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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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08/10/18 16:10

Tajani rincara la dose: “Il Governo? Sono dilettanti allo sbaraglio!”

Il Presidente del Parlamento Europeo a muso duro a Cernobbio: “Fermateli finchè siamo in tempo, questa manovra ci porterà alla rovina; senza le quattro grandi opere, Italia alla deriva presto”

Dal nostro inviato

 

Cernobbio (Como) – “Lo avevo detto subito dopo il crollo del Ponte Morandi. Il Ministro Toninelli doveva dimettersi per manifesta incapacità; l’attuale Governo è corresponsabile perché il ministero dei trasporti era consapevole dei rischi che si correvano, naturalmente senza tacere le gravi responsabilità del gestore concessionario dell’autostrada. Adesso basta perdere tempo! Perché non si è fatta la Gronda prima?”.

Durissimo l’incipit di Antonio Tajani, al suo arrivo al Forum di Cernobbio, organizzato per il quarto anno consecutivo da Confcommercio-Conftrasporto, con la collaborazione di Ambrosetti-The European House ed il supporto di FAI e Telepass, nella prestigiosa cornice di Villa d’Este, sul Lago di Como.

Purtroppo l’attuale manovra finanziaria, che è tutt’altro che una manovra, capace solo di ridurre i risparmi degli italiani e fare aumentare il debito pubblico, è un atto di totale arroganza, che farà solo del male agli italiani; fermatela finchè siamo in tempo. Abbiamo la prova provata che questo esecutivo non ha le idee chiare su nulla, a partire dalla questioni delle quattro grandi opere in itinere, che hanno inopinatamente bloccato. Senza TAP, TAV, Terzo Valico e Gronda l’Italia si ferma; se non si avrà presto un nuovo viadotto al posto di quello crollato, la Liguria sarà tagliata in due, il nostro Paese non potrà più comunicare con Francia e Spagna; un disastro senza misura”.

Al netto della inevitabile propaganda politica da cui neppure il Presidente del Parlamento Europeo, logicamente, è immune, l’attacco a Roma è senza discussione un j’accuse violento.

“Il testo presentato dal Governo mostra una mancanza di competenza e conoscenza del problema; non si può fermare il progresso, certe scelte populistiche sono finalizzate solo al consenso elettorale. Il lavoro deve essere ovviamente la prima priorità, è il primo problema degli italiani; il reddito di cittadinanza è una vera presa in giro, specie al Sud dove la disoccupazione giovanile sfiora il 50%, annichilisce la dignità dei giovani, disicentivandoli a darsi da fare per trovare occupazione, e favorisce il lavoro nero. Con essa si regalano soldi, circa 10 miliardi di euro che si potrebbero investire meglio, a chi alimenta la criminalità spicciola dei Rom e quella organizzata di mafia, camorra, n’drangheta e sacra corona unita; e intanto i nostri pensionati, che non sono più in età nè condizioni lavorative, soffrono a dover cercare di sopravvivere con poche centinaia di euro al mese. Meglio destinare quei fondi alle imprese che assumono i giovani abbattendo il cuneo fiscale, ovvero deliberare la flat tax” affonda Tajani. “Come ci si può lamentare se i grandi investitori – che poggiano le loro decisioni su analisi interne dei propri centri studi e non hanno certo bisogno di leggere certi articoli – poi fuggono dall’Italia? Lasciamo perdere certe dichiarazioni becere di Bruxelles, quello è un alibi di comodo; la guerra a Juncker e Moscovici è una falsa questione, una cortina fumogena. Il problema non sta là ma a Roma! Vedo provvedimenti partitocratici e assistenzialistici che richiamano il peggio della Prima Repubblica. La politica deve mettere i nostri 4 milioni di piccoli imprenditori in condizioni di sviluppare la propria azienda. L’Europa deve rappresentare una straordinaria opportunità, non un mostro che ci ingoia. Per arrivare al mercato europeo serve un sistema dei trasporti che consenta alle imprese manifatturiere di esportare, visto che l’UE è per il 50% destinataria dei prodotti Made in Italy” spiega in sede di conferenza Tajani.

“Non perdiamo l’occasione della Via della Seta! Con Genova azzoppata e Trieste su cui non si è investito a sufficienza il rischio di non saltare sul treno cinese in piena corsa è concreto, ci faremo sopravvanzare dal Pireo o da altri porti mediterranei. Per non parlare delle reti meridionali di ferrovie e autostrade, su cui non si investe, sebbene si potrebbero scovare abbastanza facilmente 20 miliardi di euro, con l’aiuto di varie istituzioni europee” incalza il parlamentare europeo, che ha idee molto precise sulla questione delle infrastrutture dei trasporti. “Senza il volano delle grandi opera dei trasporti, si polverizzano anche migliaia di posti di lavoro…”

 

Angelo Scorza

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