

Al GIC si parlerà di ripristino del calcestruzzo e della manutenzione di infrastrutture stradali e ferroviarie, finalizzati a ridurre il rischio di incidenti; l’attività convegnistica esplorerà le future strategie per la prevenzione a livello europeo dal momento che il problema è trasversale e riguarda tutti i Paesi, dove una parte delle infrastrutture stradali è datata e risale al secondo dopoguerra.

Una situazione che richiede, anche oltre i confini italiani, sempre più investimenti per interventi di ripristino del calcestruzzo su ponti, viadotti e gallerie.

Ma non sarà solo ‘cementificazione’ all’ordine del giorno; il calcestruzzo infatti va a servizio anche dell’ambiente e delle attività ludiche e non è davvero un materiale così impattante e ‘nemico’ della natura, come invece paventato da alcuni. Abbiamo mai pensato che, oltre ad essere utilizzato per costruire metropoli, grattacieli, ponti e gallerie, il calcestruzzo è fondamentale per costruire le oasi di benessere che servono a rendere gli spazi metropolitani un po’ meno aridi e i parchi più fruibili?

Piste ciclabili, campi sportivi e parchi gioco non potrebbero infatti esistere e risultare così funzionali se non venisse utilizzato questo materiale.

L’Italia, si sa, non è propriamente un Paese bike friendly, soprattutto rispetto ai Paesi dell’Europa

del Nord. Eppure, stando ai dati di Legambiente, la mobilità su due ruote è in aumento, anche se

non in modo uniforme. In testa alla classifica delle città più ciclabili figurano Bolzano e Pesaro, dove il 28% della domanda urbana di mobilità è soddisfatta dalla bici. Anche in altre città si avverte però un certo fermento nella riorganizzazione degli spazi, così come in molte aree extraurbane. La pista ciclabile, oltre a facilitare gli spostamenti, decongestionare il traffico e ridurre le emissioni di CO2, permette anche di riappropriarsi degli spazi pubblici, sia all’interno delle città che nelle aree verdi: in altre parole consente un nuovo approccio con l’ambiente, più ecologico, ma anche più ludico e rilassato. Ma il dedalo di percorsi ciclabili che si snoda per l’Italia si deve proprio all’utilizzo del calcestruzzo.

Per costruire una pista ciclabile vengono utilizzate due tipologie di materiale: drenante e architettonico, sia esso lavato, stampato piuttosto che colorato. Il calcestruzzo drenante – spiega

Stefano Garlati, Responsabile Prodotti Speciali della Betonrossi, azienda che sarà presente alla

seconda edizione del GIC di Piacenza – svolge una funzione fondamentale anche dal punto di vista

idrogeologico e della sicurezza, perché drena immediatamente l’acqua piovana limitando il

ruscellamento e i pericolosi fenomeni di erosione del terreno. A differenza di quanto accade

utilizzando il calcestruzzo tradizionale, con il drenante non occorre prevedere particolari impianti di

regimazione delle acque, perché con una pavimentazione drenante, l’acqua viene assorbita

normalmente dal terreno sottostante. Nel calcestruzzo drenante per piste ciclabili la superficie è

liscia e priva di asperità, per facilitare il passaggio sicuro delle biciclette. Questo è possibile anche

con un calcestruzzo drenante ad alta permeabilità.

Il calcestruzzo drenante viene ampiamente utilizzato anche come alternativa ad altri prodotti

drenanti per realizzare i sottofondi dei campi da calcio, da tennis, da pallavolo, che vengono

successivamente rivestiti con manti sintetici. Col vantaggio che la superficie finale rimarrà stabile,

perfettamente piana e assorbirà la pioggia evitando la formazione di pozzanghere. Sono realizzati

sempre in calcestruzzo anche i percorsi pedonali all’interno delle aree verdi e i parchi gioco.

Qui, in particolare, può essere steso uno strato di calcestruzzo drenante come sottofondo, sul quale

vengono successivamente posizionati i giochi e le attrezzature ludiche e infine un rivestimento di

sicurezza in gomma antitrauma.

Il primo calcestruzzo drenante è stato realizzato nel XIX secolo negli USA ma è però approdato concretamente in Europa una decina di anni fa e ha trovato un mercato particolarmente ricettivo anche in Italia. Sia il calcestruzzo drenante che quello architettonico si prestano a realizzazioni varie e creative, grazie anche alla possibilità di colorare il materiale grigio già nell’impasto o dopo la posa. “È un materiale versatile, che consente di soddisfare la creatività degli studi di progettazione e tra i numerosi interventi della Betonrossi in questo settore, abbiamo recentemente completato con il nostro DrainBeton una pista ciclabile sul Lago di Garda di un chilometro e mezzo in soli tre giorni. Perché tra i vantaggi c’è sicuramente anche la velocità di realizzazione” conclude Garlati.

Il nostro mercato nel 2008 valeva 75 milioni di metri cubi ma oggi si è ridotto a soli 27; in Germania vale 45 e in Francia 36, Paesi in cui ci sono oltre un terzo in meno di operatori; questo significa che abbiamo un mercato molto polverizzato che necessita di una grossa ristrutturazione e contiamo che questo passi attraverso le regole. È fondamentale iniziare a differenziarsi, non si dovrebbe lavorare più solo sul prodotto ma su quello che chiede il cliente, cioè sull’applicazione.

 

A.S.       

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