APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
08/10/18 13:47

Uggè accusa Toninelli: “State rendendo l’Italia dei trasporti ‘disconnessa’ come in passato”

Al forum di Cernobbio, il presidente di Conftrasporto drastico e caustico sulla vicenda di Ponte Morandi, paradigma di un governo che nei trasporti è fuori tema

Dal nostro inviato

 

Cernobbio (Como) - “Finora il Governo ha perso tempo a cercare di punire il colpevole per il disastro di Ponte Morandi; si è solo preoccupato di individuare un nemico da abbattere. Fermo restando che è corretto fare questa attività di indagine e punizione dei responsabili, trovo assurdo che questo giustizialismo esasperato vada a scapito della ricostruzione del viadotto crollato. In altre parole si deve pensare prima a sistemare la situazione disastrosa di Genova, che penalizza non solo tutta la cittadinanza, che vuol dire la sua economia ed il porto principalmente, dunque alla fine l’Italia intera. Qui passa una linea importante che congiunge Italia a Francia e Spagna”.

Alla 4° edizione del Forum Internazionale dei Trasporti di Cernobbio, non usa, come di consueto, giri di parole Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio e Presidente di Conftrasporto, per stigmatizzare la ‘inazione’ di Di Maio, Salvini & C. in merito alle urgenze genovesi, prese ad esempio di una politica dei trasporti che attualmente lascia molto a desiderare.

“Il precedente Governo aveva coniato uno slogan, attuando delle azioni concrete almeno a livello di strategia generale, da noi condiviso: ‘Connettere l’Italia’. Quello attuale, invece, purtroppo, sta lasciando andare avanti un’Italia ‘disconnessa’ e la cosa ovviamente ci preoccupa parecchio”.

Il decreto Genova, secondo Uggè, è un documento sostanzialmente vuoto, sul quale ci sarà molto da lavorare per riempirlo di contenuti accettabili e necessari a sostenere tutto il sistema dei trasporti in questa fase delicatissima, se non si vorrà continuare a prendere in giro le imprese.

Quei 20 milioni all’autotrasporto, che in prima battuta se ne era visto ascrivere ben 180, lasciano certamente l’amaro in bocca, se inoltre si prende in considerazione l’impaccio del de minimis. “Ma più in generale occorre dare sfogo alle nostre realtà virtuose, a chi mette mano al portafoglio; a chi nell’autotrasporto si pone all’avanguardia tecnologica, acquisendo mezzi Euro 6, alle Autostrade del Mare, i cui traffici sono in crescita prorompente. E invece, come dimostrano gli studi di Confcommercio, qui vige il principio paradossale ‘Chi meno inquina, più paga’!” lamenta Uggè, che si dichiara anche favorevole al ferro-bonus così come a qualunque misura a favore di chi ha il coraggio di investire. “Occorre mettere a dialogare armonicamente mare, ferro e gomma, creando opportuni collegamenti”.

Tornando alla paradigmatica vicenda Morandi, il presidente di Conftrasporto accusa il ministero di scarsa considerazione al settore e sordità alle istanze. “Finora abbiamo avuto modo di interloquire, appena tre giorni fa, solo col Viceministro Rixi, l’unico che dimostri di capire qualcosa del nostro settore. Il Ministro Toninelli, viceversa, parla solo per compiacere gli artigiani e chiunque gli possa allargare il bacino elettorale, si vede chiaramente che è alla ricerca di un consenso popolare; ma non è questo il compito corretto di un ministero”.

Uggè, che cita un sovraccosto legato al ‘buco’ creato dal Morandi di 2 milioni di euro al giorno, si mostra alquanto pessimista sui tempi di realizzo del rimpiazzo del ponte crollato il 14 agosto.

“Non conosco personalmente Bucci, appena nominato Commissario Straordinario alla ricostruzione, ma non dubito che, in quanto sindaco genovese, avrà tutto l’interesse e la volontà di fare bene e presto. Ma è certo che se il Governo continua ad accanirsi a perseguire il concessionario come sua unica finalità, i tempi si dilateranno fatalmente. Avere un altro viadotto pronto in un biennio mi pare già un’utopia, temo seriamente che, fra ricorsi e altri intoppi legati alle azioni della magistratura, ci vorranno anni per completare la ricostruzione, e allora sarà un vero dramma non soltanto per Genova, ma per tutta l’Italia. Strano davvero che questo a Roma non venga compreso…

Innanzitutto ci sono delle regole da rispettare, non si possono calpestare i diritti del concessionario, se anche risulta responsabile, che sicuramente avrà interesse a difendere i suoi interessi, legittimato da quanto scritto nel contratto di concessione”.

 

Angelo Scorza

Stampa